Italiani all’estero: rappresentanza, voto, legalità

31/01/2013

L’anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE) conta più di quattro milioni di persone, tre milioni delle quali voteranno alle prossime elezioni politiche. Nonostante i numeri, l’Italia sa poco di questi suoi connazionali che incidono per il 7% sulla propria popolazione.

Con l’avvicinarsi delle prossime elezioni politiche, l’Associazione «Libera. Associazioni, Nomi e Numeri contro le Mafie» ha sentito l’urgenza di organizzare una campagna per la legalità del voto all’estero. Sono, infatti, molte le irregolarità che hanno contribuito a dare del voto all’estero un’immagine opaca, in contrasto con la trasparenza che dovrebbe caratterizzare uno Stato democratico.

Maria Chiara Prodi, Referente di Libera-Francia, Promotrice della Campagna per la legalità del voto all’estero, dopo aver illustrato come funziona il rapporto tra gli italiani all’estero e l’Italia e le difficoltà che questi incontrano per l’ottenimento della cittadinanza ed il conseguente diritto dell’esercizio al voto, ci illustra quali sono le principali istanze della campagna promossa da Libera. In primo luogo, si richiede alla società civile e ai partiti politici una maggior trasparenza, accompagnata da alcune modifiche legislative che rendano più efficaci e sicure le procedure di voto. Alcune delle maggiori disfunzioni nascono anche dalla non perfetta corrispondenza tra le liste consolari e quelle dell’AIRE e, pertanto, Libera chiede informazioni al Ministro degli Esteri sulla Terza Rilevazione degli italiani all’estero che doveva essere effettuata in concomitanza con il censimento dell’ottobre 2011. Inoltre, sollecita i consolati ad accettare l’aiuto dei volontari per poter completare in breve tempo la bonifica dei registri in loro possesso. Infine, per quanto riguarda la campagna elettorale dei candidati nella CE, Libera chiede che nomi, dati e programmi dei candidati siano pubblicati anche sui siti internet dei consolati.

L’impegno di Libera si focalizza oggi sul miglioramento delle condizioni di regolarità e legalità del voto degli italiani all’estero in occasione delle prossime elezioni politiche. Tuttavia, è fondamentale conservare una prospettiva di più lungo respiro. Su un arco temporale più ampio, infatti, è possibile pensare riforme più incisive, che risolvano alla radice i problemi. Tale dibattito sul voto degli italiani, conclude Maria Chiara Prodi «va collocato anche nell’orizzonte di una piena cittadinanza europea. Si tratta di un percorso da preparare con coraggio, che di certo non risolve il bisogno di appartenenza nazionale e culturale delle comunità di italiani nel mondo, ma può rispondere alle necessità della vita quotidiana della maggior parte degli italiani residenti all’estero».[Leggi]
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