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Scheda di: 

I giovani e la fede

Bruno Forte
Queriniana, Brescia 2017, pp. 128, € 10
Fascicolo: 

«La Chiesa scommette sui giovani» (p. 5): così esordisce Bruno Forte, stimato teologo e arcivescovo di Chieti-Vasto, nel suo ultimo libro in cui sono raccolte alcune riflessioni maturate nel corso di incontri con i giovani in vista del prossimo Sinodo dei vescovi su «I giovani, la fede e il discernimento vocazionale».

Intelligentemente, il volume non si concentra solo sul rapporto delle giovani generazioni con la fede, ma inserisce l’analisi di questo aspetto in una prospettiva più ampia, che si apre con la considerazione del clima culturale odierno in cui «per il pensiero debole della condizione postmoderna nulla sembra avere più senso» (p. 14). Muovendo da questa lettura del contesto, il percorso prosegue toccando alcuni snodi cruciali della vita: la risposta alla “crisi di identità”, la dimensione educativa, il mondo del lavoro, l’impegno a livello politico e sociale, il rapporto con la scienza e il progresso e, ovviamente, l’adesione personale alla fede e l’appartenenza ecclesiale.

Alcune icone bibliche accompagnano il lettore, offrendo di volta in volta suggestioni profonde e ricche, come nel caso dell’originale rilettura proposta dall’A. del passo biblico dei discepoli di Emmaus (Luca 24) in chiave educativa, con Gesù «che si fa educatore dei due discepoli tanto simili a noi e ai nostri ragazzi» (p. 30). Un’altra immagine biblica utilizzata è quella degli esploratori mandati da Mosè per visitare la terra promessa (Numeri 13) riferita ai giovani. L’impiego di questa immagine suggerisce un capovolgimento di prospettiva nella stessa pastorale, aprendo le porte alla reciprocità nella relazione tra le generazioni. Viene, per questo, indicata una svolta importante: «dal considerare i giovani semplici destinatari […] a riconoscerli e promuoverli sempre più come protagonisti della vita del popolo di Dio» (p. 75), perché sono loro, come nostri esploratori, che si spingono verso il futuro. Alle comunità cristiane tocca il compito di essere «grembo e compagnia» (p. 78), di “generare” alla vita e alla fede questi giovani e poi di accompagnarli nel loro cammino. Si tratta di una prospettiva che pone una sfida rilevante e, se assunta fino in fondo, può liberare energie creative salutari.

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