Lessico oggi - novembre 2005

Blog

Antonino Siino
Responsabile di BlogItalia;
dottorando in Sociologia, Territorio e Sviluppo rurale

 


Un blog è un sito web che, riprendendo alcuni aspetti del diario cartaceo e beneficiando della multimedialità, contiene frasi, articoli, racconti, poesie, foto, video e collegamenti organizzati in ordine cronologico (dal più recente al meno recente) e aggiornati di frequente. Non tutti gli elementi elencati devono essere necessariamente presenti. Il blog può essere a ragione definito un «diario virtuale», ma tale definizione rischia di creare un equivoco e di far sì che i blog vengano ricollegati ai diari di vita (o adolescenziali). È maggiormente corretto, invece, parlare di diario nel senso di «diario intellettuale». Blog è la forma contratta di weblog, che letteralmente significa «registro cronologico di ciò che avviene, riportato sul web». Alcune caratteristiche largamente diffuse (e per molti versi identificative) sono la presenza di un collegamento permanente al singolo «articolo» (post), l'ordine cronologico dei post, un aggiornamento frequente, la presenza dei feed RSS (un popolare formato che rende possibile l'accesso ai contenuti del blog anche non accedendo al sito vero e proprio) e la presenza di un archivio.
Chiunque può gestire un blog, possedendo competenze minori rispetto a quelle necessarie per realizzare una homepage personale. Il blog è raggiungibile tramite un indirizzo ed è navigabile come qualunque sito Internet. Da qualche anno è possibile accedere ai contenuti dei blog anche attraverso i feed aggregator (programmi che mostrano in un'unica finestra i contenuti di blog diversi).
Si tratta perciò di un'idea semplice, ma efficace, diffusasi velocemente e capace di attirare anche gli interessi delle imprese in cerca della killer application di Internet, termine che indica quei programmi che permettono di trasformare in profitti la trasposizione dell'idea in prodotto commerciale. Come spesso è accaduto, però, risulta difficile individuare le tendenze di un medium troppo dinamico per essere imbrigliato con metodi di ricerca tratti da altri contesti.

Come nascono i blog
Il primo weblog così chiamato comparve probabilmente nel 1997: in dicembre Jorn Barger (<www.robotwisdom.com>) rese nota, in alcuni gruppi di discussione, la sua iniziativa di cominciare a tenere un log pubblico che raccogliesse brevi commenti giornalieri sulle sue navigazioni. In realtà il primato è contestato. Nel 1999 Peter Merholz (<www.peterme.com>) propose la versione contratta del termine poi divenuta di uso comune: blog.
Alcuni blog nascono per rendere pubbliche le ultime informazioni relative a una persona, un'impresa, un tema o un'idea, altri contengono poesie, racconti e saggi, altri ancora vogliono facilitare il coordinamento tra più persone che lavorano a un progetto comune (seguirne l'evoluzione risulta più semplice che per e-mail). Si può iniziare a scrivere su un blog per comunicare ciò che si ha in mente, seguendo un singolo tema specifico oppure molti. Un blog può essere professionale o ludico, o entrambe le cose insieme.

Aprire un blog
Dal 2000 in poi nascono dei siti che permettono di realizzare i blog senza specifiche competenze, come Blogger (<www.blogger.com>), acquistato poi dal motore di ricerca Google, e Splinder (<www.splinder.com>). Su questi siti basta effettuare la registrazione e scegliere l'aspetto grafico selezionando un template (uno schema-tipo). Fatto questo si è già on-line, senza aver scritto una riga di codice. L'obiettivo, quindi, non riguarda tanto la possibilità di esprimere la propria opinione on-line, già ampiamente realizzabile con le pagine web, ma con alcune difficoltà legate alla necessaria conoscenza del codice HTML o di un programma che permetta di realizzare una pagina web. La vera rivoluzione dei blog consiste nell'estrema semplicità e rapidità con cui si creano e si gestiscono.
Il fenomeno blog ha riscosso un successo senza precedenti. Nel giugno 2005 i blog attivi in Italia erano circa 384mila (il numero è relativo alla somma dei dati comunicati dai gestori delle piattaforme MSN Spaces, Splinder, Excite Blog, Bloggers.it, Tim i.blog, Il Cannocchiale, Aruba e iobloggo.com, quindi la quantità reale di blog italiani è probabilmente molto maggiore), mentre nel gennaio 2005, secondo una stima, il numero di blog attivi nel mondo superava i 34,5 milioni.

Blog e terminologia
Una macroclassificazione per argomenti dei blog ci permette di distinguere tra blog orizzontali e blog verticali: i blog orizzontali si occupano di molti temi, anche eterogenei; i blog verticali «coprono» un solo tema o più temi destinati a un pubblico omogeneo (ad esempio i «tecnofili», gli avvocati, ecc.). Le tassonomie sono ardue e spesso inutili in un contesto in cui le informazioni sono raggruppate più spesso per persone che per temi. Tuttavia si può parlare di blog fotografici (fotoblog), blog specificamente aziendali (corporate blog e k-log, abbreviazione di knowledge blog, destinati a diffondere informazioni tra dipendenti di un'impresa), blog aggiornabili dal telefono cellulare (moblog, da mobile blog) e blog contenenti prevalentemente contenuti video (vlog, da video blog). Molto suggestiva è invece la distinzione proposta da Giorgio Nova, che distingue tra «cacciatori» («quelli che esplorano la rete - la selva delle informazioni - e portano a casa le loro prede informative»), «tessitori» («più portati ad aggregare informazioni diverse, a costruire trame, a fare tessuto, chi tra le informazioni, chi tra i blog»), «sciamani» (che «hanno poteri superiori e di guarigione: in sintesi sono coloro che sono in grado di costruire trame e tessuti sulla base di limitatissimi dati di partenza») e «accampamenti» («sono i luoghi da cui partiamo», cioè blog sui blog).

