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La “bolla” dei tulipani

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Le crisi finanziarie ed economiche accompagnano la storia dell’uomo da diversi secoli ormai e non riguardano soltanto i decenni più vicini a noi. Gli storici dell’economia considerano come “la madre di tutte le bolle” quella che nel 1637 colpì i Paesi Bassi e si propagò poi nel resto dell’Europa, comunemente conosciuta come la “bolla dei tulipani”; si tratta della prima, grande crisi finanziaria innescata dall’utilizzo di primitivi strumenti finanziari con scopi puramente speculativi.

I bulbi di tulipano cominciarono a diffondersi in Europa dalla seconda metà del 1500, esportati principalmente dalla Turchia, grazie soprattutto ai Paesi Bassi, che si fecero promotori della loro bellezza e unicità. La popolarità di questi fiori crebbe sensibilmente e le varietà meno comuni vennero presto considerate merce di lusso, da scambiare e da collezionare. Borghesia e ricchi mercanti ne rimasero subito affascinati. I bulbi dei tulipani, quindi, cominciarono a essere considerati un “sicuro investimento” e a venire scambiati, a prezzi crescenti, alla borsa valori di Amsterdam e in molte aste nelle varie città olandesi.

Grazie all’espansione commerciale dei Paesi Bassi, la bolla finanziaria si ingrandì: molti fioristi cominciarono a prenotare in anticipo ai contadini i bulbi attraverso la sottoscrizione di appositi contratti, con prezzi fissati ex ante in modo da onorarne il pagamento alla scadenza. Si può dire che in questo modo furono negoziati “i diritti sui bulbi”, gli odierni futures, versando un acconto sul prezzo finale e impegnandosi poi all’acquisto del tulipano.

Nel 1635 fu registrata una vendita di 40 bulbi per 100mila fiorini, 2.500 fiorini a bulbo. Per fare un paragone, allora 8 maiali grassi costavano 240 fiorini. I tulipani diventarono così una fonte di speculazione, e venivano scambiati anche con terreni, bestiame e case; il loro prezzo continuò ad avere un andamento fuori controllo e slegato dalla realtà fino al febbraio del 1637, quando un’asta andata deserta provocò il panico e vendite in tutto il Paese, provocando il crollo del mercato dei tulipani. Coloro che detenevano contratti per l’acquisto di tulipani non furono più in grado di onorare il proprio impegno, mentre i commercianti si trovarono a possedere bulbi che ormai valevano un decimo di quanto li avevano pagati. Moltissimi olandesi, inclusi banchieri, uomini d’affari e dignitari, caddero in rovina per via dello scoppio della bolla. Possiamo dire che a tutti gli effetti si tratta del primo grande crack finanziario della storia.

Nel grafico una comparazione tra l’andamento del prezzo del bitcoin nel biennio 2017-2018 e quello dei bulbi di tulipano nel 1636-1637.











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