Emergenza NEET: i risultati di Garanzia Giovani in Italia

16/11/2017
La sigla è ormai piuttosto nota: i NEET (Not in Employment, Education or Training) sono i giovani che non studiano, non lavorano e non sono impegnati in alcun percorso di formazione. Dal 2008 il tasso di NEET nell'Unione Europea ha avuto un costante incremento fino al 2013, quando si è giunti al picco del 15,9%. Tale incremento ha indotto gli Stati membri a programmare interventi volti ad arginare un problema che comporta conseguenze rilevanti sul piano sia sociale sia economico. 

In particolare, la Raccomandazione del Consiglio della UE n. 120/01 emanata nella primavera del 2013 ha posto le basi per la realizzazione del programma Youth Guarantee (Garanzia Giovani), con l’obiettivo generale di promuovere l’incremento dei livelli di occupabilità dei giovani in età compresa tra i 15 e i 24 anni. La Raccomandazione 120/01 ha previsto una copertura finanziaria con le risorse del Fondo sociale europeo di circa 10 miliardi di euro annui per il periodo di programmazione 2014-2020.

Nell'articolo pubblicato sul numero di novembre di Aggiornamenti Sociali, Maurizio Sorcioni e Giuseppe Terzo tracciano un bilancio dell'applicazione di questo Programma, con uno sguardo particolare all'Italia. Il nostro Paese detiene dal 2013 il tasso più alto di NEET tra i Paesi membri, con un picco del 26,2% raggiunto nel 2014. Nel 2016 il tasso si è attestato al 24,3% (corrispondente a circa 2,2 milioni di giovani). 

Di seguito pubblichiamo il paragrafo in cui i due autori approfondiscono i risultati del Programma. Per acquistare l'intero articolo, e dare il tuo sostegno al lavoro informativo di Aggiornamenti Sociali, clicca qui


Successo o flop? I risultati del Programma

Nonostante alcuni dati non siano definitivi, è possibile tracciare un bilancio in grado di fornire elementi utili per valutare l’efficacia dell’iniziativa. Un primo elemento di valutazione riguarda il grado di coinvolgimento dei giovani, poiché ciò consente di avere una misura su quanto si sia riusciti a innescare un cambiamento nella loro attitudine riguardo la ricerca del lavoro e l’accesso ai servizi.

Al 27 luglio 2017 (data dell’ultimo aggiornamento effettuato dal portale Cliclavoro) avevano effettuato l’iscrizione a Garanzia Giovani 1.400.232 giovani, che si sono ridotti a 1.204.827 a seguito delle cancellazioni avvenute per mancanza di requisiti, annullamento dell’adesione da parte dell’utente o rifiuto della misura proposta. 

Il superamento della soglia del milione di iscritti ha dimostrato come i giovani abbiano risposto positivamente all’iniziativa, con un atteggiamento nuovo rispetto ai servizi per il lavoro. La platea dei registrati rappresenta infatti l’81% del bacino potenziale (1.722.852 persone), mentre quella degli utenti attivi copre il 70% del target inizialmente quantificato dall’ISFOL (Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori, diventato INAPP dal 1° dicembre 2016). Ciò significa che più di 500.000 giovani non sono stati intercettati o non hanno dato seguito alla propria registrazione. Riguardo i “presi in carico”, il dato si attesta a 971.779 utenti, il 56% del bacino potenziale, il 69% dei registrati e l’81% degli utenti attivi. Quest’ultimo dato pone in evidenza come 233.048 utenti attivi non siano stati presi in carico, non ricevendo alcuna convocazione dai centri per l’impiego o dalle agenzie private accreditate. Infine, 514.994 giovani sono stati destinatari di una misura di politica attiva all’interno del Programma, ovvero il 53% dei “presi in carico”e il 43% degli utenti attivi. Questi dati, seppur in continuo aggiornamento, hanno una certa significatività, considerando che il progressivo esaurimento delle risorse e la conseguente riduzione delle opportunità offerte non porteranno a sensibili variazioni.

I servizi per il lavoro sono riusciti tutto sommato a mantenere discreti standard di prestazione riguardo la copertura degli utenti registrati, superando la soglia dell’80%. Tuttavia il fatto che solo il 53% dei presi in carico sia stato destinatario di una misura pone in risalto una generale incapacità nell’articolare un percorso che consenta ai giovani di andare oltre un primo generico colloquio e ottenere un’opportunità concreta di formazione o lavoro. 
È importante sottolineare come siano intercettati e presi in carico in maggioranza giovani con bassi profili di rischio, ossia quelli con livelli di occupabilità tali da avere minore esigenza di partecipare al Programma, in quanto il miglioramento della congiuntura economica li potrebbe portare a inserirsi agevolmente nel mercato del lavoro. Infatti, il valore medio dell’indice di profiling dei presi in carico (0,67) è inferiore a quello della popolazione teorica di giovani NEET (0,72), facendo emergere come chi ha aderito al Programma presenti mediamente una minore difficoltà di inserimento lavorativo rispetto a chi avrebbe potuto parteciparvi. Vi è stata, quindi, una disuguaglianza di accesso alle opportunità, che ha visto i profili più a rischio – quelli che vivono condizioni socioeconomiche e familiari critiche – rimanere ai margini dell’iniziativa.

Sul versante dell’attuazione finanziaria va rilevato come la capacità di impegno della programmazione attuativa, ovverosia il rapporto tra impegni della programmazione attuativa e risorse impiegate, si attesti all’87%. Tale dato risulta inferiore (86,03%) se non si considerano le risorse finanziarie per le misure attuate direttamente dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. A livello regionale, soltanto il Lazio e la Toscana hanno impegnato il 100% delle risorse programmate, mentre un numero non trascurabile di Regioni non raggiunge l’80%, mostrando notevoli difficoltà nella programmazione e nella gestione delle risorse. 

Delle risorse stanziate per l’attuazione di Garanzia Giovani, circa il 38,8% è stato destinato al finanziamento dei tirocini extracurriculari, l’11,9% al bonus occupazionale. Nel complesso, per tali misure è stato stanziato più del 50% delle risorse totali, mentre minima è stata la destinazione in favore di misure come apprendistato (0,71%) e mobilità professionale (0,92%). 

Guardando all’erogazione delle misure, il tirocinio extracurriculare rappresenta di gran lunga l’intervento più diffuso, rappresentando più del 64% delle azioni avviate. Seguono a notevole distanza l’accompagnamento al lavoro (11,2%) e il bonus occupazionale (10,5%). L’elevato ricorso alla misura del tirocinio extracurriculare ha evidenziato un altro dei limiti dell’attuazione di Garanzia Giovani nel nostro Paese. Infatti, partendo dal presupposto che la popolazione NEET tenda a essere composta da giovani con caratteristiche, bisogni e profili di rischio molto diversificati, sarebbe stata necessaria una maggiore articolazione degli interventi di politica attiva del lavoro invece dell’adozione di un approccio onnicomprensivo che ha condotto la grande maggioranza degli utenti a svolgere un’attività di tirocinio. 

In conclusione, è ragionevole immaginare che la misura non abbia influito sensibilmente sulla dinamica del tasso di NEET. Nel periodo di attuazione del Programma, infatti, tale indice non mostra alcuna inversione di tendenza, soprattutto nelle Regioni meridionali. Tra il 2014 e il 2016 a livello nazionale vi è stata una riduzione del tasso dell’1,9%, con il Mezzogiorno che, rispetto alle altre aree, ha registrato un livello di riduzione minore.
16 novembre 2017
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