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All'interno del movimento ambientalista italiano, gli studiosi sono concordi nell'identificare tre matrici, o «anime»: quella conservazionista, quella ecologica-politica e quella radicale. La prima si afferma negli anni '50 e '60 del secolo scorso e si pone come obiettivo lo studio e la conservazione dei beni naturali. In quegli anni sorgono tre associazioni ambientaliste che si rifanno a questa matrice: Italia Nostra, il WWF (World Wildlife Fund: Fondo Mondiale per la Natura) e Federnatura (Federazione Nazionale pro Natura). L'«anima» ecologica-politica, discendente dai movimenti sociali di tradizione marxista, emerge successivamente, attorno agli anni '70: la semplice difesa dei beni naturali è considerata illusoria senza un approccio scientifico alle problematiche ambientali, che vengono inquadrate in un'ottica di trasformazione più ampia della società, a partire dal modello di sviluppo industriale. L'organizzazione che più di ogni altra segue questa impostazione è la Lega per l'Ambiente, creata nel 1980 in seno all'ARCI (Associazione Ricreativa Culturale Italiana) e trasformatasi nel 1989 in Legambiente. Infine, l'ambientalismo radicale, di matrice anglosassone, approda in Italia con le proteste su singoli argomenti ambientali e l'introduzione di metodi di azione ereditati dalle lotte per i diritti civili (disobbedienza non violenta, marce, sit-in); è lo stile di associazioni ambientaliste come Amici della Terra (1977) e Greenpeace (1986 in Italia). Dalla fine degli anni '80 ad oggi il movimento ambientalista ha subito trasformazioni, che vanno di pari passo con l'evoluzione delle tematiche ambientali: da un legame più stretto con la scienza e le questioni economiche, cioè con il tema dello sviluppo sostenibile, a una localizzazione delle proteste sempre più particolare e svincolata da soggetti istituzionali, con la nascita di comitati spontanei di cittadini su singole problematiche (ad esempio, quelli contro la TAV in Val di Susa, contro il ponte sullo stretto di Messina, oppure contro l'inquinamento nelle grandi città). In questo nuovo orizzonte, anche le associazioni ambientaliste stanno investendo per modificare la propria capacità di promuovere azioni visibili su scala nazionale e di orientare l'agenda pubblica: la presenza in Internet, attraverso un proprio sito, costituisce una risorsa preziosa in questa direzione. Il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha ufficialmente riconosciuto 64 associazioni di protezione ambientale operanti sul territorio nazionale (L. n. 349/1986, art. 13); fra queste più dell'82% dispone di un proprio sito Internet. Nella nostra breve rassegna abbiamo privilegiato non solo le associazioni ambientaliste più diffuse e conosciute, ma anche quelle rappresentative delle tre «anime», storicamente riconosciute all'interno del movimento italiano: il WWF e Italia Nostra per il conservazionismo; Legambiente per l'ecologia politica; Greenpeace e Amici della Terra come espressione dell'ambientalismo radicale. L'approfondimento dei portali di ciascuna di queste associazioni ci ha permesso di cogliere alcune evoluzioni. In primo luogo, tutte le organizzazioni ambientaliste tendono a trasformarsi nella direzione dello sviluppo sostenibile. Inoltre, mentre per l'associazione Amici della Terra è riscontrabile, fin dalla prima pagina, un tentativo di invertire la rotta rispetto agli atteggiamenti radicali del passato, «mettendo in atto l'ecologia politica», per la sezione italiana di Greenpeace appare confermato il radicalismo di cui è stata espressione fin dalle sue origini. Le associazioni più attente alla conservazione dei beni naturali, come il WWF e Italia Nostra, permangono radicate nella matrice originaria, pur mostrando attenzione nell'affrontare le tematiche ambientali in chiave scientifica (come emerge dai rapporti su singoli argomenti per il WWF e dalla rivista Italia Nostra). Il sito di Legambiente mostra come questa organizzazione abbia conosciuto una maturazione dell'originaria ecologia politica: attualmente è più attenta al cambiamento degli stili di vita dei singoli cittadini che dell'intero sistema economico-produttivo.
www.wwf.it Il portale dell'associazione per la conservazione della natura, affermatasi in Italia a partire dal 1966, si presenta piacevole e diretto nello stile comunicativo. Oltre alla classica sezione dedicata all'identità del WWF, il sito è organizzato in tre settori: il programma e le attività presentati per aree tematiche; «Cosa puoi fare con noi», che offre, tra l'altro, la possibilià di adottare un animale, di sostenere progetti specifici e di proporsi come volontari per le oasi gestite dall'associazione; «News e ricerche», dove è disponibile un certo numero di studi e dossier liberamente scaricabili. Molto ben curato è l'archivio delle oasi: più di 100 aree protette, diffuse in tutta Italia, presentate con una vera e propria «carta d'identità», oltre a tutte le informazioni utili per i visitatori.
