In rete - gennaio 2008    

Alcolismo e Internet

Christian Albini
di «Aggiornamenti Sociali»

 

Pur suscitando meno clamore rispetto ad altre forme di dipendenza, l'alcolismo è senza dubbio quella più diffusa e socialmente dannosa. Un paradosso del genere dipende dal fatto che in Italia l'assunzione di bevande alcoliche è un comportamento culturalmente accettato e perciò risulta più difficile distinguere tra consumo responsabile e abuso. Eppure l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) non esita a inserire l'alcol nella categoria delle droghe, perché, come ogni sostanza stupefacente, modifica il funzionamento del cervello e la percezione della realtà. Le conseguenze dell'abuso, inoltre, sono pesantissime: danni alla salute (che possono interessare il fegato, il pancreas o il cuore), rischi di incidenti stradali o sul lavoro, deterioramento dei rapporti sociali (perdita dell'occupazione, rottura delle amicizie, crisi familiari), maggiore predisposizione a commettere reati.
Particolarmente grave è la situazione giovanile. Secondo la relazione trasmessa dal ministro della Salute alle Camere il 15 luglio 2007 (<www.ministerosalute.it/stiliVita/stiliVita.jsp>), l'età media di chi fa abuso di alcol è in diminuzione. Lo dimostra il fatto che i nuovi utenti tra i 20 e i 29 anni dei servizi territoriali di alcologia sono passati dal 10% del 1996 al 15,7% del 2005. Inoltre si stima che l'abuso sia la causa del 40% dei casi di mortalità giovanile per incidente stradale e di più del 46% del totale dei morti di età compresa tra i 15 e i 24 anni.
Internet offre l'opportunità di conoscere e di contattare le principali associazioni che organizzano gruppi di sostegno o di autoaiuto, i quali costituiscono forse la più efficace via d'uscita dall'alcolismo: gli Alcolisti Anonimi (AA) e l'Associazione Italiana dei Club degli Alcolisti in Trattamento (AICAT), che si differenziano radicalmente per il tipo di approccio al problema dell'alcoldipendenza. La prima associazione considera l'alcolismo una malattia da curare; la seconda, meno conosciuta dal grande pubblico ma più diffusa in Italia, lo considera uno stile di vita da modificare. Presentiamo alcuni siti per documentarsi sul problema.

www.alcolisti-anonimi.it
Alcoholics Anonymous è nata negli USA nel 1935 dall'incontro di due alcolisti, i quali si resero conto che condividendo le rispettive esperienze e aiutandosi a vicenda riuscivano ad astenersi dal bere. L'intuizione secondo cui un alcolista che ha smesso di bere è in grado di comprendere il problema di un alcolista che ancora beve, indicandogli la via per uscire dal problema, portò alla costituzione dei gruppi di autoaiuto, oggi diffusi in tutto il mondo. In Italia sono presenti oggi 500 gruppi di AA per una presenza media di 10mila alcolisti.
I gruppi seguono un apposito metodo di recupero basato su Dodici Passi (o tappe) i cui principi ispiratori combinano elementi di medicina, psicologia e religione. La sezione del sito dedicata alla metodologia illustra la loro attuazione nella pratica quotidiana dei gruppi. Chi si rivolge all'associazione in genere è stato indirizzato da altri. Si rende conto di avere un problema con l'alcol, ma non si riconosce ancora come alcolista. Ascoltando nel gruppo le testimonianze altrui, comincia a identificarsi e a rendersi conto della propria malattia e della sua gravità, di non essere capace di gestire da solo il proprio problema e di aver bisogno di affidarsi a qualcuno (che può essere il gruppo stesso o Dio, a seconda della propria sensibilità culturale e religiosa). Nel momento delicato dell'inizio dell'astinenza dall'alcol, gli amici già sobri sostengono il nuovo arrivato con la propria esperienza e soprattutto con la propria vicinanza, alimentando la convinzione di potercela davvero fare. Al termine del percorso l'alcolista, per mantenere la propria sobrietà, cerca di raggiungere altri alcolisti e di aiutarli a sua volta.
Sul sito dell'associazione il navigatore trova gli estremi per contattarla, lo spot realizzato per farla conoscere e la presentazione dei testi in cui essa espone metodo ed esperienze.