La «blogosfera»
I blog hanno gradualmente intessuto rapporti reciproci creando una rete di collegamenti che viene definita «blogosfera». Il termine è stato probabilmente creato ironicamente da Brad L. Graham e poi ripreso più seriamente da William Quick. Questa «tela» di rapporti è sottesa alla comunità dei blogger o, meglio, alla loro rete sociale. Proprio a tal proposito Peter Kaminski scrive: «il blog è una applicazione del network sociale che rappresenta l'elemento singolo del sistema: l'individuo». I blogger si scambiano collegamenti, si leggono l'un l'altro e spesso danno il via a discussioni ipertestuali che proseguono di blog in blog. Non di rado le reti che nascono hanno effetti anche nella vita. A prescindere dalla propagazione degli effetti delle relazioni nel «meatspace» (il mondo fisico), il contatto con persone e mondi diversi porta comunque alla formazione di capitale sociale e crea un vantaggio competitivo. Nella blogosfera si manifestano logiche collaborative, concorrenziali per l'allocazione di risorse (la reputazione, ad esempio) e di influenza.
Giuseppe Granieri ha proposto un modello di comunicazione in cui la blogosfera viene rappresentata come una sorta di piramide con una base diffusa e costituita da blogger meno noti e che trattano i temi con minore approfondimento e propositività e un vertice costituito da «leader cognitivi», spesso con funzioni di stimolo e di snodo delle informazioni nella rete della blogosfera. Vi sarebbero principalmente tre flussi comunicativi. Il primo (ascendente) racchiuderebbe temi lanciati dalla base e ripresi - autorevolmente - dai leader cognitivi; il secondo (discendente) racchiuderebbe temi proposti dal vertice e ripresi a vari livelli; il terzo sarebbe trasversale e vedrebbe lo stesso tema propagarsi tra i blog e arricchirsi di approfondimenti e riflessioni aggiuntive.

Blogosfera e sfera pubblica
La parola blogosfera richiama alla mente la sfera pubblica teorizzata da Jürgen Habermas: uno spazio in cui le opinioni si diffondono e nasce un dibattito razionale e costruttivo su temi di interesse pubblico potenzialmente capace di influenzare la politica. Habermas si riferiva prevalentemente ai caffè degli intellettuali ottocenteschi, ma è possibile trasporre la sua intuizione nel futuro e, anche se non immediatamente, in Internet. Gianpietro Mazzoleni, commentando Habermas, scriveva sul mercato delle idee liberale classico nordamericano che «il cittadino, grazie all'accesso a una pluralità di fonti informative e all'esposizione a opinioni differenti sulle questioni pubbliche, può formarsi proprie idee e visioni sulle issues più importanti, attrezzandosi in tal modo a partecipare alla vita politica». Probabilmente i tempi non sono ancora maturi, ma non appare del tutto peregrina una visione di Internet come traduzione attualizzata della sfera pubblica habermasiana.
La blogosfera si sta rivelando una sorta di laboratorio di sperimentazione di questa sfera pubblica attualizzata. Negli Stati Uniti ciò è particolarmente evidente. I blogger, spesso bruciando sul tempo i media tradizionali, hanno imposto o rivitalizzato riflessioni e notizie. Negli Stati Uniti una notizia enfatizzata dai blogger ha portato alle dimissioni di Trent Lott, leader dei Repubblicani al Senato. Trent Lott, in occasione del centesimo compleanno di Strom Thurmond (che nel 1948 si era candidato alle elezioni presidenziali con un partito segregazionista), aveva pronunciato un discorso razzista. Josh Marshall, giornalista liberale, collaboratore di testate on-line e curatore di Talking Points Memo (<www.talkingpointsmemo.com>), uno dei weblog politici più letti, riprese la notizia passata in sordina sui media americani. Andrew Sullivan e David Frum della National Review, vicini ai Repubblicani, chiesero le dimissioni del senatore e lo stesso Bush prese le distanze da Lott, che fu costretto a dimettersi. Furono ancora i blogger americani ad accorgersi che Bush, durante i dibattiti televisivi, portava un auricolare e misero sotto accusa Dan Rather, lo storico anchorman della CBS, che aveva dato credito a una notizia infondata su presunti favoritismi a Bush durante la sua permanenza nell'esercito. Rather fu costretto a dimettersi.
Anche in Italia i blogger cominciano ad avere un peso mediatico e politico: recente è il caso di Gianluca Neri che nel suo blog (<www.macchianera.net>) ha svelato gli omissis del dossier Calipari, maldestramente criptato dagli americani. Una virulenta campagna dei blogger contro il blog di Romano Prodi (accusato di aver adottato il nome blog senza aver colto lo spirito e le caratteristiche basilari dello strumento) ha portato Prodi alla chiusura dello stesso dopo poco più di un mese. Sono alcuni esempi di come i blog possano contribuire al processo democratico. Discussioni più diffuse su temi complessi (che media come la TV non favoriscono, per non parlare delle barriere all'ingresso dei media tradizionali) possono portare a un maggiore coinvolgimento politico di un cittadino sempre più «monitorante».


Per saperne di più

GRANIERI G., Blog generation, Laterza, Roma-Bari 2005.
MAISTRELLO S., Come si fa un blog, Tecniche Nuove, Roma 2004.
SIINO A., Blog glossario, in BlogItalia, <www.blogitalia.it/blog_glossario.asp>.
SPADARO A., «Il fenomeno "blog"», in La Civiltà Cattolica, 3 (2005) 234-247.