• Rapide trasformazioni, lente reazioni
Diario COP21

Clima: trasformazioni rapide, reazioni lente

04/12/2015
Prosegue il diario da Parigi che l'équipe di Ecojesuit, composta da gesuiti e laici esperti di temi ambientali, sta scrivendo in esclusiva per l'Italia per Aggiornamenti Sociali. A questo link tutti i post precedenti.


Il team di Ecojesuit presente alla COP21 di Parigi ha avuto modo di incontrare il fisico Hervé Le Treut e l’economista Jean Charles Hourcade. Le Treutè professore associato al Centre National de la Recherche Scientifique (CNRS) e professore ordinario alla prestigiosa Ecole Polytechnique, nonché membro del Joint Scientific Committee del World Climate Research Programme. Hourcade invece è direttore della ricerca al CNRS.

L’obiettivo dell’incontro, reso possibile dal centro sociale Gesuita di Parigi (CERAS), era approfondire le nostre riflessioni sul cambiamento climatico, il suo impatto e le contromosse più efficaci. In questi giorni incontreremo anche altri esperti. Sia Le Treut che Hourcade ci hanno dimostrato un coinvolgimento personale nella trasformazione sociale richiesta, e hanno guidato la discussione attraverso i problemi più importanti che devono fronteggiare sia i policy makers che la società intera.

Le Treut sostiene che si debba già guardare oltre gli accordi odierni di Parigi. Non ci si può aspettare che una singola conferenza possa risolvere tutto, e le sfide cui siamo chiamati sono talmente grandi che dobbiamo muoverci in fretta se vogliamo davvero offrire soluzioni efficaci prima che sia troppo tardi. Si devono tracciare linee guida pratiche e innovative, con obiettivi di finanziamento ambiziosi: “abbiamo veramente bisogno di innovazione nel campo della produzione dell’energia, questo è il collo di bottiglia di tutti i nostri ragionamenti”.

Il loro lavoro da scienziati è osservare e analizzare, e per loro è fin troppo evidente che “ciò che stiamo facendo non basta, nemmeno lontanamente” per fronteggiare il cambiamento climatico. Le negoziazioni della COP21, qualora riuscissero, raggiungeranno accordi solo su argomenti che sono già da anni oggetto di discussione (riduzione delle emissioni, obiettivi finanziari), ma non della portata che l’evidenza scientifica ci mostra oggi. La nostra capacità di reazione è molto più lenta delle veloci trasformazioni dell’atmosfera e dell’ambiente.

Hourcade ha rimarcato che vent’anni sono stati persi in negoziazioni. Le economie emergenti stanno promuovendo le loro infrastrutture, nel giro di 20-30 anni avranno sviluppato economie ad alto consumo di carbonio. Se solo avessimo imboccato già da tempo la direzione giusta, promuovendo le energie rinnovabili, potremmo vedere anche i paesi emergenti sviluppare un’economia intensiva decarbonizzata.

Le Treutha ribadito che il cambiamento è possibile solo se tutti noi ci crediamo:diversamente, gli sforzi necessari saranno strozzati dai troppi interessi, e nuovamente rimandati. Ci siamo addentrati in un’interessante conversazione su come rompere il circolo vizioso della diffidenza: ancora moltissime persone non credono all’evidenza proposta dalla scienza sul cambiamento climatico. Il professore ci ha ricordato che non è solo un problema di educazione, ma soprattutto di comunicazione.

The Ecojesuit Team
(traduzione di Francesco Puliti)


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