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In rete - aprile 2001 | |
| La finanza etica e le banche alternative | |
Enrico Casale | |
Il movimento della «finanza etica» si sviluppa a partire dalla metà degli anni '70 come reazione a un sistema creditizio che non offre ai clienti garanzie di ottenere un investimento coerente con i loro valori, e che tende a escludere alcuni soggetti economici di rilevanza sociale (associazioni, organizzazioni non governative, ecc.) e i soggetti più svantaggiati. Nascono così banche come la bengalese (del Bangladesh) «Grameen Bank», l'olandese «Triodos Bank», la tedesca «Oekobank», la svizzera «bas», l'italiana «Banca Popolare Etica». I principi sono semplici: trasparenza della gestione, garanzia della provenienza dei capitali e del loro impiego in attività culturali, educative, economiche e sociali che rispettino la dignità dell'uomo e l'ambiente.
È il sito dell'Associazione Finanza Etica (afe). Nata nel 1994 come Associazione «Verso la Banca Etica» con il fine di «creare un luogo di dibattito» per preparare la creazione della prima banca etica italiana, con la nascita della Banca Popolare Etica nel 1998, l'afe si è trasformata. Attualmente si propone di «diffondere la cultura della responsabilità nei settori finanziari ed economici e [di diventare] un punto di riferimento, confronto e ricerca per gli aspetti finanziari del Terzo settore». Nel sito, dalla grafica essenziale, sono consultabili documenti e studi sulla finanza etica e si trovano i riferimenti di libri e ricerche sul tema.
Nato alla fine degli anni Ottanta come Ctm-Mag, il Consorzio Etimos sostiene, con servizi finanziari e assistenza tecnica, le organizzazioni di microfinanza, i piccoli produttori e le microimprese dei Paesi del Terzo Mondo, delle nazioni dell'Est europeo e dei Balcani e delle aree povere dei Paesi a reddito più elevato. Il sito è in quattro lingue: italiano, inglese, francese e spagnolo. In esso sono descritti i diversi prodotti finanziari attraverso i quali il consorzio raccoglie i risparmi da investire nei progetti di microfinanza, del commercio equo e solidale, dell'economia sociale. E anche un elenco dei principali progetti nei quali Etimos è impegnato. In una sezione si possono scaricare i modelli dei moduli per la richiesta di finanziamenti.
È il sito del primo istituto di credito alternativo italiano. L'idea di una banca «etica» nasce in Italia all'inizio degli anni '90 per iniziativa di sindacati, cooperative sociali, enti locali, associazioni e organizzazioni non governative. Il progetto nasce per dar vita a un istituto che riprenda e potenzi l'esperienza delle Mutue Auto Gestione, cooperative che da un ventennio finanziano lo sviluppo della cooperazione internazionale e dell'economia sociale. La Banca Popolare Etica nasce il 31 maggio 1998. Il primo sportello apre nella primavera del 1999. Oggi la banca ha 18.492 soci e una raccolta di 134 miliardi e 500 milioni di lire. Nel sito, oltre a trovare lo statuto, il progetto iniziale della banca e i nomi dei principali soci, sono riportati i principi ispiratori della finanza etica e un breve profilo dei principali istituti bancari etici che operano in Europa e in Asia. Vengono inoltre presentati i prodotti finanziari della banca (certificati di deposito, obbligazioni, conti correnti, libretti di risparmio, ecc.) e i servizi offerti ai clienti (bancomat, domiciliazione utenze, bonifici, operazioni con l'estero, ecc.), tra i quali l'Internet banking, cioè la possibilità di utilizzare Internet (grazie a sistemi crittografati che ne garantiscono la sicurezza) per la gestione del conto corrente. Ma la Banca Popolare Etica nasce anzitutto come strumento finanziario per «dare credito». Nel sito è quindi possibile conoscere i settori verso i quali l'istituto orienta i propri finanziamenti (cooperazione allo sviluppo, ambiente, cultura, società civile, ecc.) e le realtà finora finanziate.
