• ambrosini
Multitalia
Università di Milano, direttore della rivista Mondi migranti

Immigrazione: i discorsi da Bar Sport e le statistiche

07/03/2016
Sono usciti recentemente i dati ISTAT relativi alla popolazione residente in Italia. Un dato spicca fra tutti: al 1° gennaio 2016 gli stranieri residenti nel Belpaese sono 5 milioni 54 mila e rappresentano l’8,3% della popolazione totale.

Rispetto a un anno prima si riscontra un incremento di appena 39 mila unità. In realtà i nuovi ingressi dall’estero sono stati circa 200 mila, e  63 mila i nuovi nati. Bisogna però sottrarre gli stranieri che hanno lasciato l’Italia e quelli che hanno acquisito la cittadinanza italiana (136 mila, in progressivo aumento).

Qualcuno ha commentato: sorpresa, l’immigrazione non è aumentata in modo drammatico come credevamo. Anzi, è sostanzialmente stazionaria. La sorpresa aumenterebbe analizzando i dati con più attenzione. Domina infatti una visione corrente dell’immigrazione, che chiamerei “l’immigrazione vista dal Bar Sport”. Una visione che spesso però tracima anche negli editoriali di grandi quotidiani: l’immigrazione straniera sarebbe non solo in tumultuoso aumento, al punto di apparire un’invasione, ma sarebbe in larga parte dovuta all’arrivo di profughi. Sarebbe in larga parte maschile. Proverrebbe dal Medio Oriente o dall’Africa. Sarebbe quindi quasi sempre di religione mussulmana.

L’immigrazione vera, o almeno quella fotografata dalle fonti statistiche, ha un profilo ben diverso. Da quando l’Italia è caduta in recessione, è sostanzialmente stazionaria. Non è nemmeno vera la retorica opposta, quella che parla di centinaia di migliaia di immigrati che ritornano mestamente in patria. I rifugiati e richiedenti asilo sono circa 170 mila su 5 milioni di stranieri, circa 2 ogni 1.000 abitanti. Dunque una cifra niente affatto incontenibile. Le motivazioni prevalenti dell’immigrazione sono in realtà il lavoro, e ancora di più i ricongiungimenti familiari. Sui 5 milioni d’immigrati, un milione sono minori.

L’immigrazione inoltre è prevalentemente femminile, prevalentemente europea, proveniente prevalentemente da Paesi di tradizione culturale cristiana.  I musulmani sono circa 1, 6 milioni, meno di un terzo del totale. Si può aggiungere:  l’immigrazione  non arriva dai Paesi più poveri del mondo. Nell’ordine troviamo: Romania, Albania, Marocco, Cina, Ucraina, Filippine.

Resta quindi una domanda: perché rimaniamo prigionieri delle analisi da Bar Sport, invece di guardare i veri dati sul fenomeno?
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