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«Non sono un pazzo, sono un imprenditore e non mi piace pagare. Non
condivido le mie scelte con i mafiosi, faccio l'imprenditore da tanti anni
e voglio rimanere libero»: così l'imprenditore palermitano
Libero Grassi esprimeva il suo rifiuto di cedere al ricatto delle estorsioni
nel corso di un programma televisivo trasmesso qualche mese prima della
sua uccisione avvenuta il 29 agosto 1991 per mano della mafia.
Da quel giorno che cosa è cambiato? È mutata la consapevolezza
degli imprenditori e dei commercianti circa la pericolosità sociale
di tale fenomeno? I dati diffusi dal Rapporto 2005 dell'associazione
«SOS Impresa» non inducono all'ottimismo: nel nostro Paese sarebbero
circa 160mila i commercianti taglieggiati con un costo annuo di 6 miliardi
di euro.
Inoltre, da fenomeno legato al Mezzogiorno, il «pizzo» si va
trasformando in un business per la criminalità anche nelle
Regioni centro-settentrionali: sempre secondo il medesimo Rapporto,
il 5% delle imprese in Lombardia, Piemonte ed Emilia-Romagna e il 10% delle
aziende operanti nel Lazio e in Abruzzo si piegano di fronte alle pressioni
degli estorsori. Si tratta certamente di numeri non comparabili al 70% delle
imprese siciliane o al 50% di quelle calabresi, ma, in ogni caso, rappresentano
un chiaro campanello d'allarme.
Internet sembra non riflettere la diffusione delle pratiche estorsive nelle
Regioni fino a qualche anno fa estranee al problema: i siti qui illustrati
sono rappresentativi, infatti, di realtà situate esclusivamente nell'Italia
meridionale. La presunzione che si tratti di una questione relativa alle
sole Regioni del Sud e una certa volontà di rimozione possono portare
a una sottovalutazione del problema, nonostante che, negli ultimi anni,
diversi studi abbiano evidenziato le infiltrazioni della criminalità
nel tessuto economico di zone del Nord e del Centro Italia. La speranza
è allora che venga superato, in qualsiasi parte del Paese, quel sentimento
di rassegnazione e paura ben rappresentato dall'affermazione di alcuni esponenti
di Cosa Nostra e raccolto nel corso di un'intercettazione telefonica: «Qui
a Brancaccio (quartiere di Palermo, ndr) non si salvano neanche i
chiodi. Tutti pagano».
http://spazioinwind.libero.it/anti
racket/index.htm
Il Commissario per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura
viene nominato dal Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell'Interno.
Nell'attività di coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura
sul territorio nazionale, il Commissario presiede il Comitato di solidarietà
per le vittime dell'estorsione e dell'usura, che si occupa di valutare le
richieste di accesso ai benefici del Fondo di solidarietà istituito
specificamente nel 1991 per le vittime dell'estorsione. Il sito dedicato
a tale organo non è particolarmente aggiornato: la raccolta delle
relazioni del Commissario si ferma al 2001; dello stesso anno è anche
il documento più recente della rassegna stampa. Una sezione è
dedicata alle norme vigenti contro l'estorsione e l'usura: due i formati
disponibili - HTML e PDF - dei documenti che riproducono le
norme scaricabili dai visitatori.
www.interno.it/news/articolo.php?idarticolo=16345
Più ricca appare la sezione del sito del Ministero dell'Interno dedicata
al racket e all'usura: attraverso un linguaggio chiaro e diretto,
il sito intende fornire una serie di informazioni operative a quanti vogliono
richiedere l'intervento delle Forze dell'ordine. È possibile così
scaricare i moduli di domanda di concessione mutuo o di accesso al Fondo
di solidarietà per le vittime dell'estorsione. Inoltre, viene illustrata
l'attività dell'Ufficio relazioni con il pubblico, raggiungibile
anche attraverso il numero verde 800.999.000. Tabelle e altri documenti
scaricabili illustrano gli obiettivi perseguiti da tale servizio.
www.antiracket.it
È il sito delle associazioni antiracket napoletane che aderiscono
alla Federazione delle associazioni antiracket e antiusura italiane (FAI)
e dell'associazione «Mediterraneo» che associa i volontari degli
sportelli antiusura del Comune di Napoli. Dalla home page si raggiunge
una serie di sezioni contenenti indicazioni per quanti desiderano denunciare
richieste estorsive: numero telefonico e indirizzo e-mail sono a
disposizione di quanti non vogliono cedere al ricatto del racket.
