In rete - novembre 2009    

La «rete» europea dei gruppi politici

Marco Ostoni
Giornalista

 

Come ogni Parlamento nazionale, anche l'assemblea di Strasburgo è organizzata in gruppi (formati da un numero minimo di 25 deputati), costituiti sulla base delle affinità politiche dei componenti e a rappresentanza di almeno un quarto degli Stati membri. Dopo le elezioni del giugno 2009, i gruppi in cui sono suddivisi i 736 deputati UE sono sette: Partito popolare europeo (PPE, Democratico cristiano); Alleanza progressista dei socialisti e democratici (S&D); Alleanza dei democratici e liberali per l'Europa (ALDE/ADLE); Verdi/Alleanza libera europea (Verdi/ALE); Gruppo confederale della Sinistra unitaria europea/Sinistra verde nordica (GUE/NGL); Conservatori e riformisti europei (ECR) ed Europa della libertà e della democrazia (EFD). Di questi, soltanto i primi cinque si sono dotati, a oggi, di un sito Internet, raggiungibile «cliccando» sul relativo logo nell'elenco che compare sul lato destro della home page del Parlamento europeo (<www.europarl.europa.eu>) alla voce «I gruppi politici». Al momento in cui andiamo in stampa risulta invece ancora «in costruzione» (offre solo l'elenco degli aderenti e il documento programmatico) il sito web del gruppo EFD, che riunisce 32 deputati euroscettici e di impostazione federale di 8 Stati membri. Quanto all'ECR, compagine di destra forte di 54 deputati costituitasi il 22 giugno 2009 attorno ai partiti conservatori (in primis quelli inglese, ceco e polacco) che si dichiarano euroscettici e antifederalisti (provenienti dal PPE e dalla vecchia Unione per l'Europa delle nazioni), non risulta attivato alcun sito.
Nelle pagine che seguono offriremo una guida alla navigazione nei portali dei vari gruppi, cercando di fornire anche qualche informazione relativa alla loro storia e alla loro composizione attuale.

www.eppgroup.eu
La pagina di «benvenuto», incrociata con le informazioni presenti sotto la voce «struttura», consente di tracciare la «carta d'identità» del gruppo, con i suoi valori fondanti, gli obiettivi e la cronistoria: dalla fondazione come Gruppo democratico cristiano, nel 1953, all'Assemblea comune dell'allora Comunità europea del carbone e dell'acciaio (CECA), fino all'assunzione dell'attuale dicitura dopo le elezioni del giugno scorso. Il gruppo PPE, guidato dal francese Joseph Daul, è la formazione politica più antica e numerosa del Parlamento, con 265 componenti appartenenti alle forze di centro e centro-destra dei diversi Stati dell'Unione. La delegazione italiana, con 35 membri espressione di PDL (i deputati della Lega Nord fanno parte del gruppo EFD), CDU, UDEUR, Partito dei pensionati e Südtiroler Volkspartei, è la seconda per rappresentanza dopo quella tedesca. Lavorando per un'«Europa dei valori», fondata sul principio di sussidiarietà, i membri del gruppo popolare si fanno paladini della moderazione e del dialogo come strumenti privilegiati per «progredire nell'interesse comune di tutti gli europei».
La home page si apre con le ultime notizie relative alle attività del gruppo (disponibili in inglese e, in pochi casi, in francese e tedesco), l'annuncio delle conferenze stampa previste nella giornata e un banner con le foto relative all'attività parlamentare più recente dei deputati. Il gruppo ha poi un canale TV dedicato (EPP TV), accessibile agevolmente dal sito e che, oltre a fornire news, raccoglie anche video e fotografie e rinvia alla pagina Facebook del gruppo stesso.

www.socialistsanddemocrats.eu
Il portale del secondo gruppo dell'Europarlamento, con 182 deputati (compresi i 21 del PD italiano, per ospitare i quali la storica formazione socialista ha aggiunto il termine «democratici» alla denominazione originaria), si presenta con un'impostazione, anche grafica, decisamente meno «istituzionale» rispetto a quella del PPE. A dare il benvenuto agli internauti è una grande fascia orizzontale colorata con un'immagine e alcuni slogan - «Difendere i diritti umani», «Combattere il cambiamento climatico», «Assicurare l'approvvigionamento energetico», ecc. - illustrati in poche righe, che si alternano e cambiano ogni volta che si seleziona un idioma diverso (sei le possibilità: italiano, inglese, tedesco, francese, spagnolo, polacco). Dalle parole del capofila del gruppo, Martin Schulz, si possono rintracciare le priorità dell'agenda politica dell'Alleanza progressista dei socialisti e democratici: «promuovere la giustizia sociale, guidare la ripresa economica, riformare i mercati finanziari, combattere i cambiamenti climatici, difendere l'eguaglianza e creare un'Europa più forte e democratica». Il sito non offre informazioni sul percorso storico del gruppo, limitandosi a dare un'istantanea della situazione attuale sotto la voce «la nostra rete». In risalto la possibilità di accedere alle pagine dei social network in cui si esplica una parte delle attività parlamentari di S&D: Facebook, Twitter e YouTube.
Interessante infine è la sezione «Punto di discussione», dove si può leggere l'opinione del leader del gruppo e dove si accede a un forum in cui esprimere il proprio pensiero su varie tematiche di attualità.

