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In rete - maggio 2002 | |
| Firma digitale e carta d'identità elettronica | |
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Giovanni Ruggeri | |
Tra le numerose applicazioni delle tecnologie informatiche ai diversi ambiti della vita pubblica e privata, particolarmente interessanti risultano quelle dedicate alla modernizzazione della macchina amministrativa dello Stato. Nota anche in Italia con il neologismo inglese e-government (governo elettronico), l'informatizzazione delle strutture amministrative centrali e periferiche si propone di fornire ai cittadini vari servizi a funzionalità e contenuto tecnologico elevati, per rendere più agili e veloci le transazioni con l'amministrazione. In verità, da quando Internet e l'informatica in generale hanno iniziato a diffondersi anche nel nostro Paese, tutte le istituzioni - Ministeri, Enti pubblici, Regioni, Comuni, ecc. - si sono procurate una propria visibilità in rete attraverso siti che, salvo rare eccezioni, hanno tuttavia funzionato per lo più come collettori o distributori di informazioni, anziché come strumenti di vere e proprie transazioni on-line. Un obiettivo invece irrinunciabile, quest'ultimo, per una vera ristrutturazione informatica della macchina amministrativa e delle sue funzioni. Tema assai vasto e complesso - non foss'altro per l'attivazione piuttosto recente dei dispositivi di legge e tecnologici -, l'e-government si lascia ben esemplificare, quanto alla sua portata innovativa, da due componenti di forte impatto operativo per il cittadino: la firma digitale e la carta d'identità elettronica. La firma digitale è un'informazione elettronica che viene aggiunta a un documento informatico al fine di garantirne integrità e provenienza. Praticamente è il risultato di una procedura di validazione basata su un sistema di chiavi (codici) asimmetriche a coppia, una pubblica e una privata, che funzionano mediante una smart card (dispositivo su supporto plastico con un circuito elettronico integrato) posseduta dal soggetto firmatario e un sistema di codici di certificazione verificati da un Ente certificatore, legalmente deputato al compito. Con la firma digitale si assicura assoluta certezza di integrità e provenienza - e quindi valore legale - a tutti i documenti in formato elettronico (un contratto, una dichiarazione, un pagamento, una fotografia, ecc.), nonché a tutti gli atti compiuti in rete (oggi non così assolutamente certificabili). Con la carta d'identità elettronica si rendono possibili, oltre alle funzioni d'identificazione già assicurate dal tradizionale documento cartaceo, numerosi altri servizi. I siti qui segnalati illustrano meccanismi, implicazioni, stato di attuazione di tali dispositivi.
Il sito dell'Autorità per l'informatica nella pubblica amministrazione (aipa) riporta la legislazione riguardante firma digitale e carta d'identità elettronica. Paese all'avanguardia, in Europa, nel darsi una legislazione di questo tipo, l'Italia deve alla nota «legge Bassanini» (marzo 1997) l'introduzione di apposite misure circa questi due strumenti, che successive disposizioni si sono incaricate di regolamentare e organizzare sul piano tecnico-attuativo. Tale piattaforma legislativa deve ora misurarsi sia con l'effettivo stato di attuazione dei provvedimenti, sia con le nuove disposizioni impartite dall'Unione Europea per l'uniformazione degli standard operativi.
www.interlex.it/docdigit/indice.htm Il sito di questa rivista on-line, specializzata in materia di diritto applicato alle tecnologie informatiche, offre un ampio dossier sulla firma digitale, di cui spiega, con accurati dettagli, i meccanismi di funzionamento. Vengono approfinditi in particolare gli aspetti tecnici e giuridici.