www.al-anon.it
In Italia ci sono altre due associazioni legate agli AA: i Gruppi Familiari Al-Anon, destinati a familiari di alcolisti, e Alateen, che si rivolge ad adolescenti che sono parenti o amici di un bevitore compulsivo. Queste associazioni propongono un cammino diverso da quello proposto agli alcolisti stessi. Si ritiene importante, infatti, che il processo di «recupero» di un alcolista diverga da quello del suo familiare, «essendo il primo dipendente da una sostanza e il secondo da una persona». Inoltre non appare opportuno che per la sobrietà dell'alcolista venga responsabilizzata l'intera famiglia.
Il sito delle due associazioni - anche in lingua inglese, spagnola e francese - presenta informazioni sui luoghi e gli orari delle riunioni in tutte le Province d'Italia. Inoltre, esso ospita un gruppo on line (Lontani e Vicini) che effettua delle vere e proprie riunioni attraverso dei forum dedicati a vari temi inerenti al percorso di recupero dall'alcoldipendenza.
A un altro gruppo del genere è dedicato il sito www.amiciaanonimi.org, ben strutturato, ricco di contenuti e dallo stile essenziale, che presenta anche molte storie personali di recupero dall'alcol.

www.aicat.net
L'AICAT riunisce più di 25mila famiglie in circa 2.300 Club degli alcolisti in trattamento (CAT), sorti in Italia a partire dal 1979. Essi seguono un approccio «ecologico-sociale», elaborato dallo psichiatra croato Vladimir Hudolin (i cui scritti sono disponibili in un'ampia sezione del sito): l'alcolismo viene interpretato come uno stile di vita determinato da molteplici fattori interni ed esterni alla persona, in cui grande peso ha anche la vita familiare. Per questo, a differenza degli AA, si insiste affinché il percorso di riabilitazione sia affrontato dall'alcolista insieme ai membri della sua famiglia o da persone con cui è a stretto contatto nel suo contesto di vita.
Al centro del programma c'è il Club, che comprende fino a un massimo di 12 famiglie di alcolisti e un operatore. Insieme, l'alcolista e la sua famiglia, si impegnano in un percorso che ha per obiettivo il cambiamento del proprio comportamento, non solo in relazione al bere, ma anche in vista di conquistare una qualità migliore di vita nel lavoro e nelle relazioni. Obiettivo dei CAT non è infatti solo o principalmente l'astinenza dalle bevande alcoliche, ma una graduale trasformazione delle relazioni e attitudini verso se stessi e gli altri. A questo fine è importante che nei Club si realizzi un contesto di solidarietà, amicizia, convivenza pacifica.
Poiché l'alcolista è sempre inserito nel contesto di una società, secondo i CAT è importante intervenire anche sulla cultura sanitaria e quindi interagire con istituzioni private e pubbliche per promuovere una sensibilizzazione sui temi di problematiche alcol-correlate. Coerentemente con questi obiettivi, il sito, dalla grafica piacevole, offre una ricca documentazione italiana e internazionale sui danni provocati dall'alcolismo, news dall'Italia e dall'estero sulle attività, le indagini e i rapporti di grandi istituzioni (come la Comunità europea, l'OMS, la Banca Mondiale, il Parlamento italiano, ecc.), una rassegna stampa su vino, birra e altri alcolici.

www.alcol.net
L'Osservatorio Permanente sui Giovani e l'Alcool nasce nel marzo 1991 con l'intento di raccogliere e mettere a disposizione della comunità scientifica e della cittadinanza informazioni scientificamente attendibili sulle modalità di consumo di bevande alcoliche e sulle relative problematiche nella popolazione giovanile italiana. L'Osservatorio realizza le proprie attività scientifiche attraverso un laboratorio al quale collaborano esperti nei vari campi dell'alcologia. Il sito (disponibile anche in inglese) presenta indagini e ricerche sul consumo dell'alcol e sui rischi connessi, una rassegna stampa che comprende anche registrazioni audio e video, un compendio della legislazione italiana correlata all'alcol.

www.dfc.unifi.it/sia
Chi si occupa professionalmente di alcoldipendenza o è interessato al suo studio troverà molto utile il portale della Società Italiana di Alcologia, costituita da operatori (psichiatri, sociologi, medici legali, igienisti, gastroenterologi, psicologi, enologi) che si riconoscono in un approccio multidisciplinare al problema. È possibile scaricare gli atti di congressi e convegni, leggere documenti e relazioni, iscriversi a gruppi di lavoro che trattano varie situazioni collegate all'abuso di alcol: gli effetti sulla guida, il consumo di stupefacenti, i comportamenti criminali, l'impatto della comunicazione sull'abuso di alcolici, ecc. Inoltre è disponibile una sezione con indirizzi e numeri utili di associazioni formative per gli operatori e di accompagnamento per gli alcolisti.