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Redazione di Aggiornamenti Sociali

Il fascino irresistibile del condono edilizio

02/07/2018
In principio era un decreto legge, il n. 55 del 29 maggio 2018, «recante ulteriori misure urgenti a favore delle popolazioni dei territori delle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche ed Umbria, interessati dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016». Uno degli ultimi atti del Governo Gentiloni, necessario visto il notevole ritardo della ricostruzione nelle aree terremotate del Centro Italia. 

Ora è in corso l’iter di conversione in legge del decreto e il testo è stato approvato dal Senato il 28 giugno scorso (qui link all’iter). Tutto bene dunque, fino a quando un emendamento (art.1-sexies), ben definito da Legambiente “salva abusi”, ha introdotto la possibilità di sanare “lievi difformità edilizie”, fino al 5% dell’altezza o della cubatura realizzati prima del 24 agosto 2016 e accedere contestualmente all’iter per ottenere il contributo per la ricostruzione e riparazione degli edifici privati. È fatto salvo il pagamento della sanzione (tra i 516 e i 5.164 euro). Il tutto è stato giustificato dalla necessità di accelerare le operazioni di ricostruzione.

La sensazione è di essere dinnanzi al classico esempio, caro alla politica, del fine che giustifica i mezzi. Sì, perché le lungaggini burocratiche hanno più che mai bisogno di essere accorciate, ma riaprire le porte, dopo l’ultimo condono edilizio del 2003, a una vera e propria sanatoria di quanto costruito prima del sisma, pare eccessivo oltre che fuori luogo. Soprattutto per i precedenti che si verrebbero a creare in caso di ricostruzioni post calamità naturali, non così rare in Italia.

La speranza che il passaggio alla Camera possa eliminare l’emendamento in questione, firmato da Stefano Patuanelli, capogruppo del M5S al Senato, è labile, anche perché l’approvazione del testo al Senato ha visto il voto favorevole pure delle principali forze all’opposizione (PD e LEU).

È dunque tempo di ribadire, come la Rete CepEA sta facendo da tempo (vedi il Dossier sul consumo di suolo pubblicato su Aggiornamenti Sociali) che l’utilizzo del suolo, anche quello destinato all’edilizia privata, deve sottostare a criteri etici di sostenibilità, a maggior ragione dopo eventi nefasti come un terremoto.
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