Lessico oggi - giugno 2005

E-learning

Patrizia Di Majo
Esperta in tecnologie per la formazione a distanza (FAD)

 


Il termine e-learning è entrato nell'uso comune, assieme ad altri neologismi, verso la fine degli anni '90, nel momento in cui Internet sembrava il nuovo Eldorado dell'economia occidentale. Così si affermarono una moltitudine di nuove parole inglesi, accomunate tutte dal prefisso «e»: e-business, e-commerce, e-government, e-society, e così via.
Letteralmente e-learning significa electronic learning («apprendimento per via elettronica»), ma questa locuzione è fortemente limitativa; in realtà il concetto sta a indicare tutte quelle modalità didattiche che utilizzano le tecnologie della comunicazione e dell'informazione per creare conoscenza superando i consueti limiti di spazio e di tempo.
L'e-learning ha origine dal più antico distance learning, che in Italia è usualmente tradotto con «Formazione a Distanza» (FAD). Questa ha alle sue spalle oltre un secolo di storia, che la letteratura è solita dividere in tre generazioni.
La prima risale alla fine del XIX secolo. Si caratterizzava per l'uso della corrispondenza ordinaria e per una interazione tra docente e studente che si esauriva nello scambio di elaborati.
La seconda generazione, affermatasi alla fine degli anni '60, ma in parte viva ancora oggi, tendeva a utilizzare diversi media, quali stampa, televisione, radio, software didattico. Tra docenti e allievi le interazioni erano rare e avvenivano tramite mezzi allora nuovi come il telefono, il fax e, più di recente, la posta elettronica.
La terza generazione si è imposta in questi ultimi quindici anni. È caratterizzata dall'uso delle reti telematiche sia per trasmettere materiali sia per dare vita a processi di apprendimento collaborativo.
L'e-learning, dunque, è il risultato di un percorso di sviluppo della formazione a distanza, iniziato con i corsi per corrispondenza, proseguito poi con la didattica via etere, fino a giungere, all'inizio degli anni '90, all'attuale didattica basata su Internet, flessibile e interattiva, capace di veicolare un dialogo coinvolgente fra docenti e alunni e di creare nuove occasioni di collaborazione fra individui geograficamente distanti.

Alcune caratteristiche
Per realizzare la sua finalità didattica l'e-learning si avvale delle opportunità tecnologiche offerte dalle reti di comunicazione. Possiamo pensare, ad esempio, alle offerte formative presenti sul web, alle quali l'utente può accedere on-line.
Tale visione dell'e-learning appare però estremamente riduttiva, nascondendo alcune sue caratteristiche, quali l'interazione e la collaborazione. Si sono sviluppati infatti i cosiddetti «ambienti di apprendimento on-line», cioè delle piattaforme tecnologiche in grado di erogare un insieme di servizi tra loro connessi, che permettono di usufruire dei contenuti formativi e consentono la comunicazione e la collaborazione in rete fra gli studenti e fra studenti e docenti.
Tali ambienti sono generalmente caratterizzati dalla presenza di più componenti: una connessione in rete; l'impiego del personal computer integrato da altre interfacce e dispositivi; l'indipendenza del percorso didattico da vincoli di presenza fisica o di orario specifico; il monitoraggio continuo del livello di apprendimento, sia attraverso la definizione del percorso sia attraverso momenti di valutazione e autovalutazione. Inoltre, è essenziale il ruolo svolto dalla multimedialità, intesa come integrazione di diversi media al fine di favorire una più piena comprensione dei contenuti. L'ambiente di apprendimento deve infine consentire sia l'interattività con i materiali sia l'interattività umana, attraverso, ad esempio, la creazione di contesti collettivi di apprendimento.
Tale visione allarga l'orizzonte semantico del prefisso «e» associandogli altri significati. Si parla allora di: experience learning, dove si sottolinea come le nuove tecnologie possano permettere livelli di esperienza più elevati rispetto alle tradizionali modalità formative; extended learning, dove si vuole mettere in evidenza la necessità di una offerta formativa continua nel tempo, al fine di favorire l'aggiornamento e la evoluzione della società; expanded and enriched learning, dove si considerano le possibilità offerte dalle reti in termini di allargamento dei contenuti e delle informazioni.

