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Il pluralismo religioso è un fenomeno che interessa ormai da diversi anni anche un Paese di solida tradizione cattolica quale l'Italia
e che non è legato soltanto agli importanti flussi migratori in atto verso le nostre coste, ma coinvolge intere frange della popolazione con cittadinanza italiana. Un fenomeno
figlio anche di quel ritorno al sacro su cui si interrogano i sociologi della religione, spiazzati dall'inatteso arresto dell'avanzata secolarizzatrice preconizzata sul finire degli
anni '60. Secondo i dati ISTAT del 2008, le minoranze religiose lungo lo Stivale rappresentano il 2,12% dei cittadini italiani (compresi anche i circa 100mila stranieri divenuti
italiani fra il 2002 e il 2007), pari a circa 1.178.000 persone. All'interno di queste cifre il CESNUR (Centro studi sulle nuove religioni, <www.cesnur.it>) registra una chiara
predominanza di protestanti (409mila unità, in gran parte pentecostali), seguiti da testimoni di Geova (400mila), buddhisti (107mila), ortodossi (57.500), musulmani (40mila),
ebrei (29mila), altri gruppi di origine cristiana - in primis i mormoni - (26mila), induisti e neoinduisti (18mila). Se poi si allarga lo sguardo all'intero quadro delle
minoranze religiose, conteggiando anche gli stranieri residenti regolarmente nel Paese ma privi di cittadinanza e certamente «in contatto» con una religione diversa
dalla cattolica, i numeri crescono sensibilmente e si giunge, per il 2008, a un dato di circa 3 milioni e mezzo di persone, per una percentuale del 5,87%. La suddivisione per
confessione è più complessa da accertare e i criteri scelti dai diversi centri di ricerca variano; il risultato, tuttavia, non è dissimile e sia le rilevazioni
CESNUR sia quelle di Caritas/Migrantes (<www.caritasitaliana.it>) danno in testa i musulmani, seguiti da ortodossi, protestanti, buddhisti, induisti, adepti di culti di origine
orientale e africana, ebrei. Alla luce di tutto ciò e per favorire la conoscenza, il confronto e il dialogo tra le religioni maggiormente rappresentate nel nostro Paese,
con un'attenzione prioritaria a quelle abramitiche, abbiamo pensato di offrire una sorta di guida alla consultazione on line dei principali testi sacri di riferimento, utilizzando
il criterio base dell'attendibilità e privilegiando, ove possibile, i siti in lingua italiana.
www.vatican.va Attorno alla Bibbia ruota una vera e propria galassia di siti e portali tra i quali non è semplice districarsi
e che non sempre offrono adeguate garanzie di attendibilità. Al centro di tale galassia, con tutti i crismi dell'ufficialità, si colloca il sito web della Santa
Sede che direttamente dalla home page rinvia al link «testi fondamentali» e, di qui, alla Bibbia, presentata in quattro lingue (italiano, latino, inglese
e spagnolo). Il testo italiano è quello della CEI (Conferenza episcopale italiana), precedente all'aggiornamento dell'ottobre 2008. La navigazione è molto semplice:
la pagina offre infatti l'elenco dei libri che compongono il testo sacro, suddivisi per capitoli; basta «cliccare» per accedervi e, a quel punto, muoversi avanti e indietro
grazie agli appositi «tasti». Sono disponibili anche le concordanze, attivabili da un link e a cui rinviano le parole sottolineate nel testo. La versione CEI
del 2008 è invece disponibile nel sito <www.bibbiaedu.it>, dove si trova pure l'edizione interconfessionale della Bibbia, cioè una traduzione in lingua corrente
effettuata insieme da esegeti cattolici e protestanti. Il testo è riportato per intero, con introduzioni esplicative a vario livello (da una generale sino alle note ad
hoc sui singoli libri). I navigatori hanno a disposizione anche un motore di ricerca e una serie di link ad altri siti legati allo studio del testo sacro.
