Lessico oggi - marzo 2008    

Domotica

Christian Albini
Dottore in Scienze politiche

 

Viviamo in un'epoca in cui i flussi di informazione che circolano continuamente attraverso le tecnologie telematiche di comunicazione coinvolgono quasi tutti gli aspetti della vita. La logica di funzionamento di queste tecnologie è quella della «rete», che connette tra loro una pluralità di nodi senza che vi sia necessariamente una gerarchia o un centro con funzioni di coordinamento e controllo.
La domotica è un aspetto di questa realtà. Il vocabolo deriva dal francese domotique, a sua volta coniato a partire dal termine latino domus, e incorpora informatique e télématique. In inglese, invece, si usa l'espressione home automation (automatizzare l'abitazione). Più in particolare, la domotica è la disciplina che si occupa di integrare nell'ambiente domestico le tecnologie di automazione, comunicazione e telecontrollo con l'obiettivo di migliorare la qualità della vita degli utenti. In pratica si tratta di progettare e realizzare un'abitazione dotata di apparecchiature, impianti e sistemi «intelligenti» che possano interagire, autoregolarsi ed essere controllati a distanza.
I risultati perseguibili sono numerosi e di segno positivo: riduzione del dispendio di tempo ed energia attraverso la programmazione del funzionamento di luci, riscaldamento ed elettrodomestici; garanzia di maggiore sicurezza grazie a controlli efficienti e a misure di rilevazione di eventuali intrusioni, fughe di gas, incendi, allagamenti (unitamente a dispositivi capaci di contattare servizi di assistenza all'esterno); sostegno a persone anziane o con disabilità nel mantenere la propria autonomia attraverso il supporto nelle attività domestiche; utilizzo del telelavoro; nuove possibilità di intrattenimento interattivo e di comunicazione interna ed esterna (ad es. rispondere al citofono dal proprio cellulare).
I vantaggi sono effettivamente tali se queste tecnologie non creano dipendenze che «indirizzino» e standardizzino il comportamento dell'utente, ma gli garantiscono piuttosto maggiore libertà.

L'aspetto progettuale
Ciò che distingue la domotica da una semplice «sommatoria» delle apparecchiature sofisticate che sempre più «popolano» gli ambienti domestici è la progettazione. Essa consiste nell'integrare tecnologie e architettura di un'abitazione, adeguandole ai comportamenti di chi vi abita. Ma affinché si possa consentire un reale miglioramento della qualità della vita, non è sufficiente progettare e produrre nuovi sistemi: occorre definire come farli funzionare in maniera interdipendente e non più come entità separate. Solo in tal modo sarà possibile ottenere nuove funzionalità e collegamenti, che diano valore aggiunto ai diversi sistemi e ai singoli prodotti, permettendone nel contempo un uso semplificato e flessibile. Progettare significa anche integrare la presenza tecnologica nell'ambiente, senza renderla intrusiva (computer disappearing), così da rispondere alle esigenze dell'utente, facilitando l'abitare senza condizionarlo.
Un'abitazione domotica, dal punto di vista progettuale, si può configurare come un insieme di tecnologie informatiche, di telecomunicazione, automazione, sicurezza e comfort ambientale, che siano integrate nella distribuzione planimetrica-spaziale e consentano il controllo costante - anche a distanza - dell'edificio, interagendo in tempo reale con le attività svolte dall'uomo. Questo permette di monitorare lo stato «fisiologico» dell'abitazione in maniera totale e continuativa, intervenendo tempestivamente e preventivamente per adattare le diverse funzioni alle esigenze degli utenti.
La progettazione domotica, da un lato, è parte integrante dell'architettura d'interni, dal momento che interviene direttamente sullo spazio e sui comportamenti abitativi. Dall'altro lato i dispositivi domestici da essa elaborati sono legati allo sviluppo delle teorie e delle tecniche dell'industrial design. Progettare un sistema domotico significa anzitutto attivare e regolare alcune funzioni: sicurezza attiva (finalizzata a impedire gli incidenti), microclima ambientale, energia e illuminazione, apparecchiature elettrodomestiche, telecomunicazioni. Occorre poi operare sulla struttura edilizia, allo scopo di integrare le dotazioni tecnologiche al progetto architettonico, intervenendo sul precablaggio dell'abitazione (che va predisposta alla posa dei cavi e integrata con il cablaggio della città) e sugli arredi componibili attrezzati o incorporati alla struttura abitativa per ospitare adeguatamente il sistema domotico.
Un'abitazione domotica comporta costi maggiori, ma le spese non sono necessariamente proibitive. Se l'installazione viene fatta mentre si costruisce o ristruttura l'impianto elettrico, il costo addizionale è stimato nell'ordine del 50% sui materiali: si ripaga in pochi anni con il minor consumo di energia e la possibilità di programmare nuove funzioni intervenendo sul software, senza bisogno di posare nuovi cavi.