www.alde.eu
Consultabile in inglese, francese, tedesco e italiano, il sito dell'Alleanza dei democratici e dei liberali per l'Europa (che accoglie i 7 rappresentanti dell'Italia dei Valori, ma di cui facevano parte nella precedente legislatura anche la Margherita, poi confluita nel PD, e i radicali della lista Pannella-Bonino) «fotografa» il terzo gruppo più importante dell'Assemblea UE, con 84 deputati a rappresentanza di 19 Paesi dell'Unione. Anche in questo caso, come per i siti già descritti, vi è una sezione dedicata alla presentazione dei singoli membri del gruppo, con i relativi riferimenti per poterli contattare. Sotto la guida dell'ex primo ministro belga Guy Verhofstadt, l'ALDE offre un portale non particolarmente al passo con quelle che sono le sue attuali battaglie politiche all'interno del Parlamento.
L'area multimediale del sito si presenta molto ricca, con l'accesso all'archivio dei video registrati su YouTube e a un filmato di presentazione, che non è però aggiornato alle ultime elezioni e offre «schede» di deputati non più presenti a Strasburgo. Anche l'ALDE ha deciso di sfruttare le possibilità dei social network e dal menu «l'ALDE sul web» permette all'utente di seguirne l'attività sulle piattaforme di Facebook, Linkedin, Twitter e YouTube; è inoltre possibile iscriversi a una mailing list e a una newsletter.

www.greens-efa.org
A parte l'utilizzo, piuttosto scontato, del verde nelle titolazioni e una bella scelta iconografica a corredo delle informazioni fornite sin dalla home page, il sito dei Verdi/Alleanza libera europea non si discosta da quanto è possibile reperire in qualunque portale di gruppi politici: news, informazioni di servizio («chi siamo», comprensivo di storia del gruppo, «cosa facciamo» e mediateca) e campagne politiche. Sono queste ultime a costituire il valore aggiunto di questo spazio web, in quanto esprimono in maniera diretta ed efficace - grazie al logo e alla sigla che ne sintetizzano gli intenti - gli obiettivi che si prefigge l'anima ambientalista e «autonomista» del Parlamento europeo.
La quarta forza dell'Assemblea, con i suoi 55 deputati - nessuno dei quali italiano -, è espressione di ecologisti e movimenti indipendentisti, regionalisti di centro-sinistra e tra i suoi impegni principali figurano la lotta ai cambiamenti climatici, la promozione delle città sostenibili, la battaglia per prodotti alimentari non geneticamente modificati e il contrasto alle reti infrastutturali eccessivamente impattanti per il Vecchio Continente. Il gruppo politico è attivo dal 1989, anche se i primi 9 deputati «verdi» al Parlamento europeo erano stati eletti nel 1984. Il portale è disponibile prevalentemente in lingua inglese, con alcuni approfondimenti anche in francese e raramente in tedesco.

www.guengl.eu
Il Gruppo confederale della Sinistra unitaria europea/Sinistra verde nordica (GUE/NGL) - denominazione assunta nel 1995 al posto di quella «storica» di Gruppo confederale della sinistra unitaria europea - è composto da 33 deputati di matrice comunista e antagonista, dallo scorso giugno «orfana» della sinistra radicale italiana (PDCI e Rifondazione comunista, che erano rappresentate nella legislatura 2004/2009), rimasta sotto il tetto di sbarramento previsto dai meccanismi di voto per le consultazioni europee. Il banner presente nella home page del sito è esplicativo delle priorità di tale compagine politica: pace, solidarietà, giustizia sociale, uguaglianza, democrazia, ecologia, diritti umani.
L'organizzazione degli spazi del portale è analoga a quella delle pagine web di PPE e ALDE: un fascione centrale di news, una parte destra all'insegna della multimedialità (vi trova spazio una carrellata di video oltre all'accesso a Twitter e a YouTube) e dedicata alle battaglie politiche del gruppo (l'ultima riguarda la campagna per l'abolizione dei centri di detenzione temporanea per immigrati irregolari) e una parte sinistra che riunisce le informazioni «istituzionali» (formazione, leadership, organismi interni, documenti, ecc.). Il sito non è consultabile in italiano, ma soltanto in inglese e, parzialmente, in francese.