La formazione e le TIC
Da quanto finora detto dovrebbe apparire chiaro come l'e-learning rappresenti il momento di unione tra le teorie e metodologie dell'apprendimento e le nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione, le cosiddette TIC.
Per capire adeguatamente le potenzialità dell'e-learning è utile tenere presente una fondamentale distinzione, basata sulle diverse tecnologie impiegate, ovvero quella tra modalità di interazione sincrona e asincrona.
Nel primo caso l'interazione avviene in tempo reale. Ad esempio, quando docenti e studenti sono collegati a Internet simultaneamente nella «classe virtuale». I principali vantaggi di questa modalità risiedono nella possibilità di creare classi con alunni e docenti dislocati in luoghi anche molto distanti tra loro, e di utilizzare materiale di supporto in qualsiasi formato. Oggi la tecnologia offre una serie di strumenti per queste attività: chat, video e audio conferenza, lavagna condivisa, ecc.
Nella modalità asincrona, invece, la comunicazione tra persone, in genere distanti, avviene in tempi differiti. Il punto di forza della modalità asincrona è la flessibilità di utilizzo, poiché lo studente può accedere ai materiali di studio in qualunque momento e da qualunque luogo connesso alla rete. Anche in questo caso la tecnologia offre vari strumenti: posta elettronica, forum, pagine web, ecc.
Una ulteriore distinzione può essere fatta sulla base della modalità di utilizzo. Possiamo parlare di e-learning nella sua forma pura quando l'attività formativa si svolge integralmente tramite l'utilizzo delle TIC; oppure di e-learning come strumento di supporto alla tradizionale didattica in presenza, e in quest'ultimo caso le tecnologie vengono per lo più impiegate allo scopo di favorire il passaggio da un modello basato sulla trasmissione di contenuti dal docente al discente a un modello centrato sul discente e sulla valorizzazione delle sue risorse interne.

Le possibili vie dell'e-learning
Se, da un lato, resta aperto il dibattito per stabilire in quali tipi di discipline sia ottimale l'utilizzo dell'e-learning, dall'altro è certo che la flessibilità costituisce il principale punto di forza dell'e-learning, che ne fa un'opportunità insostituibile per tutti coloro che desiderano aggiornare le proprie competenze professionali, arricchire la propria cultura, imparare una lingua straniera o riprendere percorsi di studio interrotti in precedenza. Si capisce quindi quanto l'e-learning possa essere efficace, ad esempio, nei progetti dedicati alla formazione permanente (lifelong learning), un settore cui diverse istituzioni nazionali e internazionali vanno dedicando risorse sempre più ingenti.
La flessibilità è un vantaggio non solo per chi fruisce dei corsi, ma anche per chi li progetta e li realizza. Allo stato attuale la possibilità di rendere facile, rapido ed economico l'aggiornamento dei contenuti appare però più una chimera che una concreta realtà. Certo nel futuro nuovi strumenti dovranno essere sviluppati per rendere più semplice la configurazione di offerte formative realmente flessibili, capaci cioè di adeguarsi alle esigenze dei diversi studenti, individualizzando i percorsi formativi e valorizzando il contributo personale di ognuno.
La diffusione dell'e-learning nelle istituzioni educative è stata in passato ostacolata, ad esempio nelle università italiane, da alcune resistenze di tipo culturale, dovute a un forte scetticismo nei confronti delle nuove tecnologie. Oggi bisogna riconoscere che quella diffidenza era in gran parte giustificata da prodotti e logiche di progettazione troppo poco attenti alle esigenze degli utenti. La scarsa cura che si era data alla realizzazione di sistemi di comunicazione e condivisione on-line aveva contribuito a creare l'immagine dell'e-learning come modalità didattica fredda, priva di relazioni umane, ridotta a trasferimenti di bit fra i computer.
La situazione oggi è molto migliorata, soprattutto grazie all'adeguata valorizzazione degli aspetti che caratterizzano la «cultura della rete», quali la facilità di comunicare e di collaborare a distanza e l'opportunità di esplorare nuove forme di presenza e di relazione fra i diversi attori del processo didattico. In questo contesto l'interpretazione dell'e-learning appare a volte ambivalente. Per alcuni si presenta come una opportunità di formazione all'interno di comunità di apprendimento che si vanno costituendo nel nuovo spazio sociale che è il web. Altri, invece, vedono nell'e-learning uno strumento efficace per costruire in itinere la propria formazione, utilizzando la rete come un grande serbatoio di conoscenze.
Nel primo caso prevale la visione della rete come luogo per condividere esperienze e sviluppare relazioni oltre i propri confini geografici. Nel secondo caso l'enfasi è posta sull'e-learning quale spazio di autoformazione, dove l'individuo costruisce autonomamente il proprio percorso formativo in vista, ad esempio, di un continuo aggiornamento professionale.
Un approfondimento di tali aspetti richiede quindi di leggere l'e-learning in un'ampia prospettiva antropologica, dove l'uomo e le tecnologie interagiscono in una nuova esperienza di apprendimento. Già oggi, ad esempio, lo spazio virtuale della rete permette a culture diverse di mescolarsi dando origine a nuovi saperi.