La Grameen Bank è forse la più famosa banca alternativa del mondo. Il principio al quale si ispira e che ne ha favorito lo sviluppo è tanto semplice quanto rivoluzionario: per aiutare i poveri, bisogna offrire loro delle opportunità, facendo leva sulle loro capacità. È il principio del microcredito che attraverso il prestito di piccole somme finanzia microprogetti. Questi permettono a persone poverissime di avviare attività e di ottenere quei redditi minimi che li strappano alla miseria. Fondata in Bangladesh nel 1976 da un economista, Muhammad Yunus, la Grameen Bank è diventata, con il tempo, la quinta banca del Paese con un organico di 14mila persone distribuite in 1.000 filiali. Attualmente serve 36mila villaggi e, finora, ha concesso prestiti per 3.400 miliardi di lire suddivisi in 16 milioni di crediti (con un tasso di recupero del 98%). Attualmente la Grameen Bank, pur non rinunciando ai suoi principi, si è trasformata in un gruppo (Grameen Family) con cinque divisioni: Grameen Bank, Grameen Cybernet (fornisce servizi Internet), Grameen Communications (diffonde l'uso di Internet nei settori dell'educazione, della ricerca, della salute), Grameen Uddog (offre consulenza e assistenza tecnica ai tessitori bengalesi), Grameen Telecom. Nel sito, in lingua inglese, sono presentate nel dettaglio le attività della Grameen Family e, in una particolare sezione, è possibile acquistare le tele fabbricate a mano dai tessitori bengalesi.
Nata in Olanda nel 1980, la Triodos Bank si definisce una «banca che tratta affari e ha contatti solo con organizzazioni che hanno obiettivi sociali e di sviluppo». Oltre alla sede in Olanda, ha aperto uffici in Belgio e in Gran Bretagna ed è attiva nei settori dell'economia sociale (sistemi di lavoro innovativi, centri di servizi, attività innovative, ecc.), dell'ambiente, del non-profit e della cooperazione allo sviluppo. Il sito è in quattro lingue: inglese, francese, fiammingo e olandese. In esso si trovano, non solo la presentazione e gli obiettivi dell'istituto, ma anche una sezione speciale aggiornata periodicamente con le novità di gestione e dei prodotti. Sotto quest'ultimo aspetto, la Triodos Bank è famosa come società di gestione di fondi propri e di altre società. Si tratta di fondi speciali che riguardano l'economia sociale, l'ambiente, la lotta alla povertà, ecc. In una sezione è possibile trovare una lista dei fondi gestiti dalla banca. Nel sito poi sono pubblicati i principali dati economico-finanziari della gestione dell'istituto: un omaggio alla trasparenza di gestione, caratteristica propria delle banche alternative.
È il sito della Banca Alternativa Svizzera (bas), un istituto nato nel 1990 in Svizzera. A differenza degli altri istituti di credito elvetici, la bas rifiuta di accettare fondi di origine sospetta: non apre conti correnti cifrati, ma solo conti nominativi, e rifiuta flussi finanziari non risultanti dalla dichiarazione dei redditi. Il sito (in francese e in tedesco) si divide in cinque sezioni nelle quali sono spiegati i principi ispiratori, la gamma di prodotti finanziari etici e le attività di finanziamento. Un collegamento ipertestuale offre la possibilità di collegarsi a «Moneta», il giornale del mondo bancario alternativo.
L'Oekobank è nata in Germania nel 1984 come espressione dei movimenti ambientalista e pacifista. I fondatori si propongono di coniugare il rispetto dei principi ecologici, etici e sociali con una logica imprenditoriale. La trasparenza è massima e i prestiti vengono concessi solo a progetti con alto valore sociale e solo dopo un'istruttoria economica ed etica svolta da un comitato di esperti. Il sito è in lingua tedesca, ma è presente anche una sintesi in lingua inglese. Oltre ai principi ispiratori e alla struttura organizzativa della banca è possibile conoscere le offerte di fondi etici che investono in aziende estrenee all'industria degli armamenti, alle aziende che non rispettano i diritti umani o in progetti legati all'industria chimica o all'energia nucleare. |
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