In rete - febbraio 2006

Lotta al racket

Massimo Massaro
di «Aggiornamenti Sociali»
(Redazione di Palermo)

 

«Non sono un pazzo, sono un imprenditore e non mi piace pagare. Non condivido le mie scelte con i mafiosi, faccio l'imprenditore da tanti anni e voglio rimanere libero»: così l'imprenditore palermitano Libero Grassi esprimeva il suo rifiuto di cedere al ricatto delle estorsioni nel corso di un programma televisivo trasmesso qualche mese prima della sua uccisione avvenuta il 29 agosto 1991 per mano della mafia.
Da quel giorno che cosa è cambiato? È mutata la consapevolezza degli imprenditori e dei commercianti circa la pericolosità sociale di tale fenomeno? I dati diffusi dal Rapporto 2005 dell'associazione «SOS Impresa» non inducono all'ottimismo: nel nostro Paese sarebbero circa 160mila i commercianti taglieggiati con un costo annuo di 6 miliardi di euro.
Inoltre, da fenomeno legato al Mezzogiorno, il «pizzo» si va trasformando in un business per la criminalità anche nelle Regioni centro-settentrionali: sempre secondo il medesimo Rapporto, il 5% delle imprese in Lombardia, Piemonte ed Emilia-Romagna e il 10% delle aziende operanti nel Lazio e in Abruzzo si piegano di fronte alle pressioni degli estorsori. Si tratta certamente di numeri non comparabili al 70% delle imprese siciliane o al 50% di quelle calabresi, ma, in ogni caso, rappresentano un chiaro campanello d'allarme.
Internet sembra non riflettere la diffusione delle pratiche estorsive nelle Regioni fino a qualche anno fa estranee al problema: i siti qui illustrati sono rappresentativi, infatti, di realtà situate esclusivamente nell'Italia meridionale. La presunzione che si tratti di una questione relativa alle sole Regioni del Sud e una certa volontà di rimozione possono portare a una sottovalutazione del problema, nonostante che, negli ultimi anni, diversi studi abbiano evidenziato le infiltrazioni della criminalità nel tessuto economico di zone del Nord e del Centro Italia. La speranza è allora che venga superato, in qualsiasi parte del Paese, quel sentimento di rassegnazione e paura ben rappresentato dall'affermazione di alcuni esponenti di Cosa Nostra e raccolto nel corso di un'intercettazione telefonica: «Qui a Brancaccio (quartiere di Palermo, ndr) non si salvano neanche i chiodi. Tutti pagano».

http://spazioinwind.libero.it/anti racket/index.htm
Il Commissario per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura viene nominato dal Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell'Interno. Nell'attività di coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura sul territorio nazionale, il Commissario presiede il Comitato di solidarietà per le vittime dell'estorsione e dell'usura, che si occupa di valutare le richieste di accesso ai benefici del Fondo di solidarietà istituito specificamente nel 1991 per le vittime dell'estorsione. Il sito dedicato a tale organo non è particolarmente aggiornato: la raccolta delle relazioni del Commissario si ferma al 2001; dello stesso anno è anche il documento più recente della rassegna stampa. Una sezione è dedicata alle norme vigenti contro l'estorsione e l'usura: due i formati disponibili - HTML e PDF - dei documenti che riproducono le norme scaricabili dai visitatori.

www.interno.it/news/articolo.php?idarticolo=16345
Più ricca appare la sezione del sito del Ministero dell'Interno dedicata al racket e all'usura: attraverso un linguaggio chiaro e diretto, il sito intende fornire una serie di informazioni operative a quanti vogliono richiedere l'intervento delle Forze dell'ordine. È possibile così scaricare i moduli di domanda di concessione mutuo o di accesso al Fondo di solidarietà per le vittime dell'estorsione. Inoltre, viene illustrata l'attività dell'Ufficio relazioni con il pubblico, raggiungibile anche attraverso il numero verde 800.999.000. Tabelle e altri documenti scaricabili illustrano gli obiettivi perseguiti da tale servizio.

