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Una «nuova» Unione di 450
milioni di abitanti ripartiti in 25 Paesi membri. Una grande Unione,
con confini che partono dal Circolo polare artico, costeggiano Bielorussia
e Ucraina, e puntano ad arrivare - entro 3 anni, se tutto procede
secondo le previsioni - fino al Mar Nero. Si presenta così
il profilo geografico dell'Unione Europea (UE) «allargata»
a 10 nuovi Paesi (Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia,
Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Ungheria) che dal 1° maggio
di quest'anno sono entrati a farne parte, dopo un percorso scandito
da negoziati e verificato su parametri definiti. L'evento, che
pure risulta il più grande nel suo genere per dimensioni materiali
e portata socio-culturale, non è tuttavia un unicum,
essendo stato preceduto negli anni scorsi da analoghi passaggi ed
essendo già in previsione prossimi appuntamenti similari (si
parla, ad esempio, del 2007 come anno di ingresso di Romania e Bulgaria,
e si lavora per coinvolgere la Turchia e l'intera area balcanica).
Il rilievo politico-culturale del presente allargamento della UE presenta
diversi aspetti, a seconda degli ambiti di riferimento: primo tra
tutti, quello relativo alla dialettica politico-economica tra i Paesi
membri dell'Unione, nonché i più articolati e
incisivi rapporti che un'Unione più grande e istituzionalmente
più forte può instaurare nel concerto delle relazioni
internazionali.
È in ogni caso evidente, anche sul piano di una semplice considerazione
storica, il carattere epocale di questo evento: solo vent'anni
fa, erano semplicemente inimmaginabili rapporti così stretti
tra Paesi separati per decenni dal muro del totalitarismo. In effetti,
sorta nel 1951 tra 6 Paesi come Comunità Europea del Carbone
e dell'Acciaio, quella che sarebbe poi diventata la CEE e in
seguito la UE ha avuto nella caduta del muro di Berlino (1989) e nella
conseguente riunificazione della Germania il maggior impulso verso
l'integrazione dell'area centro-orientale.
La presente rassegna intende esemplificare tipologicamente alcune
delle molte risorse disponibili in Internet in tema di «allargamento
della UE», introducendo anche aspetti spesso scarsamente evidenziati
eppure strettamente legati alla diversificata gamma di rapporti che
favorisce l'ingresso dei 10 nuovi Paesi nella UE.
europa.eu.int/comm/enlargement/
index_it.html
È il sito istituzionale della UE - precisamente la sezione
dedicata all'allargamento - con dati relativi ai nuovi
Paesi membri, ai negoziati per l'accesso all'integrazione,
quindi all'assistenza finanziaria, alle azioni strutturali a
favore dell'allargamento nonché alle strategie della
comunicazione. Questi contributi si incentrano soprattutto in un esame
del processo di allargamento e offrono una panoramica ufficialmente
qualificata dei Paesi, unitamente ad un aggiornamento degli eventi
relativi ai vari passaggi istituzionali. Per una istruttiva retrospettiva
storica sulle varie fasi del processo, si veda <www.europarl.eu.int/presenta
tion/15plus/default_it.htm>, con dettagliate schede sui vari
capitoli tematici.
www.euractiv.com
Dall'allargamento come evento istituzionale all'allargamento
come spazio di processi sociali. Potremmo tradurre anche così
lo spirito dei numerosi contributi proposti in questo sito, che spaziano
in vari ambiti tematici: dall'ambiente alle telecomunicazioni,
dalla sanità all'energia, ai trasporti, alla scuola,
alla sicurezza, ecc. La sezione dedicata all'allargamento propone
news e interviste con illustri esponenti politici, nella costante
attenzione a cogliere aspetti e questioni particolari (ad esempio
la situazione dell'energia in un determinato Paese, quella della
scuola, dell'industria automobilistica, ecc.), oltre a tematiche
di geopolitica.
www.osservatoriobalcani.org
Il processo di integrazione politica e socio-economica dell'Europa
geografica non ha ancora interessato in modo sistematico, organico
e con prospettive certe l'intera area balcanica (eccezion fatta
per la Bulgaria) che, se da un lato è a tutt'oggi attraversata
da tensioni complesse, dall'altro non potrà in alcun
modo essere esclusa dall'orizzonte dell'integrazione.
