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Sono trascorsi sessant'anni dalla morte di Gandhi e quaranta da quella di Martin Luther King, i più importanti esponenti della dottrina e della pratica della nonviolenza. Questo concetto indica uno stile di vita e un metodo di azione politico-sociale che rifiuta non solo ogni forma di aggressività fisica e verbale, ma anche l'impulso a nuocere o uccidere. Non si tratta tanto di astenersi dal fare qualcosa, ma di impegnarsi a cambiare il proprio comportamento e la propria visione del mondo in senso nonviolento. «Vi deve essere verità nel pensiero, verità nelle parole e verità nelle azioni», disse Gandhi. Da qui può nascere anche un profondo mutamento sociale. Nel secolo di Auschwitz e Hiroshima, i due grandi personaggi di cui si celebra la memoria hanno dimostrato che la storia non si scrive solo con le armi o attraverso l'eliminazione dell'avversario. Le idee nonviolente nascono nel XIX secolo dalle riflessioni del filosofo statunitense Henry David Thoreau e dal pensiero religioso del romanziere russo Lev Tolstoj. Il primo, affermando la superiorità della coscienza individuale rispetto alla legge, ha teorizzato la legittimità della disobbedienza civile in nome della giustizia; il secondo, rifacendosi alle parole di Gesù nel Discorso della Montagna, ha sostenuto la necessità di non rispondere al male con il male per instaurare una società fondata sull'amore e sul perdono. Gandhi ha raccolto la loro eredità e l'ha sviluppata, conferendo alla nonviolenza una grande credibilità nel guidare il movimento di liberazione dell'India dal colonialismo inglese. Egli ha così ispirato molti altri, tra cui Martin Luther King e, in Italia, Giuseppe Lanza del Vasto e Aldo Capitini, al quale si deve l'idea di scrivere nonviolenza come un'unica parola per sottolinearne la novità e l'accezione positiva, rispetto a quella soltanto negativa. La nonviolenza oggi trova applicazione nelle iniziative del movimento pacifista e nelle cosiddette «rivoluzioni colorate», in cui sono state applicate anche le idee del filosofo statunitense Gene Sharp per rovesciare i governi autoritari di alcuni Paesi (Ucraina, Georgia, Serbia) attraverso un'opposizione che ha adottato come simbolo uno specifico colore (o fiore). Internet è lo spazio dove il pensiero nonviolento, benché lontano da un consenso maggioritario, trova maggiori possibilità di espressione e di diffusione. Passeremo perciò in rassegna le principali risorse in lingua italiana con cui il navigatore può conoscerlo. Abbiamo preferito concentrarci sui siti specificamente dedicati alla riflessione sulla nonviolenza e sui suoi principali esponenti, distinguendoli da quelli, più numerosi, del movimento pacifista per consentire al navigatore di soffermarsi in primo luogo sulle idee fondamentali.
http://nonviolenti.org È il sito del Movimento Nonviolento, fondato dal filosofo perugino Aldo Capitini (1899-1968). Egli sviluppa la sua posizione nonviolenta negli anni del fascismo, al quale si oppone perdendo così il lavoro e venendo incarcerato due volte. Contro la violenza ostentata quotidianamente dal fascismo, prende da Gandhi l'idea del metodo nonviolento impostato sulla non collaborazione; da Francesco d'Assisi il richiamo ai valori originari del cristianesimo - di cui non condivide la dimensione ecclesiale -; dal pensiero moderno i principi di libertà, eguaglianza e fraternità, di cui propone un'applicazione radicale. Il sito dedica diverse pagine alla vita di Capitini e ai vari aspetti del suo pensiero. La sezione più ricca è quella degli archivi della rivista Azione nonviolenta che divulga gli ideali, le riflessioni e le iniziative dell'associazione. È inoltre possibile accedere anche ai testi de La nonviolenza è in cammino, un foglio di approfondimento realizzato dal Centro di Ricerca per la Pace di Viterbo. È molto articolata anche la pagina dei link che presenta decine di associazioni italiane e straniere. Gli archivi di un altro mensile dedicato alla nonviolenza, Il grido dei poveri, sono disponibili all'indirizzo <www.peacelink.it/pace/i/1422.html>.