www.italianostra.org Con più di 200 sezioni presenti nel territorio nazionale, Italia Nostra è un'associazione che pone la valorizzazione dell'inestimabile patrimonio ambientale e culturale italiano al centro della propria attività. Pertanto, le sezioni del portale si dividono in tre grandi temi: «i beni culturali», con alcune foto rappresentative dei patrimoni perduti, da salvare e salvati, grazie all'intervento dell'associazione; «il territorio», dedicato al paesaggio, all'urbanistica e alle grandi opere; «l'educazione ambientale», in ristrutturazione e quindi non disponibile. Molte altre pagine del sito risultano «in costruzione», mentre interessanti sono le dichiarazioni di Italia Nostra sulle principali grandi opere, come il ponte sullo Stretto o la nuova linea ad alta velocità Venezia-Trieste. Degni di nota sono la rivista, che porta il nome dell'associazione ed offre autorevoli approfondimenti tematici, e gli aggiornati comunicati stampa sulle principali situazioni che risulterebbero minacciare il territorio del nostro Paese.
www.legambiente.com Si tratta del sito dell'associazione ambientalista più diffusa in Italia, non solo per il numero di soci (oltre 115mila), ma per le molteplici campagne informative che da decenni conduce sul territorio nazionale. Agile e completo, il portale offre la possibilità di conoscere in modo approfondito la vasta attività di Legambiente; oltre alle notizie relative all'associazione, si trovano ampie sezioni dedicate alle campagne di informazione, di contro-informazione, di azione, di denuncia e di sensibilizzazione; alla scienza; all'ambiente e alla legalità, con i noti dossier sui rifiuti e sull'ecomafia; alla scuola e alla formazione; ai ragazzi; al volontariato; alle aree protette; al dipartimento internazionale, con l'impegno per la cooperazione e lo sviluppo a livello globale. Per promuovere un modo diverso di fare acquisti, sostenibile per l'ambiente e per l'uomo, è meritevole il Bazar, un vero e proprio negozio on line dove è possibile acquistare, pagando un contribuo minimo, vari prodotti: derivati dalla canapa, del commercio equo-solidale, ma anche giocattoli, cosmesi naturale, oggettistica, ecc.
www.greenpeace.org/italy Accattivante nella grafica, il portale della sezione italiana di Greenpeace dedica ampio spazio alle campagne non violente condotte dall'associazione in materia di foreste, inquinamento, OGM (Organismi Geneticamente Modificati), energia e clima. Negli approfondimenti e nei rapporti su singole tematiche primeggia lo stile inconfondibile di Greenpeace, pungente e direttamente rivolto a multinazionali e Governi che compiono scelte irresponsabili nei confronti dell'ambiente. Da evidenziare la possibilità offerta a chiunque di diventare cyberattivista, cioè di promuovere attraverso la rete le campagne dell'associazione. Molto bello il settore del sito rivolto ai bambini, interamente dedicato alle foreste: «Kids for forests» («Bambini per le foreste») permette di avvicinare i più piccoli alle principali foreste del mondo (Africa, Amazzonia, Finlandia, Canada, Foresta del Paradiso nel Sud-Est asiatico, Russia e Cile), ai popoli e agli animali che le abitano e a problematiche quali il taglio del legname e i diritti violati delle popolazioni indigene. Apprezzabili, infine, due approfondimenti sull'incidente chimico di Bhopal del 1984 e sul ventesimo anniversario di Greenpeace Italia, con una cronologia annuale dei principali avvenimenti ambientali nel mondo.
www.amicidellaterra.it Semplice ed essenziale, il sito mette in evidenza, fin dalla prima pagina, le iniziative e i numerosi progetti promossi dall'Associazione «Amici della Terra-Italia»: dal risparmio energetico, al commercio internazionale, dalle vacanze ed escursioni alla tutela del mare a quella degli animali. Sebbene sia possibile visionare l'elenco completo delle pubblicazioni dell'Associazione dal 1977 ad oggi, nessuna di queste è disponibile on line in versione elettronica. Non sempre aggiornato con puntualità - l'ultimo comunicato stampa è dell'ottobre 2004 - il portale rischia di penalizzare l'operato dell'associazione.
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