"Liberiamo il lavoro": tutti gli articoli del nostro Dossier

17/10/2017
È disponibile da oggi la raccolta in pdf di tutti i contenuti del Dossier Lavoro, ovvero i contributi pubblicati da gennaio a oggi su Aggiornamenti Sociali sui temi della 48a Settimana sociale dei cattolici italiani (Cagliari, 26-29 ottobre 2017). Gli articoli, riuniti in macrosezioni tematiche, sono preceduti da una breve prefazione di mons. Fabiano Longoni (direttore dell’Ufficio per i Problemi sociali e il Lavoro, la Giustizia e la Pace, la Custodia del creato della Conferenza Episcopale Italiana), che pubblichiamo di seguito. Clicca qui per scaricare il Dossier integrale. Il Dossier ha un prezzo di copertina di 7 euro ma, in vista dell'appuntamento di Cagliari, è scaricabile gratuitamente fino al 5 novembre.


Le Settimane sociali sono un evento che la Chiesa italiana propone alla riflessione di tutte le sue componenti e al mondo laico con una intenzionalità esplicita di dialogo, dovuta al sentirsi parte viva e propositiva del Popolo che vive in questo Paese, contribuendo a rendere i contenuti della Carta Costituzionale fonti ancora attuali e ricche, capaci di affrontare le nuove e innumerevoli sfide.

Come ci ha suggerito papa Francesco nel suo fondamentale discorso al Convegno di Firenze: «Ricordatevi inoltre che il modo migliore per dialogare non è quello di parlare e discutere, ma quello di fare qualcosa insieme, di costruire insieme, di fare progetti: non da soli, tra cattolici, ma insieme a tutti coloro che hanno buona volontà. E senza paura di compiere l’esodo necessario ad ogni autentico dialogo. Altrimenti non è possibile comprendere le ragioni dell’altro, né capire fino in fondo che il fratello conta più delle posizioni che giudichiamo lontane dalle nostre pur autentiche certezze. È fratello» (Discorso di Papa Francesco al Convegno Ecclesiale di Firenze, 10 novembre 2015).

Fratello nel lavoro che vogliamo: libero, creativo, partecipativo e solidale, fratello nella ricerca di futuro senza paure rispetto ai cambiamenti vorticosi, fratello che privilegia l’inclusione alla separazione e al giudizio verso altri fratelli più in difficoltà, fratello di chi è privo della dignità del lavoro, alla mercé di forze che lo opprimono senza rispetto.
Ecco perché i contributi che sono riportati in questo libro potranno essere d’aiuto a molti di noi per ritrovare i fondamenti che alimentano il nostro futuro a partire da una visione ampia e collaborativa fra laici e credenti, secondo quanto affermato in quel discorso epocale.

La democrazia si rafforza proprio grazie a una concezione del lavoro in cui l’impegno del singolo è valorizzato all’interno dell’interesse generale. Vale la pena, allora, rileggere negli atti dell’Assemblea Costituente le parole con cui il 22 marzo 1947 fu proposto l’emendamento dell’art. 1, poi definitivamente approvato.

 «In questa formulazione l’espressione democratica vuole indicare i caratteri tradizionali, i fondamenti di libertà e di eguaglianza, senza dei quali non v’è democrazia. Ma in questa stessa espressione la dizione “fondata sul lavoro” vuol indicare il nuovo carattere che lo Stato italiano, quale noi lo abbiamo immaginato, dovrebbe assumere. Dicendo che la Repubblica è fondata sul lavoro, […] si afferma che essa si fonda sul dovere, che è anche diritto ad un tempo per ogni uomo, di trovare nel suo sforzo libero la sua capacità di essere e di contribuire al bene della comunità nazionale. Quindi […] affermazione del dovere d’ogni uomo di essere quello che ciascuno può, in proporzione dei talenti naturali, sicché la massima espansione di questa comunità popolare potrà essere raggiunta solo quando ogni uomo avrà realizzato, nella pienezza del suo essere, il massimo contributo alla prosperità comune. L’espressione “fondata sul lavoro” segna quindi l’impegno, il tema di tutta la nostra Costituzione» (22 marzo 1947). 

Quel massimo contributo è poi definito nell’art. 4 come fondamentale per «il progresso materiale e spirituale della società». Sì, il lavoro è fonte di spiritualità non solo religiosa ma umana, perché appartiene alla radice della nostra umanità condivisa.

L’Ufficio della CEI che dirigo da anni si è speso in questi ultimi anni in favore di questo dialogo, alimentando e spingendo verso forme di democrazia partecipativa e deliberativa e questo libro raccoglie, nei molti contenuti, questo spirito per diffondere e continuare questo percorso rendendolo solido e fruttuoso per i prossimi anni. 
17 ottobre 2017
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