In rete - marzo 2002

I diritti delle donne

Francesco Occhetta S.I.

 

Nel suo recente rapporto, Amnesty International afferma che secondo alcuni esperti delle Nazioni Unite non esiste Paese al mondo dove le donne non siano discriminate. Nonostante il preambolo dello Statuto delle Nazioni Unite del 1945, in cui si afferma il principio della parità tra uomo e donna, i Rapporti annuali delle Nazioni Unite riscontrano una disuguaglianza, più o meno marcata a seconda degli Stati, nelle condizioni di vita delle persone dovuta unicamente alla diversità di genere.

In alcuni Paesi le donne accedono con difficoltà alle cariche pubbliche, in altri subiscono ingiustizie nelle retribuzioni, in altri ancora nel trattamento ricevuto nei processi civili e penali. Viene inoltre documentato come nel mondo milioni di donne sono mutilate, picchiate a morte, bruciate vive, vendute o comprate come schiave per essere avviate alla prostituzione. La Dichiarazione dell'onu sull'Eliminazione della Violenza contro le Donne del 1993 chiede «l'applicazione universale nei confronti delle donne dei principi relativi a uguaglianza, sicurezza, libertà, integrità e dignità di tutti gli esseri umani». Tuttavia l'universalità dei diritti umani viene ignorata da troppi Governi, che li subordinano alla sicurezza nazionale, alla politica economica e alle tradizioni locali.

In occasione dell'8 marzo, giornata internazionale della donna, presentiamo alcuni siti che si occupano di tutela e promozione dei diritti umani delle donne per ribadire «uguaglianza, sviluppo e pace», temi dell'ultima Conferenza mondiale sulle donne di Pechino del 1995.

www.dirittiumani.donne.aidos.it

Il nuovissimo sito dell'Associazione Italiana Donne per lo Sviluppo (aidos), organizzazione non governativa senza fini di lucro, nata a Roma nel 1981 da un gruppo di donne esperte di sviluppo economico e di antropologia, colloca e sistematizza per la prima volta in rete la principale documentazione in tema di diritti umani delle donne tradotta in italiano. La voce «navigazione», al centro della home page, permette di capire i percorsi del sito. Di rilievo è il contenuto dei sottotitoli della voce «biblioteche». Le parti «temi» e «testi», oltre a commentare scientificamente i diritti umani applicati ai singoli argomenti (ad esempio eguaglianza, razzismo, sessualità e riproduzione), contengono sia materiale di riflessione sia i testi dei Patti, Convenzioni e Protocolli della comunità internazionale. Il sito può essere migliorato graficamente (risulta ancora privo di immagini e alcune sue parti sono ancora incomplete), tuttavia è già tra gli strumenti più preziosi di ricerca e di approfondimento dei diritti umani delle donne.

www.palazzochigi.it/cmparita

Il primo dei due siti istituzionali è quello della «Commissione Nazionale per la Parità e le Pari Opportunità tra Uomo e Donna», istituita con la legge n. 164/90. La pagina web si presenta con un impatto grafico soddisfacente. Nella pagina iniziale risultano ben curate le sezioni «informazione», «iniziative», «notizie» e «tavole rotonde», tutte dedicate alla promozione dei diritti delle donne a livello nazionale. Il box «Focus on» è dedicato a un'iniziativa in favore delle donne in Afghanistan: «Un fiore per le donne di Kabul». La pagina «servizi» occupa, nell'economia del sito, uno spazio di rilievo; in particolare lo «sportello donna» fornisce consulenze alle donne discriminate nei loro diritti.

In generale - rispetto ai tre grandi obiettivi di intervento della Commissione: l'area della tutela, l'area della differenza e l'area dell'uguaglianza -, il sito tende a privilegiare le informazioni sull'operato e le funzioni della Commissione, al fine di promuovere la necessaria e utile formazione ai diritti delle donne.

www.palazzochigi.it/pariopportunita

Si tratta del sito del Ministero per le Pari Opportunità istituito nel 1996. Le sezioni «struttura» e «cosa facciamo» spiegano gli scopi del sito oltre a fornire informazioni sulle iniziative legislative, sui progetti in corso, sull'attività internazionale. La parte «strumenti» dedica uno spazio importante alla promozione di iniziative che intendono contrastare il fenomeno del traffico di donne e minori ai fini di sfruttamento sessuale.

