• La speranza oltre le sbarre
Scheda di: 

La speranza oltre le sbarre

Viaggio in un carcere di massima sicurezza
M. Gronchi – A. Trentini
Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo (MI) 2018, pp. 179, € 16
Fascicolo: 

«Seminare speranza. Sempre, sempre. Aiutare a seminare la speranza di reinserimento, e questo ci farà bene a tutti. Ogni pena dev’essere aperta all’orizzonte della speranza. Per questo non è né umana né cristiana la pena di morte» (p. 175). Queste sono le parole pronunciate da papa Francesco in occasione della visita alla casa circondariale di Regina Coeli per la Messa in Coena Domini.

La parola speranza è la chiave di lettura di questo libro. La giornalista Angela Trentini dà vita al volume in seguito a un’inchiesta nel supercarcere di Sulmona decidendo di dare voce alle storie di sette detenuti condannati per stragi che hanno profondamente mutato la storia italiana, come ad esempio la morte del giudice Falcone presso Capaci nel 1993. Se inizialmente il mero scopo che aveva spinto l’A. a realizzare le interviste era quello di conoscere la condizione carceraria, sin da subito esse aprono un dialogo spontaneo ed efficace dal quale emerge l’umanità degli uomini condannati. Inoltre durante questi colloqui, cercando di trovare le motivazioni che hanno spinto queste persone a compiere azioni delittuose, pare evidente che nella maggior parte dei casi la causa scatenante è la sete di vendetta, altre volte invece sono la storia dell’individuo, i suoi principi, il legame con la famiglia. Quindi la stanza dove avvengono le interviste diventa “non un luogo di pena ma un luogo di speranza” (p. 8): è la speranza di potere ottenere un riscatto, la speranza di essere perdonati.

Con il perdono si approda alla seconda tematica importante del libro, la quale viene affrontata dal punto di vista sia dei carcerati sia delle famiglie delle vittime. Viene quindi fatta un’analisi profonda su come sia possibile perdonare dopo tanto dolore subito o procurato, dove si trovi la forza di chiedere e di donare il perdono. La richiesta di perdono viene vista come un’azione necessaria da parte di chi si è veramente pentito, in quanto permette a chi l’effettua di sperimentare una libertà interiore.

La parte conclusiva del volume è costituita da alcuni interventi di papa Francesco sul mondo carcerario, commentati da Maurizio Gronchi, dai quali è evidente la necessità da parte del sistema giudiziario di poter garantire una speranza oltre le sbarre ai detenuti condannati a vita.

Il libro consente di riflettere attentamente sulla condizione umana e su come, qualunque azione sia stata commessa, a tutti debba essere concessa la speranza e la possibilità di credere in un futuro migliore. È infatti sbagliato reputare che nessun uomo sia in grado di cambiare e di ammettere sinceramente le proprie colpe. Se si dovesse rimanere bloccati a questa convinzione, la nostra società non avrà spazio per un miglioramento ma tenderà sempre di più ad arretrare.

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