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Lo sportello digitale unico europeo

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Quando decidiamo di soggiornare in un altro Stato membro dell’Unione Europea (UE), scopriamo che le procedure amministrative che interessano la nostra vita quotidiana – dalla richiesta di un certificato di nascita o di una borsa di studio, all’immatricolazione dell’auto, fino alla domanda di un permesso commerciale o la registrazione di un’impresa o brevetto – possono essere complicate e le informazioni al riguardo difficilmente reperibili.

A tale difficoltà vuole dare una risposta uno strumento adottato dal Parlamento e dal Consiglio della UE lo scorso 27 settembre: lo sportello digitale unico europeo. Si tratta di una piattaforma online gestita dalla Commissione, all’interno del portale “La tua Europa” (<https://europa.eu/youreurope/citizens/index_it.htm>), in cui ai cittadini e alle imprese sarà garantito l’accesso alle informazioni e alle pratiche necessarie per esercitare i propri diritti all’interno della UE, integrando una serie di reti e servizi già presenti a livello nazionale ed europeo. La necessità di creare questo strumento è nata da una constatazione: i cittadini che intendono risiedere e lavorare in altri Stati membri, così come le imprese interessate a vendere prodotti o a fornire servizi in un altro Paese, incontrano ancora significativi ostacoli quotidiani per reperire informazioni complete, aggiornate e comprensibili, così come per avere accesso alle eventuali procedure amministrative online predisposte dalle amministrazione nazionali o per entrare in contatto direttamente con gli uffici competenti.

A partire dall’ascolto di tali necessità, le istituzioni europee hanno definitivamente approvato il nuovo regolamento, che istituisce un punto di ingresso centrale online (“sportello digitale”), facilmente accessibile, in cui i cittadini e le imprese potranno trovare informazioni complete e aggiornate, chiedere servizi di assistenza, esercitare i propri diritti. Un principio cardine dello sportello è che i servizi disponibili per i cittadini di uno Stato membro dovrebbero essere ugualmente accessibili anche a quelli di altri Paesi dell’Unione. Per tale motivo l’interfaccia dovrà essere di facile uso e disponibile in tutte le lingue ufficiali della UE. Inoltre, lo sportello digitale unico mira anche a ridurre gli oneri legati alle procedure transfrontaliere grazie all’introduzione del principio una tantum, in virtù del quale se un cittadino o un’impresa ha inviato dati o documenti a una pubblica amministrazione, può chiedere alle altre autorità coinvolte di scambiarsi questi dati direttamente tra loro.

L’adozione del regolamento ha seguito il procedimento previsto dal Trattato di Lisbona. Il Parlamento europeo e il Consiglio hanno sollecitato più volte l’adozione di servizi d’informazione e assistenza per aiutare i cittadini e le imprese nel contesto del mercato interno. Allo stesso tempo, con la comunicazione Strategia per il mercato unico digitale del 2015, la Commissione ha riconosciuto il ruolo delle tecnologie digitali nel trasformare il modo in cui i cittadini e le imprese accedono alle informazioni, partecipano al mercato e lavorano, creando allo stesso tempo ostacoli e opportunità. A partire da tali premesse, tra novembre 2015 e dicembre 2016 si è dato spazio all’ascolto delle istanze dei cittadini, delle imprese e delle autorità pubbliche, anche attraverso una consultazione pubblica online.

Il 2 maggio 2017 la Commissione ha quindi presentato la sua proposta definitiva di regolamento: i colegislatori (Parlamento e Consiglio) hanno chiuso nel settembre 2018 l’iter di approvazione, pochi giorni dopo il discorso annuale sullo stato dell’Unione tenuto dal Presidente della Commissione europea di fronte al Parlamento (<https://ec.europa.eu/commission/priorities/state-union-speeches/state-union-2018_it>). Nella lettera di intenti, che accompagnava il discorso, la Commissione ha indicato le iniziative che ritiene indispensabili per poter concludere, prima delle elezioni europee del maggio 2019, il raggiungimento delle 10 priorità condivise dopo le elezioni del 2014 (<https://ec.europa.eu/commission/index_it>) e per dare, allo stesso tempo, una prospettiva per il futuro alla UE. Una delle 10 priorità è la costruzione di un mercato unico digitale e all’interno di tale obiettivo si colloca lo sportello digitale unico.

Al fine di garantire alle amministrazioni nazionali, regionali e locali il tempo per adattarsi alla nuova normativa, la data obiettivo per la messa in rete di tutte le informazioni e procedure pertinenti sarà due, quattro o cinque anni dopo l’entrata in vigore, a seconda della materia: alcuni servizi saranno disponibili anche prima di tale scadenza. L’attuazione del regolamento richiede infatti non solo adeguate risorse finanziarie, prima di tutto a carico del bilancio europeo, ma pure risorse umane e organizzative per garantire la messa online, l’interoperabilità e il superamento degli ostacoli derivanti dall’autenticazione e dal riconoscimento reciproco delle firme elettroniche. L’accordo raggiunto dalle istituzioni UE prevede che non vengano creati strumenti ulteriori rispetto a quelli già esistenti a livello nazionale, ma che questi vengano messi in rete (ad esempio per l’anagrafe): il percorso di informatizzazione dovrà in ogni caso essere supportato in tutte le amministrazioni da modelli organizzativi e competenze adeguate.

In un momento in cui i cittadini chiedono alla UE di dare conto del “valore aggiunto europeo”, cioè delle maggiori opportunità e solidarietà generate dalle istituzioni comuni, queste ultime hanno inteso dare una risposta a diverse situazioni quotidiane personali e professionali, in ambiti quali i viaggi, il pensionamento, l’istruzione, l’occupazione, l’assistenza sanitaria, i diritti dei consumatori e della famiglia. Una volta attuate, spetterà ai cittadini che risiedono o intendono risiedere in altri Stati della UE valutare la bontà e l’impatto delle soluzioni adottate e proporre eventuali modifiche o ulteriori strumenti.

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