Nel complesso è un sito con materiale aggiornato, ma ha il duplice limite di contenere riflessioni e commenti estremamente sintetici e di essere privo di bibliografia.

Le caratteristiche specifiche sono l'interesse verso i Rapporti delle Nazioni Unite e l'iniziativa del numero verde che appare nella home page per denunciare la tratta delle donne.

www.womenews.net

Si tratta del sito on-line del settimanale Il Paese delle donne. La home page è costruita su tre colonne verticali: «brevi», «il tema della settimana» e «segnalazioni».

Nonostante l'eccessiva lunghezza della pagina, che non facilita la lettura, sembra efficace e incisiva la scelta di riportare storie di donne di cui, nelle varie parti del mondo, sono stati lesi i più elementari diritti umani.

Ad esempio, le parti che commentano fatti di «migrazione» e «prostituzione» contengono letture critiche e di attualità che, se pur non sempre condivisibili nel loro fondamento etico e antropologico, aiutano certamente il dibattito e la riflessione. Il sito ha un approccio internazionale e privilegia i temi dell'uguaglianza di genere e della prostituzione.

www.amnesty.it/campaign/donne

Amnesty International dedica una sezione molto ricca ai diritti umani delle donne nel mondo. I 12 link, attraverso la raccolta dei principali documenti in materia di diritti umani, cifre, foto di volti di donne e testimonianze dirette, forniscono un'ampia informazione. In particolare nella voce «raccomandazioni» è possibile trovare, dopo le varie denunce di violazioni, anche le proposte dell'Associazione nelle sedi internazionali.

La sezione «firma gli appelli», attraverso il racconto e la denuncia di donne vittime di violenze, sollecita i visitatori a sottoscrivere vari appelli ai Governi che violano i diritti umani. Vengono documentati casi concreti di violenza, come quello che racconta Asma Jahangir, una donna avvocato, Presidente della Commissione non governativa per i Diritti Umani del Pakistan: «Hanno fatto di tutto per terrorizzarmi [...]. Hanno perfino assalito le mie due bambine [...]. Ho dovuto mandarle via dal Paese. A volte si deve pagare un prezzo intollerabile per ciò in cui si crede».

www.un.org/womenwatch

Women watch è un sito in lingua inglese creato dalle Nazioni Unite. Caratterizzato da abbondanza di risorse e da buona navigabilità generale, il sito, oltre a riservare un particolare approfondimento alla situazione della donna in Afghanistan, segnala in «Women of the World» e in «Quick Lines» le attività, gli indirizzi degli uffici istituzionali e i siti delle principali Organizzazioni femminili riconosciute a livello internazionale. In «Documents and Database» è custodito un prezioso archivio di tutti i documenti sui diritti della donna elaborati dalle Nazioni Unite.

www.femmis.org

«Non l'uomo che domini la donna, non la donna che si contrapponga all'uomo, ma che fondino insieme l'armonia libera e necessaria, a segnare l'inizio di un mondo armonioso e pacifico». Sono le parole di David Maria Turoldo con cui le Missionarie comboniane presentano il loro sito Femmis (Feminine missionary information service): un sito sia di informazione sia di formazione.

In «approfondimenti» e «dossier», due delle sette sezioni collocate alla sinistra dello schermo, segnaliamo il testo delle donne del Canada per il Forum Sociale Mondiale del 2002 e una serie interessante di articoli dedicati al tema: «Asia: cristologia femminile». «Femmis news», parte dedicata all'informazione sulla promozione dei diritti umani, ha il merito di essere settimanalmente aggiornata.

www.umn.edu/humanrts/links/women.html

è la pagina «Human Rights Library» dell'Università del Minnesota (usa). Si tratta di un prezioso strumento di collegamento, consultazione e ricerca in quanto ha il merito di raccogliere un centinaio di link sui diritti delle donne nel mondo consultabili in arabo, francese, inglese e russo.