Questo eccellente sito dedica una specifica attenzione all'universo
dei Balcani, senza certo trascurare aree già integrate o di
prossima integrazione, ma riservando un accurato approfondimento a
questioni di aree come Serbia, Montenegro, Kosovo, Albania, Bosnia,
ecc. Un ricco data base anche con iniziative di cooperazione
e studio completa, con il regolare invio di bollettini ben aggiornati,
l'offerta del sito.
www.friendsofeurope.org
Il sito è espressione di un'omonima organizzazione non-profit
che promuove dibattiti, studi e ricerche sulle prospettive politiche
dell'Europa e sul processo dell'integrazione. In primo
piano troviamo segnalazioni e approfondimenti su incontri, convegni,
dibattiti in programma, relativamente a temi di prima grandezza, come
ad esempio le prospettive di apertura alla Turchia, il rapporto dell'UE
con i grandi Paesi confinanti (primo fra tutti l'Ucraina, quindi
la Federazione Russa), i lavori per la Costituzione europea, ecc.
www.einnews.com/centraleurope
Numerosi aggiornamenti e lanci quotidiani d'agenzia sono il
contenuto della sezione di questo sito dedicata all'Europa Centro-orientale.
La selezione delle notizie si basa su criteri tematici legati prevalentemente
al piano sociale, economico e politico, lasciando spazio anche ad
altri ambiti solo quando siano rilevanti per la sfera socio-politica.
Specifica sul tema dell'allargamento è invece un'apposita
sezione del sito dell'Ansa <www.ansa.it/europa/allargamento/allargamento.shtml>,
dove le notizie però sono assai meno numerose e si succedono
sulla base di intervalli sovente molto lunghi.
www.informest.it
L'ingresso dei Paesi dell'ex blocco sovietico nel concerto
di nuove relazioni internazionali ha significato, dal punto di vista
economico, anche l'avvio di nuovi rapporti produttivi e di scambio,
primo tra tutti il noto fenomeno della delocalizzazione da parte di
numerose industrie italiane (soprattutto del Nord e Nord-Est) delle
proprie attività produttive nei Paesi dell'Europa centro-orientale.
Questo sito costituisce un esempio di portale per le imprese interessate
a questa nuova formula industriale (ovviamente non priva di interrogativi
circa la qualità etico-sociale di determinate prassi di delocalizzazione),
con schede sui Paesi (anche extraeuropei) e notizie di economia internazionale.
Da vedere, in tale ambito, anche il sito della Fondazione Nord Est
<www.fondazionenordest.net>.
www.ceinet.org
È il sito del Central European Initiative, una struttura sorta
alla fine degli anni '80 su iniziativa di alcuni Paesi europei
per favorire la cooperazione nell'area centro-orientale. Tra
i contenuti in prima evidenza, si segnalano studi su strategie, strumenti
e strutture di cooperazione, con uno spazio-forum per il dibattito
e un calendario di eventi.
www.turismoungherese.it
Dall'allargamento di vertice e delle istituzioni, all'allargamento
di base e delle popolazioni. Tra i molteplici canali di scambio e
comunicazione tra le culture della «nuova Europa», non
sarà mai apprezzato abbastanza il ruolo positivo di un turismo
intelligente e ben motivato. Esemplare di uno stile di promozione
turistica, che è anche e anzitutto promozione delle culture
e dell'incontro tra di loro, è il sito dell'Ufficio
del Turismo ungherese in Italia, che presenta le varie regioni storiche
dell'Ungheria e il ricco patrimonio storico, culturale e naturalistico
di questo Paese. Ottimi il data base e l'archivio di testi e
materiali fotografici.
www.bulgaria-italia.com
È forse, dal punto di viste tematico, il meno «canonico»
dei siti che segnaliamo, e nondimeno di alta valenza simbolica. Espressione
dell'associazione Italia-Bulgaria, il sito esemplifica uno stile
di approccio tra culture e Paesi basato sul reciproco rispetto, apertura,
conoscenza. Testimonia un'integrazione che parte dal basso,
quanto mai importante per il buon esito di quella istituzionale.
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