Speciale - maggio 2000

In ricordo di padre Giacomo Perico S.I.

Aggiornamenti Sociali

 


Il gruppo dei gesuiti della Rivista "Aggiornamenti Sociali" ritiene doveroso rendere pubblicamente omaggio alla memoria del confratello, p. Giacomo Perico (Ranica/BG 27 settembre 1911 - Milano 23 marzo 2000), la cui vicenda umana e apostolica è stata strettamente intrecciata, fin dalle origini, con quella della Rivista stessa.

Nella nascita e nei primi sviluppi di "Aggiornamenti Sociali" il p. Perico ebbe un ruolo di primo piano, essendo stato uno dei due fondatori della Rivista. Lo abilitavano a quel ruolo sia la preparazione intellettuale, sia la profonda sensibilità sociale, sia l'esperienza drammatica della seconda guerra mondiale, che visse, giovane sacerdote, come cappellano della Base Sommergibili di Napoli per tutta la durata del conflitto.

Questa esperienza lo segnò profondamente. Gli fece anzitutto avvertire vivamente l'esigenza di contribuire all'opera di ricostruzione, soprattutto morale, civile, sociale, del Paese dissestato dalla guerra. Più in particolare, nei confronti dei suoi sommergibilisti, che tante volte non tornavano dalle loro missioni, lasciando, in molti casi, bambini orfani, si impegnò a curarsi di questi ultimi: è qui la prima genesi dell'Istituto per "bambini soli" a cui più tardi darà vita a Milano, come pure dell'attenzione privilegiata che dedicherà sulla Rivista ai problemi dell'infanzia in stato di abbandono e, più ampiamente, dei minori a rischio.

Dal 1945 p. Perico è a Milano, nella Residenza di S. Fedele: vi resterà per tutta la vita. Qui, nel 1946, fonda, in collaborazione con un confratello reduce dall'Albania comunista, il Centro Studi Sociali, che avrà la sua principale emanazione, dal gennaio 1950, nel mensile "Aggiornamenti Sociali", il quale da allora sarà lo strumento, sul piano culturale, dell'apostolato sociale dei gesuiti italiani.

Alla Rivista il p. Perico darà il meglio di se stesso, fino all'estremo limite delle sue energie. Il suo è stato un lavoro costante e infaticabile: la frequenza e la continuità dei suoi contributi, nell'arco di circa 50 anni, sono state veramente eccezionali. Questa straordinaria capacità di impegno intellettuale gli ha anche consentito di pubblicare un'ampia serie di libri, nei quali rielaborava, aggiornava e approfondiva varie tematiche trattate sulla Rivista, specialmente quelle relative alla famiglia e ai problemi medico-morali.

Il campo di sua competenza era la vasta panoramica delle questioni etiche relative alla persona, alla famiglia, alla professione medica. All'interno di tale panoramica, i temi preferenziali trattati esprimevano la sua profonda sensibilità umana e sociale: la tutela della vita dal concepimento al termine naturale; l'assistenza ai minori in stato di abbandono, ai malati, agli handicappati, agli anziani; la protezione e promozione della famiglia; l'umanizzazione della medicina; ecc.

Due aspetti del modo in cui redigeva i suoi scritti meritano di essere sottolineati. Anzitutto, i suoi studi non erano di carattere teorico, astratto: in essi si sforzava di applicare i principi e le norme etiche alle situazioni concrete, per illuminare e orientare le persone nella soluzione dei problemi dell'esistenza. In secondo luogo, l'impostazione dei suoi articoli era di grande efficacia pedagogica: con chiarezza di linguaggio e con netta distinzione dei vari ambiti del sapere interessati, dapprima esponeva gli aspetti tecnici e scientifici della questione, quindi ne sviluppava i profili giuridico-legislativi, infine proponeva una riflessione morale, desunta sia dall'etica razionale, sia dalla rivelazione cristiana, mediata dal magistero della Chiesa.

La "socialità" di p. Perico non si è mai limitata alla sola attività culturale, ma è stata vissuta a contatto con la gente in stato di sofferenza e di bisogno. Si è espressa in iniziative concrete a loro servizio. L'iniziativa principale fu indubbiamente la fondazione, in collaborazione con una generosa benefattrice, dell'"Istituto G. Salvadori", affidato a una comunità di Suore Calasanziane, che dal 1960 ospita "bambini soli" (orfani, figli di carcerati, bambini in stato di abbandono e in attesa di adozione). A questo Istituto egli ha dedicato, sino alla fine, tempo, fatica, passione, e lo ha costantemente aiutato a mantenersi e svilupparsi, con il contributo di una folta schiera di collaboratori. A parte le iniziative sociali "istituzionali", vanno ricordate le innumerevoli persone e famiglie che hanno trovato in p. Perico, nel suo cuore paterno e generoso, efficace aiuto materiale e conforto morale.

Riteniamo infine doveroso testimoniare che p. Perico è stato per tutti noi non solo un compagno di lavoro, ma anche un vero "amico nel Signore", sempre accogliente e cordiale, saggio consigliere, esempio efficace di vita religiosa nella "casa comune" della Compagnia di Gesù.

 

"Chi volesse leggere alcuni scritti spirituali di P.Perico, scriva a gpolli@tiscali.it"