• ambro spinetoli
Multitalia
Università di Milano, direttore della rivista Mondi migranti

A Spinetoli un Capodanno di intolleranza

04/01/2018
Qualcuno ha festeggiato il Capodanno a modo suo, pensando forse di dare voce a sentimenti che a quanto pare sono sempre più diffusi nell’opinione pubblica.

Nella notte del 1° gennaio, a Spinetoli (Ascoli Piceno) un incendio doloso ha devastato uno stabile destinato ad accogliere un gruppo di richiedenti asilo, in accordo con la Prefettura. L’incendio è risultato particolarmente violento e appiccato da mani esperte, giacché inneschi con liquido incendiabile erano stati collocati su tutti e tre i piani dell’edificio. Non si è trattato dunque di una molotov lanciata da un paio di ragazzi ubriachi. L'incendio ha richiesto un intervento di quattro ore da parte di quattro mezzi dei vigili del fuoco. 

La palazzina fortunatamente era vuota e l'incendio non ha provocato vittime, ma sarebbe potuta accadere una tragedia ben più grave.  

La portata simbolica dell’attacco non deve essere trascurata: è stato attuato nella Giornata della Pace, che papa Francesco ha voluto dedicare quest’anno proprio all’accoglienza dei migranti e dei rifugiati, e nella ricorrenza del 70° anniversario della promulgazione della nostra Carta Costituzionale, che all’art. 10 proclama l’impegno della Repubblica nella tutela dello straniero «al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà  democratiche garantite dalla Costituzione italiana». 

Non si tratta di un caso isolato, perché episodi di intolleranza e atti di inciviltà sono già avvenuti, nella regione e in altri territori. Girano in Italia gruppi di potenziali adepti del Ku-Klux-Klan, che hanno per bersaglio non gli afroamericani ma i rifugiati. Come nel Sud degli Stati Uniti, la repressione del fenomeno non sembra rappresentare una priorità per le istituzioni preposte, almeno finora.

A Spinetoli il sindaco di centro-sinistra aveva marciato con Casa Pound e Lega contro l’apertura della struttura di accoglienza, seguito da qualche centinaio di sostenitori. C’è da sperare che ora un sussulto di coscienza democratica risvegli la buona politica e i cittadini responsabili.


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