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In rete - aprile 2002 | |
| «Girotondi» e partecipazione della società civile | |
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Francesco Occhetta
S.I. | |
In questi mesi associazioni culturali, docenti universitari, professionisti, personaggi dello spettacolo, ma soprattutto tanti privati cittadini hanno dato vita a un nuovo movimento d'opinione politica che possiamo definire come «un girotondo di mille voci». L'immagine è evocata dai «girotondi» organizzati da migliaia di partecipanti attorno a edifici simbolo delle città italiane: Palazzi di Giustizia, Camere del Lavoro, Provveditorati agli Studi, sedi rai... Si tratta di un volto inedito e pacifico della società civile, ancora giovane e poco organizzato, che tuttavia testimonia la determinazione di tutelare i fondamenti della democrazia e i diritti costituzionalmente garantiti, quali l'indipendenza della magistratura, la tutela dei lavoratori, il diritto all'istruzione, la libertà d'informazione, a prescindere da qualsiasi schieramento politico. Internet permette a chi desidera vivere questa nuova forma di partecipazione politica, di dibattere e confrontarsi, ma anche di organizzarsi concretamente. Da qui l'auspicio che le ragioni del manifestare e del riscoprire un nuovo modo di stare insieme possano trasformarsi in serie proposte politiche per il Paese.
Il Circolo Società Civile, nato a Milano nel 1985 e attivo sino alla fine degli anni Novanta, fu ideato da Nando Dalla Chiesa e da altri cento soci fondatori, tra cui Giorgio Bocca, David Maria Turoldo, Ilda Boccassini, Armando Spataro e Giuliano Urbani. Il sito «Società Civile» vuole essere la continuazione di quell'esperienza. Alcuni redattori del sito web provengono infatti dalla redazione del mensile omonimo, uscito a Milano per un decennio. Presenta un insieme di contributi fuori da logiche partitiche, con lo scopo di raccontare gli errori della politica, sia a destra sia a sinistra, e per diffondere la cultura della legalità. L'obiettivo ci sembra discretamente raggiunto: la connessione è rapida e la possibilità di «ricerca» degli argomenti ne facilita la consultazione. Delle sette sezioni in cui si articola il sito segnaliamo il «forum» e la possibilità di riascoltare alcuni discorsi tenuti in Piazza Navona tra cui quello di Moretti.
Il 17 febbraio 1992, con l'arresto di Mario Chiesa, iniziò a Milano l'operazione giudiziaria che sarebbe passata alla storia con il nome di «Mani pulite». Il sito, in rete dal 17 febbraio 2002 per ricordarne i dieci anni esatti, nel suo primo mese di vita è stato consultato da una media di circa 10.000 persone al giorno. La grafica è curata ed essenziale, mentre le foto, le interviste ai protagonisti e le numerose sezioni permettono di ripercorrere i fatti e lo spirito di «Mani pulite». In primo piano è posto uno «speciale»: «Il giorno della legalità», in cui attraverso audio, filmati e rassegna stampa vengono ripercorsi i principali temi della manifestazione del 24 febbraio scorso al Palavobis. Segnaliamo, oltre alla cronistoria dell'inchiesta, l'intervento audio e video di Francesco Pardi, docente dell'Università di Firenze e leader del cosiddetto «Movimento dei professori», in cui si sottolineano i limiti e le responsabilità sia del centro-destra sia del centro-sinistra.
www.adottiamolacostituzione.it Il sito fa capo a un gruppo di cittadini convinti che il Paese debba recuperare il suo senso civico. Per questo occorre risvegliare la coscienza civile, favorire una cultura della convivenza, sviluppare i valori fondamentali della democrazia. Per favorire tutto ciò si propone un'iniziativa davvero originale: l'adozione da parte dei visitatori del sito di un articolo della Costituzione e il conseguente impegno a osservarlo. Il sito è parzialmente in costruzione.