L'aspetto tecnologico
Il primo progetto di una casa completamente controllata dal sistema elettronico risale al 1950, ma le tecnologie di allora richiedevano cablaggi molto complessi e molto costosi, per non parlare dei sistemi di controllo, che occupavano un intero locale della casa. Nel 1966 un ingegnere della Westinghouse, grande produttore britannico di elettrodomestici, realizzò nel tempo libero un prototipo di casa domotica per agevolare gli impegni domestici della moglie. Il sistema gestiva i conti di casa, registrava e permetteva la consultazione delle ricette di cucina, calcolava la lista della spesa a partire dagli alimenti presenti in dispensa, controllava il riscaldamento e il condizionamento della casa, accendeva e spegneva gli elettrodomestici ed elaborava le previsioni del tempo. Il sistema di calcolo riempiva però tutta la cantina. La miniaturizzazione è progredita a partire dall'introduzione dei circuiti integrati negli anni Settanta, consentendo lo sviluppo accelerato della tecnologia domotica. Essa comprende sia l'hardware (i macchinari) sia il software (i programmi).
Per quel che concerne l'hardware, realizzare una soluzione in ambito domotico significa operare su più livelli, per ognuno dei quali è necessario fare riferimento a diverse tecnologie. Ne possiamo individuare almeno tre.
   1. La connettività esterna e interna alla casa, attraverso cavi o dispositivi senza fili (wireless), quale elemento fondamentale per garantire l'interazione di tutte le entità domestiche - siano esse dispositivi domestici «intelligenti» o componenti del nucleo familiare - anche a distanza. Il cavo che trasporta l'alimentazione delle schede elettroniche e i segnali digitali è detto bus. L'hardware che collega l'ambiente domestico alla connettività esterna è detto access point.
   2. L'impianto elettrico va costruito in modo da poter essere gestito tramite un pannello di controllo (detto gateway) e da reagire automaticamente ai comandi ricevuti e agli eventi esterni. Ne fanno parte sensori e attuatori che riconoscono, indirizzano ed eseguono i comandi, controllando le varie apparecchiature del sistema. Per realizzare una rete di raccolta e trasmissione delle informazioni che connetta tutti i sistemi tecnologici (senza il vincolo di un solo produttore) e sia gestita dal gateway, sono necessari standard universali. Il cavo del bus è quasi identico per ogni marca, ma i segnali elettrici che scorrono al suo interno hanno tensioni e codifiche differenti. Lo standard europeo si chiama KNX (abbreviazione di Konnex) ed è adottato da tutti gli integratori di sistemi che realizzano soluzioni domotiche.
   3. L'applicativo è il punto di interazione diretto con l'utente e per il quale l'interfaccia (il cosiddetto look and feel) diventa uno degli elementi critici. Le soluzioni disponibili sul mercato possono prevedere comandi remoti, sensori vocali o pannelli sensibili al tatto (touch screen). Il comando remoto si può facilmente effettuare anche dall'esterno con un modem (per linea fissa o cellulare) oppure attraverso un'interfaccia che si collega alla rete locale della casa.
L'altra componente tecnologica del sistema domotico è il software di gestione. Negli impianti più semplici è pre-programmato all'interno di un dispositivo installato nella centralina principale dell'impianto che offre una selezione di funzioni fisse. Quando l'impianto è programmabile, il software di base è inserito dall'installatore e può essere facilmente modificato. Negli impianti più sofisticati la programmazione può essere gestita anche dall'utente.
Un'adeguata programmazione può risultare molto utile in termini di risparmio energetico (evitando, ad esempio, di illuminare o riscaldare a tempo pieno zone della casa dove raramente si soggiorna) attraverso il controllo automatizzato del sistema di riscaldamento o di quello di condizionamento, del sistema di trattamento aria e ventilazione, di accensione delle luci, di schermatura delle superfici vetrate e via dicendo. Si può così arrivare a risparmiare fino al 40-50% sull'illuminazione e il 10-20% su riscaldamento e condizionamento.

