"Il discernimento": un nuovo saggio del nostro Direttore

09/03/2018
È in libreria un nuovo saggio del direttore di Aggiornamenti Sociali, il gesuita Giacomo Costa: Il discernimento (San Paolo, pp. 142). Si tratta di un termine, anzi di un'esperienza, al cuore del magistero di papa Francesco, ma di cui non sempre sono chiari i significati profondi. Parlare di discernimento significa mettere a tema le occasioni o gli ambiti in cui sperimentiamo il dubbio, l’incertezza, la fatica di capire qual è la cosa giusta da fare, la direzione verso cui muovere il prossimo passo, che si tratti delle grandi decisioni della vita o delle tante opzioni che orientano il nostro stile di vita. 

Questo libro, ispirandosi alla prospettiva di fondo di papa Francesco, alla spiritualità che lo anima, al pensiero teologico che struttura le sue parole e azioni, vuole proporre qualche spunto per aiutare il lettore a cogliere che cosa è in gioco nelle diverse declinazioni di questa parola chiave. 

Il volume rientra nella collana «I semi teologici di Francesco», diretta da Maurizio Gronchi e Pierangelo Sequeri, edita da San Paolo. Il prezzo di copertina è di 12 euro. Gli abbonati ad Aggiornamenti Sociali possono acquistare il volume online, dal nostro sito, al prezzo di 10 euro (comprensivo delle spese di spedizione). L'acquisto può essere effettuato al momento della sottoscrizione dell'abbonamento oppure, per i già abbonati, anche successivamente. Di seguito, il capitolo introduttivo del volume. 


«Oggi la Chiesa ha bisogno di crescere nel discernimento, nella capacità di discernere» (cfr. Papa Francesco, «Oggi la Chiesa ha bisogno di crescere nel discernimento. Un incontro privato con alcuni gesuiti polacchi», in La Civiltà Cattolica, anno 2016, vol. III, Quaderno 3989, pp. 345-349). Parlare di discernimento – papa Francesco lo fa a ogni pié sospinto – significa mettere a tema le occasioni o gli ambiti in cui sperimentiamo il dubbio, l’incertezza, la fatica di capire qual è la cosa giusta da fare, la direzione verso cui muovere il prossimo passo, che si tratti delle grandi decisioni della vita o delle tante opzioni che orientano il nostro stile di vita. Quale atteggiamento tenere per essere il buon genitore di un figlio che attraversa un’adolescenza difficile? Come dare voce a desideri e aspirazioni nell’orientare il proprio percorso professionale? Come reagire di fronte alle offese, alle ingiustizie, alle violenze subite? In che modo esprimere la propria voce e il proprio impegno di cittadino? 

Le incertezze non riguardano solo la vita personale, ma anche quella sociale, ecclesiale e politica: i campi controversi non mancano. Che atteggiamento assumere e che norme approvare sulle novità che il progresso tecnologico rende disponibili, ad esempio in campo biomedico o genetico? E in materia di politiche migratorie? Qual è l’uso migliore dei beni di una congregazione religiosa in costante calo di vocazioni? Come valorizzare le competenze dei laici di una comunità, di una parrocchia, di una diocesi? Come essere “creativamente fedeli” al carisma della propria congregazione religiosa?

Non è solo questione di competenze, e nemmeno il frutto di una crisi di valori. Anche le persone bene intenzionate e ben formate faticano nell’articolare il piano dei principi con la vita concreta. Questo vale in particolare quando si esercitano responsabilità che riguardano anche altri: il politico nel fare le leggi, l’imprenditore o il manager nel gestire l’azienda, i genitori nell’educazione dei figli e i pastori nell’accompagnare i fedeli. Tra la teoria, la dottrina, la norma e l’azione c’è sempre uno spazio da colmare: nelle circostanze concrete, quale è il modo di operare (il) bene?
Se poi si crede che la risposta a questa domanda non sia l’obbedienza a principi astratti, o l’applicazione di una qualche tecnica di problem solving, ma l’ascolto della voce dello Spirito che parla nella storia e nell’intimo di ciascuna persona, allora la domanda di fondo riguarda il modo per riconoscere e seguire questa voce tra le tante che si fanno udire. Come scoprì Elia sull’Oreb, la voce di Dio non è necessariamente la più roboante. È in questa prospettiva di fede che in queste pagine parliamo di discernimento: il Verbo incarnato entra nella storia e la trasforma, agendo attraverso le scelte libere degli uomini e delle donne che gli danno ascolto. A che cosa ci sta chiamando? Qual è il tratto distintivo della sua voce, il gusto che imprime alla vita di chi lo segue? 

Il discernimento è cosi innanzitutto un modo di procedere nella propria vita seguendo la voce dello Spirito. Evangelii gaudium (n. 51) ne descrive il processo con tre verbi: riconoscere, interpretare e scegliere; vissuti in un clima di profondo ascolto interiore, questi tre passi delineano uno stile tanto per i singoli quanto per i gruppi, le comunità, le istituzioni. In questi anni papa Francesco sta invitando a crescere in questo stile radicato nella Parola di Dio e in tutta la tradizione cristiana, dai Padri della Chiesa fino al Concilio Vaticano II. 

Questo libro non può certo esaurirne in poche pagine la ricchezza, neanche limitandosi alla prospettiva di fondo di papa Francesco, alla spiritualità che lo anima, al pensiero teologico che struttura le sue parole e azioni. Né tantomeno può o vuole offrire scorciatoie e rapide ricette, come se il discernimento fosse una tecnica da imparare una volta per tutte. L’obiettivo è piuttosto proporre qualche spunto per far cogliere al lettore, in modo organico anche se non sistematico, che cosa è in gioco nelle diverse declinazioni di questa parola chiave dello stile e del magistero del Papa. Al tempo stesso vengono messi in evidenza alcuni snodi teologici che la pratica del discernimento sottende, dalla teologia morale (il rapporto tra norma e coscienza) all’ecclesiologia (il rapporto tra sinodalità e autorità) alla teologia fondamentale (il rapporto tra scienze e fede).

Il discernimento resta però un sapere eminentemente pratico: per questo, il suggerimento al lettore è di procedere nella lettura tenendo presente la propria esperienza concreta di scegliere e decidere, di cercare la propria strada e di accompagnare altri nel farlo. La speranza è che gli stimoli che il libro prova a offrire incoraggino ciascuno a scavare più profondamente nella propria interiorità, per scoprire quel tesoro nascosto capace di riempire di gioia chi lo trova.

9 marzo 2018
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