www.kosherlive.com Questo è l'unico sito ebraico a presentare una traduzione italiana della Tanakh, acronimo con cui si designa
la cosiddetta «Bibbia ebraica»: le tre lettere T-N-K sono infatti le iniziali di Torah, Nevim, Ketuvim, le tre parti in cui vengono suddivisi i diversi libri che formano
la Bibbia ebraica: rispettivamente la Torah o Legge, conosciuta anche sotto il nome greco di Pentateuco; i Profeti; gli Scritti. L'edizione di riferimento ufficiale del testo
biblico ebraico-aramaico, valida anche per i cristiani, è la Biblia Hebraica Stuttgartensia pubblicata dalla Società biblica tedesca di Stoccarda (Germania),
la cui prima edizione risale al 1906. Il testo è una copia di quello masoretico del Codice di Leningrado. È reperibile on line sul sito <www.mechon-mamre.org>,
che offre anche l'intera Tanakh in formato audio MP3. Facilmente si trovano in Internet versioni inglesi bilingui con il testo ebraico a fronte. Tra tutte ricordiamo quella offerta
dal sito appena menzionato, che riporta la traduzione della Jewish Publication Society del 1917, una delle più autorevoli nel mondo ebraico, di cui esiste una versione più
aggiornata del 1985 non ancora disponibile on line. A partire dallo stesso sito sono facilmente reperibili anche le versioni bilingui in francese, spagnolo e portoghese. Il
testo di queste traduzioni non differisce sostanzialmente da quello delle Bibbie cristiane, ma riflette l'esegesi tradizionale ebraica della Bibbia, che ignora termini ed espressioni
che i cristiani hanno mutuato dalla traduzione greca del testo (versione detta «dei Settanta»). Una grossa differenza riguarda invece la lista dei testi ritenuti «canonici»,
ispirati da Dio. Rispetto ai cattolici e insieme ai protestanti, gli ebrei ritengono «apocrifi» i libri di Giuditta, Tobia, primo e secondo libro dei Maccabei, Sapienza,
Siracide (o Ecclesiastico), Baruc e alcune parti dei libri di Ester e di Daniele.
www.corano.it Per i musulmani il Corano è la Parola di Dio così com'è stata rivelata, non solo nei significati,
ma anche nella forma, ed è quindi sacro sotto tutti i punti di vista. Secondo la tradizione esso venne rivelato in lingua araba 14 secoli fa al profeta Muhammad (Maometto)
e nello stesso idioma, senza modifiche di sorta, si è tramandato fino a oggi. Viene richiesto quindi a ogni buon credente, prescindendo dalla lingua parlata e dalla nazionalità
di appartenenza, la conoscenza dell'intero Corano in arabo. Le traduzioni in altre lingue sono considerate interpretazioni prive di ufficialità, destinate solo ad aiutare
lo studio e la comprensione del testo. Le possibilità per chi non conosce l'arabo di accedere in rete ai 114 capitoli coranici (sura) non mancano. Gli italiani
possono partire dal sito che qui segnaliamo e che conta sulla garanzia dell'UCOII (Unione delle comunità e organizzazioni islamiche in Italia). In esso viene riportata la
versione italiana del Corano curata, per l'editore Newton Compton, da Hamza Roberto Piccardo. La fruizione è agevole: basta «cliccare» sulle singole sura
per entrare nel testo, che reca anche abbondanti note esplicative. Il sito <www.sufi.it> mette invece a disposizione dei neoconvertiti e comunque di chi non conosce la
scrittura araba una versione traslitterata del testo sacro in formato PDF. I navigatori troveranno poi in <www.listen2quran.com> una versione audio della recitazione salmodiata
in arabo, con sottotitoli a scelta in italiano o in una delle circa quaranta lingue disponibili, con differenti versioni per ogni lingua. Potranno così assaporare la bellezza
della lettura del Corano nel suo originale arabo, di cui i musulmani vanno fieri.
www.sacred-texts.com Questo portale raduna in una sorta di archivio on line testi su religioni, mitologia, filosofia e folklore
di tutto il mondo, messi liberamente a disposizione degli utenti. Si tratta dell'accesso più agevole, in lingua inglese, ai testi sacri delle religioni orientali, fra le
quali è assai impervio orientarsi sul web. Per accedere alle diverse «fedi» è sufficiente selezionare il rispettivo nome nel menu (organizzato
per ordine alfabetico) che compare sul lato sinistro della home page. Per buddhismo, induismo, scintoismo, taosimo sono offerti, ove presenti, sia i testi sacri di riferimento,
sia alcuni lavori di approfondimento bibliografico. Per quanto riguarda il taoismo e le religioni cinesi in generale, si rimanda in maniera più specifica al sito dell'Università
di Leida (Paesi Bassi) <http://website.leidenuniv.nl/~haarbjter/chinrelbibl.htm>, che mette a disposizione i «canoni» ufficiali (sempre in lingua inglese). Il
sito che offre invece le migliori garanzie per il buddhismo è <www.dharmanet.org>, dalla cui home page, attraverso la sezione «learning center» e,
di qui, «texts & sutras», si accede alle tre maggiori tradizioni (tibetana, theravada e mahayana), per ognuna delle quali sono forniti i link ai siti che
pubblicano i relativi testi.
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