Scheda di: 

Checklist

Come fare andare meglio le cose
Atul Gawande
Einaudi, Torino 2011, pp. 208, € 19
Abbiamo solo due motivi che possono farci fallire: l’ignoranza e l’inettitudine, quando cioè la «conoscenza esiste, ma non sappiamo farne uso» (p. 9). Questa constatazione è all’origine del volume di Atul Gawande, medico chirurgo di origine indiana e professore alla Harvard Medical School. Esiste una strategia che ci permetta in qualunque attività lavorativa di prevenire gli errori? Sì, «è una lista, una lista di controllo: una checklist» (p. 15). Uno strumento preciso, funzionale, facile da usare, che aiuta ad applicare in modo coerente e corretto le conoscenze di cui disponiamo. Attingendo a molteplici esempi, tratti dall’esperienza di sala operatoria dell’A., come anche dall’ingegneria edile, dalla finanza e dall’aereonautica, il lettore è accompagnato a rivivere il percorso che ha condotto Gawande a sperimentare, per conto dell’Organizzazione mondiale della sanità, le checklist per il paziente chirurgico in diverse realtà sanitarie mondiali. Nelle situazioni complesse le liste di controllo sono una condizione indispensabile per il successo: «Devono fornire una serie di controlli che garantiscano l’esecuzione dei compiti banali ma essenziali, e devono fornire un’altra serie di controlli per garantire che le persone parlino, agiscano in modo coordinato e si assumano le proprie responsabilità» (p. 81). È proprio qui che l’A. individua la necessità di «un sottile cambiamento culturale: anche la più elementare delle checklist provoca una redistribuzione del potere decisionale» (p. 103), impone un affiatamento tra tutti i membri dell’équipe. «Il fine ultimo non è spuntare delle caselle: è abbracciare una cultura di disciplina e lavoro di squadra» (p. 164). Purtroppo le culture professionali (non 271 vetrina solo quella medica) non sempre sono disponibili a cogliere questa opportunità innovativa. Per questo motivo, trova spazio un richiamo all’importanza che i codici professionali siano accumunati da tre ideali: l’altruismo, cioè anteporre alle proprie esigenze e preoccupazioni quelle di chi dipende da noi; la bravura, che fa puntare sempre all’eccellenza, e l’affidabilità, cioè una condotta personale degna della fiducia di coloro che ci sono affidati. Con estremo realismo Gawande, mettendosi in discussione, constata che «Le checklist non ci piacciono […] il ricorso a una checklist ci sembra un mezzuccio, ci fa sentire in imbarazzo. Contraddice una credenza radicata circa le qualità che permettono alle persone veramente grandi – agli eroi che prendiamo a modello – di gestire situazioni decisive e complesse. Chi è veramente grande è audace, ha il coraggio di improvvisare. Non segue protocolli, non spunta checklist. Può darsi che la nostra idea di eroismo abbia bisogno di essere aggiornata» (pp. 177-178).
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