Ricca la sezione dedicata agli incontri e ai convegni organizzati dal cartello
di associazioni coinvolte: segno questo di una certa vivacità delle
iniziative intraprese. Utile appare, infine, la serie di link che
riporta una lista di soggetti impegnati, a vario titolo e con particolare
riferimento alla Campania, nella lotta contro le estorsioni.
www.fondazioneacio.org
Il sito, ancora in gran parte in costruzione, merita di essere segnalato
perché appartiene alla prima associazione antiracket creata in Italia:
si tratta dell'Associazione commercianti e imprenditori orlandini (ACIO),
nata nel 1990 a Capo d'Orlando (ME). Secondo le scarne notizie rinvenibili
sul sito, si apprende che l'associazione è attualmente impegnata
in alcune iniziative volte a diffondere la cultura della legalità,
soprattutto tra le giovani generazioni, e nell'organizzazione di incontri
di presentazione di volumi su tematiche inerenti alla lotta alla mafia e
al contrasto del fenomeno delle estorsioni.
www.sosimpresa.it
«SOS Impresa» è una rete composta da associazioni locali
presenti attualmente in alcune città italiane e nate su iniziativa
di un gruppo di commercianti impegnati nella difesa della libertà
di impresa e nella lotta contro le estorsioni. Tre i principali ambiti di
intervento: aiuto alle vittime, grazie alla costituzione di appositi sportelli;
costituzione di parte civile in procedimenti penali in cui sono coinvolti
presunti estorsori; educazione alla legalità, attraverso un'opera
di sensibilizzazione, mirata soprattutto agli studenti, sul fenomeno del
racket. Nel sito, caratterizzato da una struttura semplice e non
particolarmente innovativa, è presente una sezione di notizie legate
al problema della criminalità e una sulle attività che elenca
le principali iniziative intraprese: pubblicazioni, convegni e manifestazioni
volte a sensibilizzare l'opinione pubblica.
www.cuntrastamu.org
Molto curato il sito dell'associazione romana «Cuntrastamu»,
che trae la sua denominazione dal termine che in siciliano significa «resistiamo»,
«andiamo avanti» e che, tra le sue attività, annovera
iniziative di sensibilizzazione al problema del racket e delle estorsioni.
Per la documentata riflessione su «idee, pensieri, proposte, domande»
(come recita il sottotitolo), il sito consente di conoscere meglio la criminalità
organizzata in Italia. Una aggiornata rassegna stampa raccoglie notizie
inerenti all'universo mafioso. Ricca appare la sezione dedicata agli speciali
dove, tra l'altro, è possibile leggere un'intervista a una imprenditrice
napoletana che ha avuto il coraggio di denunciare gli estorsori e ascoltare
gli interventi dei partecipanti a una manifestazione finalizzata alla creazione
di un'associazione antiracket a Gela. Tra le numerose sezioni, il sito offre
anche una chat, un osservatorio sui media e un blog.
www.addiopizzo.org
«Un intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità»:
è la frase che i palermitani hanno letto il 29 giugno 2004 su centinaia
di adesivi listati a lutto e attaccati nelle vie della città. L'iniziativa,
partita in un primo tempo in forma anonima, fu presa dal comitato «Addio
pizzo» che nel frattempo ha deciso di uscire allo scoperto e presentarsi
all'opinione pubblica: il sito web (che prevede anche versioni in
lingua francese, inglese e spagnola) rientra anch'esso in questa ricerca
di maggiore visibilità. I visitatori possono partecipare attivamente
ai progetti del comitato, scaricando gli adesivi contro il racket
o aderendo al manifesto per la legalità e lo sviluppo con cui il
cittadino-consumatore si impegna a scegliere prodotti e servizi di negozianti,
imprenditori e professionisti che non pagano il pizzo o che hanno denunciato
richieste di estorsione. Il sito offre inoltre una galleria fotografica
che testimonia le attività promosse dal comitato. Per i contatti,
è stata predisposta un'apposita e-mail: <coraggiosicilia@hotmail.com>.
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