http://xoomer.alice.it/arcadilanzadelvasto La Comunità e il Movimento dell'Arca - dove donne e uomini provano a vivere la nonviolenza in tutti gli aspetti della vita, cominciando da loro stessi, semplificando il loro modo di vivere, nelle relazioni che li circondano e nella società - sono stati fondati da Giuseppe Giovanni Lanza del Vasto (1901-1981) filosofo, poeta, musicista, pittore e scultore di origini pugliesi. Dopo aver conosciuto Gandhi negli anni Trenta, del Vasto ne diffonde il messaggio in Francia e in altri Paesi europei e ne segue l'esempio con digiuni a sostegno di varie campagne nonviolente. Il sito della comunità italiana è semplice ed essenziale, ma consente un primo approccio al pensiero e all'opera del fondatore. Importante è anche il sito ufficiale dell'Arca internazionale (www.arche-nonviolence.eu) curato dalla comunità madre francese che riporta notizie sulle attività delle diverse realtà nazionali e dedica molto spazio ai progetti di educazione nonviolenta rivolti ai giovani.
www.martinlutherking.ucebi.it In concomitanza con il cinquantenario della fondazione della Southern Christian Leadership Conference (SCLC), movimento fondato da Martin Luther King per difendere i diritti di tutte le minoranze con metodo radicalmente nonviolento di stampo gandhiano, l'Unione Cristiana Evangelica Battista d'Italia (UCEBI) ha programmato, fino alla primavera del 2008, una serie di eventi sull'attualità del messaggio del pastore di Atlanta. Il sito presenta queste iniziative assieme a un'ampia biografia di King. L'aspetto più interessante è la sezione multimediale, che consente di vedere filmati del grande leader nero e di ascoltarlo durante alcuni dei suoi più importanti discorsi che possono anche essere scaricati in formato MP3.
www.miritalia.org Il Movimento Internazionale di Riconciliazione (MIR) è la branca italiana dell'International Fellowship of Reconciliation, una formazione nonviolenta ecumenica nata in ambienti protestanti. In Italia è presente dal 1952 e conta adesioni anche tra i cattolici. È stato tra i primi sostenitori dell'obiezione di coscienza e si occupa principalmente di attività di educazione alla nonviolenza e dell'approfondimento delle radici religiose della nonviolenza. Esiste anche un blog del MIR (http://riconciliazione.wordpress.com) che si occupa in particolare del disarmo nucleare e della tragedia degli immigrati cristiani iracheni in Libano. È molto ricco di link che rinviano ad associazioni, campagne, fonti di informazione, nonché profili, scritti e video dei maggiori esponenti della nonviolenza.
www.esserepace.org L'associazione Essere Pace è una comunità di pratica ispirata all'insegnamento del maestro zen vietnamita Thich Nhath Hanh, fondatore del cosiddetto «buddismo impegnato», che si propone di portare pace, riconciliazione e fratellanza nella società. Durante la guerra in Vietnam ha dato vita al movimento neutrale e nonviolento dei Piccoli Corpi di Pace: gruppi di laici e monaci che si recavano nelle campagne per creare scuole, ospedali e per ricostruire i villaggi bombardati, subendo attacchi da entrambi i contendenti, che li ritenevano alleati del proprio nemico. A causa delle sue posizioni politiche è esule in Francia dal 1967. Thich Nhath Hanh propone una pratica di presenza mentale che parte dalla consapevolezza del proprio respiro per aprirsi all'ascolto dell'altro, all'accoglienza e alla riconciliazione. L'obiettivo è imparare a resistere alle emozioni che incoraggiano la violenza e alimentare la calma e la serenità anche di fronte alle aggressioni. Il sito presenta la figura del maestro, i principali insegnamenti della tradizione a cui appartiene (zen rinzai), le attività dell'associazione e i recapiti dei gruppi di pratica che si riuniscono in varie città italiane.
www.gandhiedizioni.com L'unico sito italiano dedicato al padre della nonviolenza è quello del Centro Gandhi di Pisa, che pubblica i Quaderni Satyagraha, dedicati allo studio del pensiero gandhiano. I Quaderni sono curati da Rocco Altieri, docente di Teoria e prassi della nonviolenza all'Università di Pisa. Il sito presenta un archivio di articoli e informa sulle altre attività del Centro. Per saperne di più su Gandhi bisogna rivolgersi a risorse in lingua inglese. L'indirizzo obbligato è www.mkgandhi.org, curato dalle istituzioni che in India vogliono proseguire la sua opera, con un archivio completo degli scritti del Mahatma insieme a notizie biografiche, fotografie, materiali audio-video, articoli su di lui, gruppi di discussione, presentazione di iniziative nonviolente. Tra i promotori del sito c'è l'Università Gujarat Vidyapith (www.gujaratvidyapith.org) fondata da Gandhi stesso nel 1920 per la promozione della gioventù indiana attraverso l'educazione. L'università si ispira ai valori gandhiani di nonviolenza e verità, li persegue a partire dallo studio delle religioni, si propone di rimuovere l'ingiustizia sociale e l'emarginazione degli intoccabili.
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