Si tratta di un sito che si occupa di temi legati alla giustizia. è stato costruito in seguito alle frequenti incomprensioni tra alcune parti della Magistratura e alcune forze politiche. In «Chi siamo» si legge: «Questo sito parte senza legami con gruppi politici, né con associazioni di magistrati o di avvocati, ma è espressione di uno spontaneo bisogno di un gruppo di persone di partecipare alla vita civile e alle scelte politiche che interessano le regole della convivenza». L'assenza di immagini e la semplicità della grafica rendono il sito esteticamente povero, ma è apprezzabile il monitoraggio su questioni di attualità legate alla giustizia e ai suoi fondamenti.
Il sito nasce dall'esperienza del mensile di «Italia democratica», iniziata nel 1998 e conclusasi a fine 2000, quando le opportunità offerte dalle nuove tecnologie portarono la redazione a decidere di dar vita a un quotidiano telematico. Ad animare quella esperienza furono molte delle voci di una società civile non collocata politicamente. Oggi questo quotidiano on-line valorizza opinioni ed esperienze che stanno alla radice dei nuovi movimenti civili. Nella rubrica «L'agenda» compare un interessante elenco di campagne e iniziative, con l'indicazione dei rispettivi promotori. Il contenuto è particolarmente attento ai temi dei diritti soggettivi, della giustizia e della mafia; ma vengono trattati anche temi di politica estera e più in generale di cultura. Si trovano anche finestre per inchieste e note a piacimento. Nonostante la ricchezza di materiale, la ricerca e la lettura degli articoli potrebbero essere migliorate ottimizzando l'ordine del materiale e della grafica.
All'interno di questo sito, provocatoriamente chiamato «Boicotta il biscione» ci soffermiamo sulla sezione dedicata ai «girotondi»: oltre a informare sulle iniziative sparse in tutto il Paese, fornisce i recapiti attraverso cui contattare gli organizzatori dei «girotondi», supplendo così alla mancanza di un sito «ufficiale». Cliccando la voce «Corteo telematico» si accede al netstrike: una sorta di manifestazione telematica abbastanza in sintonia con lo spirito dei «girotondi». Nonostante sia disponibile in cinque lingue, il sito è poco gradevole nell'impostazione grafica. Il materiale contenuto è quasi esclusivamente di denuncia ironica rendendo così il messaggio privo di aspetti propositivi e sterile per il bene del Paese.
Il sito di Democrazia e Legalità, associazione nata a Roma nel 1997, si presenta come un giornale on-line in cui è possibile leggere la cronaca e i commenti dei tanti incontri di autoconvocati di questi mesi. La home page, aggiornata quotidianamente, è composta da due colonne: in quella di sinistra vengono collocate le 14 sezioni di cui si compone il sito mentre in quella di destra trovano spazio una sorta di articolo di fondo e alcune notizia su cui la redazione intende focalizzare l'attenzione. A livello di contenuto, prevalgono articoli di opinione più che riflessioni argomentate; indicative sono le voci «Rassegna stampa» e «Opinioni» in cui si possono trovare articoli di fondo dei principali quotidiani e settimanali. Si tratta quindi di una voce di informazione telematica tempestiva e coraggiosa senza per questo essere faziosa.
www.areapopolaredemocratica.it Il sito di «Area Popolare Democratica» rappresenta uno dei pochi tentativi in cui, a partire dall'analisi critica della situazione, si propone un nuovo modo di azione politica. I principi ispiratori sono reperibili nella sezione «documenti» che raccoglie alcuni dei principali interventi di padre Bartolomeo Sorge scritti dal 1999 ad oggi. Anche il «forum» costituisce una parte di rilievo. Concepito come laboratorio di idee, permette di partecipare e di dibattere sui principali temi della situazione politica italiana.
mywebpage.netscape.com/GiovanniBachelet/scritti.html Segnaliamo una parte del sito di Giovanni Bachelet particolarmente attento al valore della partecipazione alla vita politica e alla conseguente e necessaria riflessione culturale. In particolare i due discorsi fatti da Bachelet rispettivamente in piazza Navona (2 febbraio) e in piazza san Giovanni (2 marzo). In quest'ultimo spiega la decisione di aprire la manifestazione con l'alzabandiera, utilizzando il tricolore che coprì la bara del padre Vittorio, come segno di «rispetto e affetto comune a tutti i cittadini, a tutte le parti politiche, a testimoniare dell'appartenenza a una comunità. Una comunità di persone da servire in alcuni casi anche a costo della vita». |
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