Fra i tredici Enti certificatori oggi accreditati e iscritti nell'elenco dell'aipa, figura InfoCamere, società informatica delle Camere di Commercio. Il sito di Infocamere esemplifica concretamente come ottenere un dispositivo di firma digitale, diventando quindi titolari dell'apposita smart card. Inoltre offre un'utile guida all'installazione sul proprio computer dell'apposito hardware e del software necessario per usare correttamente questo strumento di lavoro.
www.ingenium.it/23somming.html Oltre alle comunicazioni ufficiali con le amministrazioni pubbliche, la firma digitale consente la trasmissione elettronica di risposte a bandi e gare pubbliche, dichiarazioni fiscali, rapporti contrattuali, transazioni finanziarie, fornitura elettronica di beni e servizi, ecc. Garantendo un'assoluta certificazione di sicurezza degli atti elettronici, tale modalità di firma potrà avere un notevole impatto, ad esempio, sullo sviluppo del commercio elettronico, sull'impiego non fraudolento delle molteplici funzioni del web, sui processi economici in generale. Questo sito, espressione on-line di una rivista specializzata di settore, offre vari studi e utili approfondimenti specifici su tali tematiche.
www.funzionepubblica.it/home/cie.html Il sito del Ministero della Funzione Pubblica, opportunamente integrabile con le informazioni date da <www.cartaidentita.it>, illustra la grafica e le funzioni della nuova carta d'identità elettronica. Tale carta contiene tutti i dati prima inseriti nei certificati di nascita, di residenza, di stato civile, di cittadinanza e potrà riportare gli elementi riguardanti i titoli di studio, l'iscrizione agli ordini professionali, la posizione rispetto agli obblighi militari, i numeri identificativi di anagrafe tributaria, ecc. In prospettiva, potrà essere usata anche per transazioni amministrative varie, come ad esempio pagare multe, tasse, ticket sanitari, e anche per votare da qualunque zona d'Italia. Potrà contenere dati di carattere sanitario (sanicard).
L'effettiva introduzione della carta d'identità elettronica deve passare attraverso una fase di sperimentazione, destinata a testare le connesse problematiche tecnologiche e operative. L'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani ha costituito un tavolo stabile di lavoro per attivare il raccordo fra i Comuni coinvolti nella sperimentazione; il sito ne documenta i lavori. I Comuni partecipanti alla prima fase di sperimentazione sono 83, già forniti dei necessari dispositivi tecnici e con personale formato. In questo gruppo - ove il Sud e le Isole sono rappresentati da soli 13 Comuni (tra gli altri, Catania, Avellino, Locri, Napoli) - figurano anche piccole realtà locali come Perarolo di Cadore, in provincia di Belluno (312 abitanti). A Bolzano, Imperia e Ventimiglia verrà invece sperimentato pure il servizio sanicard.
Se la legislazione è avanzata, ne è assai lontana l'attuazione. Non più di qualche mese fa, il ministro per l'Innovazione Lucio Stanca ha dichiarato che occorreranno «dai sei ai nove anni perché i 57 milioni di italiani abbiano tutti la carta elettronica in tasca» (@lfa Il Sole-24ore, 18 gennaio 2002, p. 12). Nondimeno è stato varato un Piano d'azione per sostenere con maggiore slancio operativo l'innovazione tecnologica nella pubblica amministrazione, inclusi i dispositivi di firma digitale e di carta d'identità elettronica. Il sito illustra nel dettaglio le linee strategiche generali e le iniziative territoriali assunte dal Piano, fornendo anche gli aggiornamenti di carattere legislativo e operativo derivanti dalle disposizioni europee.
A che punto è l'e-government nei Paesi europei ed extraeuropei? Un vasto e informatissimo indirizzario di ricerca viene offerto dal sito del Dipartimento di Informatica dell'Università di Pisa che, a partire dall'estate 2000, ha dato vita al progetto «PARete» (Pubblica Amministrazione in Rete). Per quanto riguarda l'Unione Europea, si può leggere ad esempio il Piano d'azione eEurope 2002 della Commissione Europea, ma sono da vedere anche i rapporti e siti sul cosiddetto digital divide, ossia il gap nell'impiego delle nuove tecnologie tra i Paesi in via di sviluppo e quelli industrializzati. Questione con cui prima o poi occorrerà fare i conti. |
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