Il Superiore dei gesuiti italiani: "Anche noi pronti a rispondere all'appello del Papa per i rifugiati"

16/09/2015
L'11 settembre, dopo l'invito rivolto da papa Francesco a tutte le parrocchie e le comunità religiose d'Europa a ospitare almeno una famiglia di profughi, Gianfranco Matarazzo SJ, Provinciale dei Gesuiti d'Italia, ha inviato a tutta la Compagnia una lettera che chiama all'impegno concreto le comunità dei gesuiti nel nostro Paese: sia nell'accoglienza diretta di persone bisognose, sia ad esempio nelle attività formative svolte da scuole e riviste dei gesuiti. Riportiamo di seguito alcuni stralci della lettera.

«Cari amici nel Signore, domenica scorsa 6 settembre, quasi per caso, mi trovavo in piazza san Pietro per l’Angelus [guarda il video]. Le parole di papa Francesco ancora riecheggiano nelle mie orecchie e mi toccano il cuore. (...) Il giorno precedente avevo ricevuto la lettera di John Dardis, presidente delle Province Europee della Compagnia che, rileggendo i recenti avvenimenti nei vari Stati dell'Unione, invitava a gesti concreti di accoglienza dei profughi. (...)
Raccogliendo l’invito che mi veniva fatto durante la IX Congregazione Provinciale, facendo tesoro dei tanti segnali ricevuti in questi giorni da voi, prestando attenzione alle diverse iniziative già intraprese sul territorio vorrei esprimere un desiderio apostolico che mi sta a cuore e che vorrei diventasse desiderio di tutta la Provincia: non essere sordi a questi inviti rispondendo insieme in modo sollecito e creativo. 
Ho la sensazione che sia una questione di responsabilità civile e non solo un gesto di carità cristiana. Ma certamente possiamo viverlo come segno profetico per il nostro Paese. 
Pertanto: 
- Invito le comunità a prendere seriamente in considerazione la possibilità di accogliere un rifugiato o una famiglia di rifugiati nelle proprie strutture o all'interno della stessa comunità, secondo le possibilità e le caratteristiche di ciascuna realtà. (...) 
- Nella formazione dei nostri, si attivino percorsi di sensibilizzazione circa i temi delle migrazioni anche immaginando proposte formative accademiche innovative nella costruzione di un regno di giustizia e di pace. I nostri scolastici facciano esperienza concreta di vicinanza e accompagnamento dei rifugiati attraverso la rete del Centro Astalli e in strutture analoghe. 
- Le nostre scuole si facciano promotrici di questa sensibilità all'accoglienza attuando corsi per i nostri studenti che siano sempre più donne e uomini per gli altri e con gli altri da qualsiasi dove essi provengano. Auspico l’attivazione di borse di studio per studenti rifugiati meritevoli e la possibilità di ospitare nelle proprie strutture corsi di italiano per stranieri. 
- Le nostre riviste e i nostri centri di studio approfondiscano e stimolino sempre più la riflessione seria e rigorosa sul tema delle migrazioni».


16 settembre 2015
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