I benefici sociali
Alcuni dei maggiori vantaggi derivanti dall'uso di sistemi integrati di domotica consistono in un elevato livello di sicurezza e controllo dell'abitazione che possono migliorare in modo davvero significativo la qualità della vita di anziani e disabili, i quali, utilizzando le facili interfacce rese disponibili dai sistemi intelligenti, riescono a gestire la propria abitazione e le apparecchiature presenti con un'autonomia che sarebbe diversamente impossibile.
L'utente può interagire con il sistema in vari modi: utilizzando un normale telefono con menu in sintesi vocale; tramite consolle dotata di microfono e altoparlante; attraverso tastiera braille collegata a un personal computer; per mezzo di dispositivi di riconoscimento vocale o addirittura di sensori personalizzati in grado di rilevare le necessità di soggetti con gravissime disabilità. Questi dispositivi stanno conoscendo un notevole sviluppo. Anche i sistemi comandati vocalmente diventano sempre più versatili. Le soluzioni più avanzate consentono di dare al sistema ordini del tipo: «Esco di casa», che mette la casa in condizioni di sicurezza, o «Sono entrato», che la mette nella configurazione che si desidera al rientro. E ciò tenendo conto di fattori come l'orario per regolare automaticamente l'illuminazione. Dicendo «Vado a lavorare sul calcolatore» si può prevedere di spegnere tutte le luci tranne quelle della scrivania, aprire sul PC le finestre abituali, far risultare il telefono occupato e dare il via alla musica che si preferisce.
Le potenziali applicazioni a supporto di anziani e disabili sono innumerevoli. L'introduzione degli stessi sistemi nei luoghi di lavoro o la loro connessione con l'ambiente domestico possono inoltre offrire a questi ultimi nuove opportunità occupazionali.
La connessione bidirezionale e multimodale dell'impianto domestico con l'esterno (Internet, linee ISDN/ADSL) permette di monitorare a distanza da parte di un centro specializzato lo stato di un soggetto, rilevare eventuali parametri fisiologici per un controllo continuo dell'evoluzione dello stato di salute, svolgere attività di assistenza e consulto, fornire consigli e intervenire rapidamente in situazioni di emergenza. È il cosiddetto e-care. Quest'ultimo va inteso correttamente, non come un pretesto per abolire la dimensione relazionale, lasciando anziani e disabili a contare su un telecomando, ma come un'estensione delle possibilità di cura, che rimangono prima di tutto un fatto di umanità.

Per saperne di più
ALBINI C., «Abitare la "società in rete"», in Aggiornamenti Sociali, 3 (2004) 195-204.
CAPOLLA M., Progettare la domotica. Criteri e tecniche per la progettazione della casa intelligente, Maggioli Editore, Rimini 2004.
PARRINO M., Reti domestiche, Apogeo, Milano 2006.
<www.domotica.it>.