www.antiracket.it
È il sito delle associazioni antiracket napoletane che aderiscono alla Federazione delle associazioni antiracket e antiusura italiane (FAI) e dell'associazione «Mediterraneo» che associa i volontari degli sportelli antiusura del Comune di Napoli. Dalla home page si raggiunge una serie di sezioni contenenti indicazioni per quanti desiderano denunciare richieste estorsive: numero telefonico e indirizzo e-mail sono a disposizione di quanti non vogliono cedere al ricatto del racket. Ricca la sezione dedicata agli incontri e ai convegni organizzati dal cartello di associazioni coinvolte: segno questo di una certa vivacità delle iniziative intraprese. Utile appare, infine, la serie di link che riporta una lista di soggetti impegnati, a vario titolo e con particolare riferimento alla Campania, nella lotta contro le estorsioni.

www.fondazioneacio.org
Il sito, ancora in gran parte in costruzione, merita di essere segnalato perché appartiene alla prima associazione antiracket creata in Italia: si tratta dell'Associazione commercianti e imprenditori orlandini (ACIO), nata nel 1990 a Capo d'Orlando (ME). Secondo le scarne notizie rinvenibili sul sito, si apprende che l'associazione è attualmente impegnata in alcune iniziative volte a diffondere la cultura della legalità, soprattutto tra le giovani generazioni, e nell'organizzazione di incontri di presentazione di volumi su tematiche inerenti alla lotta alla mafia e al contrasto del fenomeno delle estorsioni.

www.sosimpresa.it
«SOS Impresa» è una rete composta da associazioni locali presenti attualmente in alcune città italiane e nate su iniziativa di un gruppo di commercianti impegnati nella difesa della libertà di impresa e nella lotta contro le estorsioni. Tre i principali ambiti di intervento: aiuto alle vittime, grazie alla costituzione di appositi sportelli; costituzione di parte civile in procedimenti penali in cui sono coinvolti presunti estorsori; educazione alla legalità, attraverso un'opera di sensibilizzazione, mirata soprattutto agli studenti, sul fenomeno del racket. Nel sito, caratterizzato da una struttura semplice e non particolarmente innovativa, è presente una sezione di notizie legate al problema della criminalità e una sulle attività che elenca le principali iniziative intraprese: pubblicazioni, convegni e manifestazioni volte a sensibilizzare l'opinione pubblica.

www.cuntrastamu.org
Molto curato il sito dell'associazione romana «Cuntrastamu», che trae la sua denominazione dal termine che in siciliano significa «resistiamo», «andiamo avanti» e che, tra le sue attività, annovera iniziative di sensibilizzazione al problema del racket e delle estorsioni. Per la documentata riflessione su «idee, pensieri, proposte, domande» (come recita il sottotitolo), il sito consente di conoscere meglio la criminalità organizzata in Italia. Una aggiornata rassegna stampa raccoglie notizie inerenti all'universo mafioso. Ricca appare la sezione dedicata agli speciali dove, tra l'altro, è possibile leggere un'intervista a una imprenditrice napoletana che ha avuto il coraggio di denunciare gli estorsori e ascoltare gli interventi dei partecipanti a una manifestazione finalizzata alla creazione di un'associazione antiracket a Gela. Tra le numerose sezioni, il sito offre anche una chat, un osservatorio sui media e un blog.

www.addiopizzo.org
«Un intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità»: è la frase che i palermitani hanno letto il 29 giugno 2004 su centinaia di adesivi listati a lutto e attaccati nelle vie della città. L'iniziativa, partita in un primo tempo in forma anonima, fu presa dal comitato «Addio pizzo» che nel frattempo ha deciso di uscire allo scoperto e presentarsi all'opinione pubblica: il sito web (che prevede anche versioni in lingua francese, inglese e spagnola) rientra anch'esso in questa ricerca di maggiore visibilità. I visitatori possono partecipare attivamente ai progetti del comitato, scaricando gli adesivi contro il racket o aderendo al manifesto per la legalità e lo sviluppo con cui il cittadino-consumatore si impegna a scegliere prodotti e servizi di negozianti, imprenditori e professionisti che non pagano il pizzo o che hanno denunciato richieste di estorsione. Il sito offre inoltre una galleria fotografica che testimonia le attività promosse dal comitato. Per i contatti, è stata predisposta un'apposita e-mail: <coraggiosicilia@hotmail.com>.