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La tratta o traffico degli esseri umani è un fenomeno tristemente noto nella storia dell'umanità, secondo modalità e contesti diversi, che si è drammaticamente riproposto in Europa soprattutto a seguito dei massicci fenomeni migratori da Est a Ovest e da Sud a Nord. La sua caratterizzazione deve tener conto di diversi elementi, sintetizzati nella descrizione fornita all'art. 3 del Protocollo sulla tratta degli esseri umani (dicembre 2000), aggiuntivo alla Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale (2000): «"Tratta di persone" indica il reclutamento, trasporto, trasferimento, l'ospitare o accogliere persone, tramite l'impiego o la minaccia di impiego della forza o di altre forme di coercizione, di rapimento, frode, inganno, abuso di potere o di una posizione di vulnerabilità o tramite il dare o ricevere somme di denaro o vantaggi per ottenere il consenso di una persona che ha l'autorità su un'altra a scopo di sfruttamento. Lo sfruttamento comprende, come minimo, lo sfruttamento della prostituzione altrui o altre forme di sfruttamento sessuale, il lavoro forzato o prestazioni forzate, schiavitù o pratiche analoghe, l'asservimento o il prelievo di organi»
(www.uncjin.org). Due elementi vanno sottolineati. In primo luogo, come ribadito anche dal Piano dell'UE sulle migliori pratiche, le norme e le procedure per contrastare e prevenire la tratta di esseri umani (2005/C 311/01), il traffico di esseri umani (trafficking in human beings) si distingue dal favoreggiamento dell'immigrazione clandestina (smuggling of migrants), mirante a ottenere un beneficio dal trasporto e ingresso illegale di una persona in un altro Stato, mentre la tratta di esseri umani ricorre a metodi coercitivi o ingannevoli e mantiene le vittime in una condizione di schiavitù. In secondo luogo, la tratta di esseri umani non è legata solo al loro sfruttamento sessuale, ma comprende sfruttamento del lavoro, vessazioni domestiche, ricatti e violenze di ogni sorta. Ciò precisato, resta vero che in Italia la riduzione in schiavitù a fini di sfruttamento della prostituzione costituisce l'espressione statisticamente più massiccia della tratta. Fenomeno, dati statistici, legislazione, azione di contrasto, assistenza alle vittime: sono il contenuto dei siti qui segnalati, mai come in questo caso - data la consistente presenza numerica in rete - con criterio puramente esemplificativo e in alcun modo esclusivo.
www.nuoveschiavitu.it
Si tratta, a nostro parere, del più qualificato portale italiano sulla tratta. Curato congiuntamente dal CESTIM (Centro Studi Immigrazione) e dal MLAL (Movimento Laici America Latina) di Verona, è particolarmente aggiornato e aperto su un ampio scenario internazionale. Riporta fatti di cronaca, disposizioni legislative, iniziative sociali, progetti di ONG per il contrasto della tratta nelle sue varie forme e in diversi Paesi. Tra i principali suoi meriti, un'accurata differenziazione e descrizione dei fenomeni: tratta in generale, tratta di donne, di bambini, di migranti, lavoro forzato, ecc. Una costruzione di pregevole chiarezza concettuale, insieme a una grafica di eccellente funzionalità, assicurano una navigazione istruttiva e veloce.
www.cestim.it
Sito ufficiale del Centro Studi Immigrazione (CESTIM), si definisce nella home page come «Sito di documentazione sui fenomeni migratori», corrispondendo nei fatti egregiamente a tale dichiarata mission. L'ampia sezione dedicata al «traffico di migranti» (una delle tante in cui si ripartisce il sito) riporta corposi dossier di ricerche e documenti sul traffico di stranieri in Italia, in Europa e negli altri continenti, approfondendo in particolare il tema del traffico di donne e minori a scopo di sfruttamento sessuale. Costituisce un riferimento imprescindibile, anche per i suoi qualificati link.