E-learning e società della conoscenza
Nell'immediato futuro l'utilizzo della modalità e-learning, soprattutto nell'ambito della formazione professionale, è destinato a crescere in maniera rapida: secondo il Gartner Group, gruppo di ricerca e di consulenza che fornisce analisi per l'industria delle tecnologie dell'informazione, nel 2005 oltre il 70% delle grandi imprese europee avranno sviluppato dei progetti formativi a distanza.
D'altronde in questo settore nuove figure professionali stanno affermandosi, quali l'instructional designer (colui che si occupa della strutturazione didattica dei contenuti) e il learning technologist (che applica ai metodi di insegnamento tutta la vasta gamma di tecnologie della comunicazione e dell'informazione), nell'ottica di una visione del processo educativo frutto di una progettazione consapevole e resa esplicita, che abbia come punto di partenza l'analisi delle necessità individuali e in base a questa costruisca un intervento mirato.
La crescente domanda di corsi di formazione a distanza, sia in Italia sia all'estero, si inquadra nel più generale tema dello sviluppo della «società della conoscenza», in cui il fattore principale nella creazione del valore risulta il capitale intellettuale, ovvero l'insieme di competenze, conoscenze e processi conoscitivi presenti in essa. La sfida principale diventa quindi lo sviluppo di strumenti e strategie per creare, elaborare, accrescere e gestire la conoscenza e il sapere.
A questo proposito Clark Aldrich di Gartner Group sostiene: «Non so se nell'arco di due anni l'e-learning diventerà una componente del knowledge management o il knowledge management sarà un elemento dell'e-learning, ma sicuramente sarà l'uno o l'altro». Al di là del problema quasi ideologico di ritenere l'e-learning una componente del knowledge management (la gestione in senso ampio di tutto il patrimonio informativo presente in un'azienda) o viceversa, questa affermazione ben si inquadra nel nuovo paradigma della società basata sulla conoscenza. Laddove il knowledge management è focalizzato sull'utilizzo efficiente delle informazioni, oltre che delle competenze, idee, intuizioni, esperienze, commenti e motivazioni delle persone, il learning, ovvero l'apprendimento, si interessa a tutti quei processi mediante i quali tali conoscenze possono essere create, acquisite e consolidate.


Per saperne di più
CALVANI A. - ROTTA M., Fare formazione in Internet, Erickson, Milano 2000.
MASIE E., «Creating a culture of learning», in e-learning Magazine, 2 (2002).
TRENTIN G., Dalla formazione a distanza all'apprendimento in rete, Angeli, Milano 2001.
<http://learningcommunity.info.it>.
<www.bdp.it> (Sito ufficiale dell'Istituto Nazionale di Documentazione per l'Innovazione e la Ricerca Educativa).
<www.elearningeuropa.info> (Sito a cura della Commissione europea sulle iniziative di e-learning).
<www.elearningmag.com/elearning/arti cle/articleDetail.jsp?id=9556>.
<www.learningcircuits.org> (Learning Circuits, portale a cura dell'American Society for Training & Development - ASTD).