• La convocazione
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La convocazione

di Enrico Maisto
Produzione: Start, Rai Cinema, in collaborazione con Redandblue Context, Italia 2017, documentario, 57 minuti
Fascicolo: 

Milano, Palazzo di Giustizia. Sessanta cittadini, estratti a sorte da un sistema informatico, prendono posto nell’aula in cui si celebrano i processi della II sezione della Corte d’Assise d’Appello. Fortuiti candidati, i sessanta passeranno un giorno intero fra le pareti rivestite d’onice, in attesa di sapere se, al di là della propria volontà, saranno scelti dal Presidente della Corte per assurgere a un ruolo di cui molti non conoscevano nemmeno l’esistenza: il giudice popolare.

«Per trovare la giustizia bisogna essere fedeli: essa, come tutte le divinità, si manifesta soltanto a chi crede». Con questa frase in esergo inizia La Convocazione, documentario mediometraggio sulla selezione di una giuria popolare di Enrico Maisto, programmista cinematografico della Fondazione Culturale San Fedele e giovane regista alla sua seconda opera. Un viaggio in una giornata particolare di un gruppo eterogeneo di persone che si ritrovano – alcuni per la prima volta – a fronteggiare la giustizia dello Stato, fatta di persone, procedimenti e leggi.

Il giudice popolare è un cittadino italiano chiamato a comporre, a seguito di estrazione a sorte da apposite liste, la Corte di Assise e la Corte di Assise d’Appello. Un uomo qualunque, che in un giorno qualsiasi, scelto dal caso, si ritrova a confrontarsi con alcuni dei crimini più efferati dei nostri tempi: omicidio, riduzione in schiavitù, associazione mafiosa. Nell’arco della narrazione del documentario lo spettatore scopre addirittura che alcune delle persone filmate, dopo essere state scelte, si trovano a dover giudicare il processo della strage di Brescia. Come tanti piccoli alunni schiacciati tra i banchi di scuola, così anche i sessanta cittadini si ritrovano a parlare a mezza voce delle loro quotidianità – fatte di commenti politici, problemi familiari, affanni lavorativi – e dei numerosi interrogativi sul compito che probabilmente si troveranno a compiere: chi dovranno giudicare? La mafia o i terroristi si sono mai vendicati dei giudici popolari?

Lo sguardo del regista, in ogni inquadratura, cerca di incontrare ciascuno dei personaggi, oscillanti tra chi vorrebbe essere “lasciato stare” e non essere scelto come giudice popolare, e chi, in uno strano risveglio civico, sembra essersi già appropriato di un ruolo incerto. La capacità del film è quella di raccontare non solo il percorso che porta alla formazione dei giurati, ma anche la metamorfosi di alcuni cittadini comuni che da personaggi della piccola storia, quella minuscola e quotidiana fatta di lavori e famiglie, assumono un ruolo nella grande Storia, quella maiuscola, trovandosi a scrivere – come nel caso della strage di Brescia – una delle pagine più importanti del nostro passato recente.

Dal 15 gennaio 2018 il film sarà distribuito nelle sale dei principali capoluoghi italiani.

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