http://victimsoftrafficking.esclavage moderne.org/IT/index.html
Segnalato nella sua versione italiana, questo sito è realizzato nell'ambito del Programma Daphne della Commissione europea con l'obiettivo di monitorare e diffondere i modelli e le procedure di assistenza e protezione delle vittime della tratta, in vista del loro inserimento nei Paesi di accoglienza o della loro reintegrazione nei Paesi d'origine. Indirizzandosi in particolare alle ONG e alle associazioni che operano a favore delle vittime, annovera tra i partner del progetto diversi organismi e associazioni, tra i quali l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, l'Associazione «On the Road», l'Ufficio Pastorale Migranti Caritas di Torino. Purtroppo carente quanto all'aggiornamento, risulta comunque interessante soprattutto per la segnalazione dei programmi di protezione e assistenza delle vittime nei Paesi di accoglienza o di reinserimento, come pure per la lista delle associazioni attive a livello europeo e della legislazione nei vari Paesi.
www.trattano.it
Ancora un sito sulla tratta prodotto con i finanziamenti dell'Unione Europea nell'ambito del progetto Equal «TrattaNo». Il sito intende essere un portale (affiancato da diverse altre iniziative, come seminari, campagne di informazione, ecc.) teso a promuovere modelli innovativi di informazione strategica e di educazione alla legalità in ordine alla tratta, e punta in primo luogo a diffondere una visione del problema fondata su una corretta conoscenza del fenomeno, liberata da atteggiamenti pietistici o discriminatori. Il progetto, come indicato dal sito (ancora in fase di costruzione), intende attuare una strategia di approccio multipla: orizzontale, coinvolgendo attori sociali e realtà operative di intervento; verticale, impegnando enti e istituzioni; circolare, informando e sensibilizzando il contesto territoriale.
www.progettoroxana.it
La lotta alla tratta presuppone, insieme, un'azione di contrasto a opera (anzitutto, ma non solo) delle forze di polizia e il sostegno alle vittime che tentano di affrancarsi dalla schiavitù. Il sito del Progetto Roxana è legato all'attività di assistenza e integrazione sociale delle vittime della tratta - mediante opera di informazione, orientamento, formazione, inserimento socio-lavorativo - realizzata dalla Provincia di Foggia in collaborazione con altri soggetti, tra i quali Comune, Prefettura, Questura, ASL di Foggia, unitamente a Diocesi di Foggia, Associazione Papa Giovanni XXIII e USMI (Unione Superiore Maggiori d'Italia) allo scopo di aiutare le strutture religiose ad aprirsi all'accoglienza delle prostitute che vogliono uscire dal giro. Il sito, uno dei più validi nel suo ambito (ma non certo l'unico: si vedano, tra i tanti, anche l'eccellente
www.life-torino.it), illustra concretamente il progetto e insieme offre anche un buon repertorio informativo generale sul fenomeno della tratta e sull'azione di contrasto.
www.reginapacis.org
L'azione della Fondazione Regina Pacis, facente capo all'Arcidiocesi di Lecce, costituisce il contenuto di questo sito e, nella tipologia delle presenze in rete sin qui segnalate, vanta un valore aggiunto specifico. Lungimirante intuizione della Fondazione Regina Pacis, infatti, è stata quella di aver iniziato, ormai da diversi anni, un'azione di contrasto alla tratta già nei Paesi di provenienza delle vittime, in particolare in Moldavia e in Ucraina, dove la Fondazione ha proprie sedi per il sostegno alle donne che fanno rientro in patria, la promozione di campagne informative contro la tratta, la promozione di uno sviluppo locale, l'assistenza a ragazzi di strada e ad anziani in condizioni di grave indigenza.
www.ristretti.it
La tratta raccontata dalle vittime, in particolare da coloro che sono giunti anche a contrarre debiti con la giustizia, è la testimonianza di questo meritevole sito, gestito dalla Casa di reclusione di Padova e dall'Istituto di pena femminile della Giudecca a Venezia, con un'ampia sezione dedicata alla tratta.
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