| |
In Italia, da sempre, si assiste a un deficit di informazione
sull'Africa. Sui principali quotidiani e sui periodici a tiratura
nazionale sono rari gli articoli su questo continente. Spesso vengono
riportate notizie solo in caso di gravi calamità naturali o
di importanti eventi politico-militari. L'Africa però
è un continente in profonda trasformazione, nel quale indubbi
passi avanti sul piano economico (con alcuni Paesi che stanno conoscendo
buoni tassi di sviluppo e significativi progressi nella lotta alla
povertà) e sul piano politico (con una maggiore diffusione
dei sistemi democratici) si abbinano ad antiche piaghe (confronto
etnico esasperato, disparità economiche, ingiustizie sociali,
ecc.). Queste dinamiche sono però quasi ignorate dai nostri
mezzi di informazione.
Pur non potendo addentrarci in un'analisi approfondita del problema,
sono almeno tre i motivi di questa assenza. In primo luogo, l'Italia
ha avuto in Africa un'esperienza coloniale limitata a pochi
Paesi (Eritrea, Somalia, Libia, Etiopia) e piuttosto breve, se confrontata
a quelle di altre nazioni. Ciò fece sì che non si creasse
un solido legame fra la madrepatria e le colonie, un legame che potesse
continuare, come è avvenuto per Gran Bretagna, Francia e Portogallo,
anche dopo l'indipendenza. In secondo luogo, l'Italia
ha investito limitate risorse in Africa. Nelle strategie delle principali
società multinazionali italiane, l'altra sponda del Mediterraneo
ha sempre svolto un ruolo marginale. Questo atteggiamento ha avuto
forti riflessi sul mondo dei media, che in Italia è
in gran parte controllato da grandi gruppi industriali. In terzo luogo,
per l'Italia, l'arrivo degli immigrati è un fenomeno
recente: le comunità africane hanno iniziato ad avere una visibilità
sociale ed economica solo a partire dalla metà degli anni '80.
Per questi motivi la grande stampa e il sistema dei media italiani
in generale (fatta eccezione per quei settori di nicchia rappresentati
dalla stampa missionaria e da alcune riviste di alta divulgazione
scientifica) si sono di fatto disinteressati dell'Africa.
Il panorama informativo però è destinato a cambiare
sull'onda di due fenomeni: un'immigrazione sempre più
massiccia e la crescita dell'impegno sul campo di molte ONG
(Organizzazioni Non Governative) italiane. Ciò ha creato un
aumento della domanda di notizie alla quale stanno dando una prima,
sebbene ancora parziale, risposta diversi siti Internet (alcuni italiani,
molti in francese o inglese).
www.misna.org
È un sito creato dai principali istituti missionari cattolici.
Ha tre notiziari: in italiano, inglese e francese. Ogni giorno fornisce
decine di «lanci» dai Paesi del Sud del mondo con una
particolare attenzione all'Africa. Le fonti delle notizie sono
principalmente i missionari e gli operatori di ONG e media
cattolici locali. Spesso Misna riprende anche notizie pubblicate
dalle principali riviste e quotidiani africani e inchieste apparse
sui principali periodici missionari italiani. Il servizio quotidiano
è gratuito. Il sito ha anche un archivio delle notizie pubblicate
a partire dal 1996 e un piccolo archivio fotografico. Per accedere
agli archivi è necessario sottoscrivere un abbonamento.
www.peacereporter.it
È un sito nato dalla collaborazione fra l'agenzia Misna
ed Emergency, l'ONG, fondata dal medico italiano Gino
Strada, che si occupa dell'assistenza medico-chirurgica in zone
di guerra. Peacereporter offre, oltre ai «lanci»
dell'agenzia Misna, numerosi articoli di approfondimento.
Da segnalare un elenco aggiornato di tutti i conflitti in corso nel
mondo. Di particolare interesse anche la sezione «Storie e reportages»,
nella quale sono ospitati approfondimenti sui temi più dibattuti
(di rilievo i servizi sui bambini-soldato, sui rifugiati e sui mercenari).
Infine una curiosità: nel sito è presente una sezione
dedicata alle «Buone notizie», cioè alle notizie,
solitamente trascurate dai grandi media, sui piccoli e grandi passi
avanti fatti dai Paesi del Sud del mondo in campo economico, sanitario
e sociale.
www.fides.org
È l'agenzia della Congregazione per l'evangelizzazione
dei popoli e delle Pontificie Opere Missionarie. Offre quotidianamente
«lanci» in italiano, spagnolo, inglese, francese, portoghese,
tedesco e cinese. Offre anche sezioni di approfondimento e un archivio
fotografico con decine di immagini che possono essere «scaricate»
gratuitamente (citando la fonte).
