• Litigare fa bene
Scheda di: 

Litigare fa bene

Insegnare ai propri figli a gestire i conflitti, per crescerli più sicuri e felici
Daniele Novara
Rizzoli, Milano 2013, pp. 270, pp. 128, € 9,90
Fascicolo: 
La naturalezza con cui i bambini sono soliti litigare mette a disagio i genitori, e gli adulti in genere, che reagiscono apportando “correttivi” coercitivi, basati sull’idea che i bambini litigando sbaglino. L’A. di questo volume, metodologicamente ben costruito grazie a esempi di vita vissuta ed “esercizi”, è pedagogista e fondatore del Centro psicopedagogico per la pace e la gestione dei conflitti di Piacenza; l’intento è comunicare ai genitori un nuovo modello di gestione dei conflitti tra i propri figli: imparare a litigare bene.

La sensazione è quella di essere presi per mano nella lettura e accompagnati attraverso un percorso così scandito: perché i litigi dei bambini danno fastidio ai genitori, liberarsi dai metodi inefficaci del passato – «più l’intervento correttivo era pesante, più aveva la possibilità di raggiungere il suo scopo» (p. 48) –, imparare a distinguere tra litigi e violenza (evitando le pericolose etichette di bulli), ricondurre il litigio all’esigenza che i piccoli hanno di trovare un proprio posto nel mondo. La seconda parte del libro mette a punto il metodo «litigare bene», evidenziandone l’efficacia e i vantaggi nelle situazioni più diverse (tra fratelli e sorelle, nel caso di figli unici, oppure laddove vi sono genitori separati), tra cui spicca la capacità dei bambini di gestire autonomamente i litigi, senza l’intervento dell’adulto, giungendo ad accordi spontanei.

Perché investire in un percorso così articolato? «Litigare bene durante l’infanzia è un investimento per il futuro: sul lavoro, nel rapporto di coppia, nelle relazioni interpersonali, nello sport… in ogni situazione della vita in cui occorre trovare le giuste compenetrazioni con gli altri. Si impara da un lato a farsi rispettare, ma anche ad accogliere e rispettare il punto di vista altrui; a costruire delle azioni comuni efficaci; a ottenere la stima degli altri e a stimarsi come persone; a riconoscere e a valorizzare le proprie capacità. È un’operazione che dura tutta la vita. Partire con il piede giusto fin dall’infanzia permette ai nostri figli di avere qualche chance in più delle generazioni precedenti» (pp. 177-178).

Chiara Tintori
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