I legami sociali, oltre la frammentazione

24/01/2018

«Nessuno può vivere senza legami: ognuno trascorre la vita a connettersi - o a riconnettersi, dopo una rottura - innanzi tutto con i propri familiari, ma anche con i vicini, la comunità etnica o religiosa, i colleghi di lavoro e i coetanei (...). In altre parole, l’essere umano è antropologicamente solidale, non può vivere senza queste connessioni molteplici, che gli offrono tanto protezione nelle incertezze della vita quotidiana quanto riconoscimento della sua identità e della sua esistenza». Si apre con questa premessa l'articolo di Serge Paugam, professore di Sociologia all'École des Hautes Études en Sciences Sociales (EHESS) di Parigi, su ciò che fonda il legame sociale e sulle cause della sua fragilità. 

Ma che cosa significa veramente il “legame” in una società di individui autonomi? Riprendendo il pensiero, sempre attuale, del sociologo francese Durkheim, l'autore afferma che «è il legame ai gruppi e alla società che fonda la morale. Non la libertà, ma lo stato di dipendenza che contribuisce a fare dell’individuo una parte integrante dell’insieme sociale e, quindi, un essere morale». 

I legami sociali sono oggi senza dubbio più fragili, ma è soprattutto il loro modo di articolarsi in maniera ineguale da individuo a individuo ciò che più incide sulla tenuta della società nel suo insieme: è questa la tesi sviluppata da Paugam nell'articolo. Che nella sua prima parte elenca e analizza i quattro principali tipi di legame sociale: il legame di filiazione (tra genitori e figli), il legame di partecipazione elettiva (tra coniugi, amici, vicini, ecc.), il legame di partecipazione organica (nel mondo professionale) e il legame di cittadinanza (tra membri di una medesima comunità politica). 

L'Autore passa poi ad analizzare quattro tipi di integrazione, che si differenziano in base agli stati dei legami sociali e all’esperienza vissuta in essi. Il radicamento nella società da parte di ogni individuo, è la conclusione del sociologo francese, implica un impegno solidale al servizio degli altri da cui dipende anche lui in modo vitale. «Questo radicamento rinvia alla duplice dimensione antropologica della protezione e del riconoscimento che abbiamo identificato in ogni tipo di legame sociale e che possiamo considerare − seppur con modalità differenti in ogni società − come una base comune. Per ogni cittadino questo impegno solidale è inquadrato dal diritto e fondato su una profonda consapevolezza di sé e degli altri. È senza dubbio da questa base che bisogna ripartire se vogliamo continuare a vivere insieme in una società democratica, pacifica e aperta».


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24 gennaio 2018
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