Chi lo desidera, può ricevere gratuitamente via e-mail
le notizie quotidiane della Fides. Il notiziario pubblicato
sul sito è prodotto anche in forma di bollettino stampato che
viene inviato (a pagamento) a quanti non dispongono di un collegamento
alla rete.
www.unimondo.org
Unimondo è un progetto culturale per una comunicazione
sui temi dello sviluppo umano sostenibile, diritti umani, democrazia,
pace e difesa del territorio. Nato il 10 dicembre 1998, Unimondo è
il nodo italiano del network internazionale OneWorld,
nato a Londra nel 1995 e che conta 11 centri nel mondo. Nel sito,
oltre alle notizie di attualità sull'Africa e sui Paesi
del Sud del mondo (in italiano), è possibile trovare dossier
di approfondimento. Tra questi segnaliamo un servizio sulla situazione
politica e militare della regione dei Grandi Laghi (Repubblica Democratica
del Congo, Ruanda, Burundi, Uganda).
www.inAfrica.it
È un portale realizzato per gli immigrati che vivono in Italia.
In esso si trovano tante informazioni sui popoli africani, sulle loro
culture, sulle loro tradizioni. Da segnalare la sezione dedicata ai
giornali (che riporta i link a molte testate africane) e quella
dedicata agli appuntamenti culturali organizzati da associazioni di
immigrati e da esperti e studiosi del continente.
www.warnews.it
È il sito creato da un gruppo di volontari, come si legge nella
presentazione, «unito nell'intento di fornire un'informazione
assolutamente indipendente e svincolata da qualsiasi condizionamento
politico o commerciale sui fatti che riguardano le zone di guerra
nel mondo». Nel sito si trovano schede aggiornate di tutti i
conflitti in corso. Tra questi assumono particolare importanza, per
numero e soggetti coinvolti, quelli africani. Per ogni conflitto è
stata preparata una scheda che lo contestualizza, alla quale sono
associati alcuni link alle notizie più recenti.
www.jeuneafrique.com
Jeuneafrique - L'intelligent, il settimanale di politica,
cultura ed economia africane, pubblicato a Parigi, da tempo ha aperto
un proprio sito Internet (in francese). È una miniera di informazioni.
Oltre agli articoli pubblicati sulla rivista, fornisce quotidianamente
notizie suddivise per aree (Maghreb, Africa dell'ovest, dell'est,
centrale e australe). Di rilievo i dossier, in particolare
quelli dedicati ad Algeria e Gibuti.
www.sabcnews.com
Si tratta del sito della SABC, la televisione pubblica sudafricana.
Oltre alle notizie più propriamente sudafricane, il sito ospita
una sezione dedicata all'intero continente nella quale la sottosezione
dedicata all'Africa meridionale è particolarmente ricca
di notizie e approfondimenti.
www.afrik.com
Si presenta come «Il quotidiano dell'Africa». Infatti
è un sito (in francese) strutturato come un quotidiano, con
sezioni dedicate alla società, alla cultura, all'economia,
allo sport. Anche in questo caso vanno segnalati i dossier.
In particolare quelli sulla prostituzione delle donne africane in
Europa, sul genocidio in Ruanda (di cui proprio nel 2004 si ricorda
il decimo anniversario) e sull'acqua. Ai lettori è data
anche la possibilità di confrontarsi sui problemi africani
attraverso una chat (in francese) il cui link è
sulla home page.
www.bbc.co.uk
È il sito della BBC, la televisione pubblica britannica. Consultarlo
periodicamente è imprescindibile per chi si occupa di Africa.
Al continente è dedicata una sezione (in inglese) con le principali
notizie del giorno e molti approfondimenti. Per ogni Paese africano
è stata poi redatta una scheda con i principali dati socio-economici
e politici. Nell'ottica di un autentico servizio pubblico, il
sito ospita anche bollettini in arabo, francese, hausa (lingua
parlata in Nigeria e Niger), kinyaRwanda (Ruanda), kiRundi
(Burundi), portoghese, somalo, swahili (Tanzania e Kenya).
|