• Maurizio Ambrosini
Multitalia
Università di Milano, direttore della rivista Mondi migranti

Burkini

26/08/2016
Penso che il corpo delle donne sia stato spesso nella storia oggetto di contesa politica. Semplificando, potremmo dire: fino a non molti anni fa, le donne erano sotto attacco perché si vestivano troppo poco, ora invece rischiano di esserlo se si coprono troppo. Il conservatorismo islamico cerca di ricomporre l'ordine sociale coprendo le donne, l'Occidente pensa di affermare i suoi valori scoprendole.

E' singolare e forse inedita una società liberale che vuole imporre dei codici di abbigliamento alle persone, e in modo particolare vuole impedire di coprirsi. La libertà di decidere come vestirsi è stata una non facile conquista civile del secolo scorso e tornare indietro mi sembra inquietante. Si argomentano i divieti sostenendo che queste donne sono oppresse, non scelgono liberamente. E' un altro strano ragionamento: si affibbiano dall'alto delle patenti di minorità e incapacità di scelta personale, prescindendo dalle motivazioni che le persone danno dei propri comportamenti. Siamo noi a decidere se loro sono libere oppure no.

L'idea che le donne mussulmane che si coprono lo facciano per compiacere i loro uomini, mentre le donne occidentali che si scoprono esercitino pienamente una libertà di scelta, rivela una forma di pregiudizio culturale. Ognuno in realtà decide come vestirsi anche per mettersi in relazione con gli altri, reagendo agli stimoli del suo contesto di vita, ma avendo delle possibilità di scelta che solo in casi rari vengono davvero conculcate. Nella mia facoltà cominciamo ad avere delle studentesse velate, ma nessuna dice di essere obbligata. Tra l'altro potrebbero facilmente togliersi il velo una volta entrate in aula, ma nessuna lo fa.

Penso in definitiva che divieti di questo genere siano dannosi: rafforzano una contrapposizione tra "noi" e "loro", fanno apparire come vittime i mussulmani più rigoristi, finiscono per tenere lontane dalle spiagge o da altri luoghi pubblici delle donne che si vorrebbero emancipare. Finisco con una piccola osservazione aneddotica. Durante un viaggio in Israele qualche anno fa ho visto delle donne ebree ortodosse che facevano il bagno accanto a noi nel lago di Tiberiade. Erano pesantemente coperte, ma nessuno si è sognato di dire nulla.
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